La rivista di aprile

Editoriale

a cura di Nicola Campogrande

coprtina aprile
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Di corsa con Beethoven

Nel suo gustoso L’arte di correre Murakami è drastico: «Quando corro di solito ascolto musica rock. A volte anche jazz, ma preferisco il rock. […] Più semplice è il ritmo, meglio è».
Beh, che delusione. Da un maratoneta come lui, che conosce la gittata lunga di un romanzo, mi sarei aspettato di più. È mai possibile ridurre il piacere della corsa a un puro fatto meccanico,
un-due, un-due? E ascoltare musica come se si trattasse soltanto di un metronomo potenziato, boom-boom, boom-boom? Voi che conoscete la meraviglia di una sala da concerto, fate questo esperimento: lasciate perdere le playlist a ritmo costante (disco music, barocco strumentale, folk occitano...) e provate a correre con in cuffia una Sinfonia di Beethoven, con una Ouverture di Wagner, con un Sestetto di Brahms. Sentirete il vostro corpo che respira, vola, si stacca dal terreno. L’alternanza regolare dei passi cederà il posto all’agogica della musica. La vostra mente accelererà, rallenterà, seguirà le onde della partitura senza che voi diate più peso alle gambe o al fiato. Non dico che sarà come essere seduti all’Auditorium, questo no; ma sentirete che bellezza!