La rivista di febbraio

febbraio
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Editoriale

a cura di Nicola Campogrande

Musica, cinema e passione

È morto Pierre Boulez. Amato, non amato, era il più noto compositore vivente del pianeta. Incuranti del dileggio ai quali andavano incontro, i siti di informazione di molte delle principali testate italiane hanno riportato la notizia con indicibile superficialità, inanellando strafalcioni e assurdità lessicali, e relegando il tutto, sostanzialmente, al rango di curiosità. Pochi giorni dopo Ennio Morricone ha vinto il Golden Globe, tributatogli dall’Associazione della stampa estera di Hollywood per la colonna sonora di The Hateful Eight. Ritirando il premio in sua vece, il regista Quentin Tarantino ha spiegato: «Morricone è il mio compositore preferito, e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che è la musica per il cinema, ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert». La notizia, manco a dirlo, ha campeggiato ovunque in piena evidenza (e sia chiaro: da fan di Morricone, a me la cosa ha fatto piacere!). Ora, la vittoria di un premio per una colonna sonora vale socialmente molto più della scomparsa del più famoso compositore del mondo? Sì. Ed è giusto che sia così? No. Se si ha in mente un mondo diverso al quale puntare, tuttavia, la reazione da evitare è quella dell’indignazione. La colpa – se di colpa si vuole parlare – non è degli altri: è nostra. E chi ha la fortuna di poter godere della musica classica (oltre che del cinema) ha il compito di trasmettere la propria passione, di diffonderla, di moltiplicarla. C’è un numero enorme di persone curiose ma intimorite, persone che aspettano solo qualcuno che dia loro una mano ad entrare per la prima volta in una sala da concerto. Troviamo il modo per aiutarle, e guadagneremo la loro gratitudine.

Ps

Nel momento in cui chiudiamo il mensile in tipografia giunge la notizia della scomparsa di Gianni Rondolino. Non era soltanto “la storia del cinema”, come è stato giustamente scritto: era anche un raffinato ascoltatore di musica classica, della quale parlava con competenza e slancio. Mi piace ricordarlo e dedicargli idealmente questo numero di Sistema Musica