La rivista di gennaio

Editoriale

a cura di Nicola Campogrande

La rivista di gennaio
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Pubblicità e progresso

Lo spot, americano, è così: un giovane uomo guida la sua lussuosa auto su una strada che attraversa un bosco autunnale. Si ascolta l’inizio dell’Andante dal celebre Concerto per pianoforte K. 467 di Mozart (in una buffa riduzione per violino, viola e violoncello, peraltro). Poi il giovane si stufa: ferma l’auto e fa scendere il trio di musicisti che – si scopre – era seduto dietro, a suonare. I poveretti, di mezza età se non addirittura anziani, vengono scaricati sul ciglio, con i loro strumenti e la loro musica evidentemente noiosa. Soddisfatto, il giovane riparte ascoltando musica più trendy (solo percussioni). «This is the new Lexus», dice una voce fuori campo. Ovvio il messaggio (e inevitabili le centinaia di proteste in rete, al grido di «Lexus, che cosa ti ha fatto di male il buon Mozart?»). Per promuovere il nuovo iPad Air, anche la Apple ha usato musica classica. Valorizzandola, però, e puntando su un compositore vivo. Si vede Esa Pekka-Salonen che, folgorato da un tema mentre si rade, lo annota sull’iPad e poi procede ad elaborarlo in taxi, alla stazione, davanti a un lago gelato, in un museo, sino ad arrivare alla sala da concerto, dove la partitura – il suo Concerto per violino e orchestra – viene infine eseguita (ed è fighissima, naturalmente). Credo sia la prima volta, almeno dal dopoguerra, che la nuova musica trova uno spazio eccitante nell’immaginario collettivo, superando persino il rassicurante grande repertorio. E, poiché i nuovi compositori si stanno dando un gran da fare, sforzandosi di dimenticare le asprezze insensate del passato e cercando di tornare a inventare meraviglie, fa piacere che qualcuno se ne sia accorto. C’è da festeggiare, non credete?