La rivista di maggio

Editoriale

a cura di Nicola Campogrande

maggio
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Partecipare, la nuova frontiera del pubblico

Si chiamano concerti partecipativi. Erano nati per coinvolgere i bambini, facendo sì che prendessero parte in qualche modo a un’esecuzione – cantando, ballando, battendo le mani. Ora si sta cominciando a pensare che la frattura creatasi tra chi frequenta la musica classica (5-7% della popolazione) e il resto del mondo possa essere colmata proprio così, recuperando una procedura che avevamo dimenticato. Fino alla nascita del concetto di pubblico, intorno al Seicento, non vi era infatti differenza tra chi cantava o suonava e chi ascoltava: nella maggior parte dei casi la musica era un’arte praticata. Poi sono nati i professionisti, sia dell’esecuzione che dell’ascolto, e ci siamo specializzati in una o nell’altra delle due categorie. È andata a finire che la nostra presenza in sala è diventata un gesto sacro: non solo rispettiamo il silenzio spegnendo i telefonini (e ci mancherebbe…), ma evitiamo di muovere il corpo, di cantare anche quando conosciamo la melodia, di partecipare fisicamente all’esecuzione. Ci hanno insegnato che si fa così, lo facciamo, e non ci dispiace nemmeno.
Bene: abituiamoci a cambiare idea. Perché in una città propulsiva come Parigi, storicamente guida e anticipatrice di mode e tendenze, il nuovo complesso della Philharmonie progettato da Jean Nouvel, con due grandi sale da concerto e una miriade di attività quotidiane, i concerts participatifs sono già una realtà. Adulti e bambini entrano, si siedono, e vengono coinvolti nei concerti. Non in tutti, si capisce; ma la cosa sta prendendo piede, anche perché il presidente della Philharmonie, Laurent Bayle, ha spiegato che il complesso «vuole permettere una riappropriazione della musica da parte del pubblico» e tutto questo passa anche «attraverso concerti per bambini e concerti partecipativi». Stanno nascendo dunque nuove modalità di ascolto, e nuove partiture, che affiancheranno le vecchie abitudini. Preparatevi: scommetterei che presto le vedremo messe in pratica anche da noi.