La rivista di settembre

Editoriale

a cura di Nicola Campogrande

La rivista di settembre
Sfoglia la rivista

Le pennellate trasparenti della musica

Ricomincia la stagione della musica e noi, come ogni anno, ci prepariamo a parlare d’altro. Perché ascolteremo sonate e sinfonie, opere e quartetti, ma non commenteremo la loro essenza, il modo in cui sono fatti. Parleremo di emozioni, di interpretazione, di bellezza, e persino tra addetti ai lavori sarà molto raro commentare la posizione armonica dell’oboe nel bilanciamento di un certo accordo di Mozart, oppure la disposizione dei valori ritmici nella prosodia di una frase di Beethoven (o di Arvo Pärt). Il che, se ci si pensa, è davvero singolare.

In un quadro, ad esempio, alla prossima mostra apprezzeremo lo stile dell’autore osservando con cura la disposizione del soggetto, la sua realizzazione tecnica, e, se fosse possibile ricostruire l’ordine in cui sono state stese le pennellate, le seguiremmo una a una, rammaricandoci, da profani, quando ci sarà impossibile cogliere la procedura con la quale si è raggiunto un certo risultato.

Nella musica, invece, dove tutto è trasparente e a disposizione, dove esistono istruzioni dettagliate su come agire – le chiamiamo partiture – e dove dunque teoricamente non c’è nulla di segreto, quando ci troviamo davanti alle orecchie un’esecuzione perdiamo il contatto con la materia della quale la musica è fatta – rapporti, relazioni, geometrie – e parliamo invece dell’effetto che ci fa. Da compositore, devo dire che la trovo una cosa meravigliosa ma bizzarra.

E voi?