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aprile 2001
gli argomenti del mese
Il tesoro dell'Accademia Filarmonica
di Vittorio Della Croce

 

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L'Accademia Filarmonica di Torino, fondata all'inizio dell'Ottocento e già sede della prima scuola di musica della città, possiede un ricco archivio musicale costituito da partiture manoscritte e a stampa dei secoli XVIII e XIX. Vi figurano quasi tutti i maggiori compositori del tempo con spartiti prevalentemente operistici, fra i quali non mancano esemplari rari.
La collezione si è venuta accumulando nel corso dell'Ottocento in relazione all'attività concertistica e didattica dell'Accademia, nonché per una serie di lasciti ricevuti da soci e amici nel corso del tempo. Fra questi ultimi spicca in particolare la Collezione Brusasco, dal nome del musicista Luigi Cotti di Brusasco (1761-1814), ispettore dei teatri di Torino all'epoca dell'occupazione napoleonica e compositore egli stesso, che ebbe modo di raccogliere un notevole numero di partiture del suo tempo.
In particolare il Brusasco, per motivi ignoti ma individuabili nell'emergenza degli anni rivoluzionari con relativi rischi di spogliazioni di musei e biblioteche (la stessa biblioteca musicale di Padre Martini a Bologna corse seri rischi di trasferimento a Parigi), entrò in possesso di un nucleo di partiture di opere eseguite al Teatro Regio di Torino, di cui 37 complete relative alle stagioni fra il 1754 e il 1785, cioè delle copie principali che i copisti del Regio realizzarono a suo tempo dagli originali consegnati dai compositori. Per questa parte, quindi, gli spartiti dell'Accademia Filarmonica costituiscono l'unico retaggio dell'attività del Regio in tali occasioni, non avendo il teatro conservato un proprio archivio. Queste e altre partiture della raccolta Brusasco sono riferite a melodrammi seri del Settecento, musicati dagli autori più noti del tempo - Paisiello, Piccinni, Bertoni, J. C. Bach, Galuppi, Hasse, Sacchini, Sarti, Salieri, Myslivecek, Martin y Soler, Pugnani e altri - che per le loro caratteristiche specifiche, condizionate dall'attività dei cantanti castrati, interessano oggi un limitato numero di studiosi specialisti.
Tuttavia, anche fra queste opere figurano partiture per le quali è stata prevista l'esecuzione moderna: tipico il caso dell'Annibale a Torino di Paisiello che venne inserita nella stagione del Regio del 1990 e anche studiata, ma all'ultimo momento soppressa per motivi di economia. Accanto alle partiture serie esiste un elevato numero di spartiti buffi, dovuti a quegli stessi e ad altri autori, in molti casi riferiti a opere rappresentate al Carignano nella seconda metà del Settecento. Di esse solo una parte è stata ripresa in epoca moderna mentre altre lo potrebbero. Lo stesso Cotti di Brusasco ha lasciato nella collezione quattro opere buffe sue, di cui Il pallone volante è stata ripresentata a Torino lo scorso anno. Esiste poi un ricchissimo fondo di arie e pezzi staccati, relativi a brani che ebbero particolare voga ai loro tempi, non escluse collezioni di arie cosiddette "da baule", predilette da vari cantanti. Ed esistono pure, seppure in numero minore, partiture unicamente strumentali, raccolte per le necessità della scuola di musica e per l'attività concertistica della stessa Accademia nel secolo scorso, in particolare nel periodo in cui ne fu direttore il noto compositore Carlo Coccia. Alcune di queste musiche sono state eseguite in concerti organizzati per i propri soci e loro invitati dal Circolo Whist-Accademia Filarmonica nella sua sede di piazza San Carlo 183. Altre rarità compariranno in esecuzione pubblica nel corso di un concerto appositamente organizzato nell'ambito di Settembre Musica 2001. Le collezioni dell'Accademia hanno fatto parte di un catalogo schematico compilato all'inizio del secolo scorso da Andrea Della Corte. Esse sono state tutte schedate a cura del Conservatorio "G. Verdi" di Torino e figurano nel R.I.S.M. (Repertoire International des Sources Musicales) di Kassel. Per le 37 partiture ex Regio sopra indicate, è in corso la scannerizzazione a cura di una ditta specializzata con l'appoggio finanziario della Cassa di Risparmio di Torino. La biblioteca è consultabile su appuntamento presso la segreteria del Circolo.
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