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aprile 2001
unione musicale
Una rifondazione del quartetto
di Angelo Chiarle

 

Quatuor Mosaiques

Sono passati oramai più di 15 anni da quando, nel 1985, tre musicisti austriaci, i violinisti Erich Höbarth e Andrea Bischof, la violista Anita Mitterer, insieme con il violoncellista francese Christophe Coin, conosciutisi a Vienna suonando nel Concentus Musicus di Nikolaus Harnoncourt, costituirono un nuovo quartetto con la non piccola ambizione di rinnovare l'interpretazione del repertorio classico, partendo proprio dal cuore, ovvero da Mozart, Haydn, Beethoven e Schubert. La loro è stata senza dubbio una partenza brillante. Nel 1991 l'incisione dei Quartetti di Mozart dedicati a Haydn (Astrée) venne giudicata miglior disco classico dell'anno. Le successive incisioni del Quatuor Mosaïques hanno continuato a mietere allori. Nel 1993 il cd con i Quartetti op. 20 di Haydn ha vinto il premio Choc, il Diapason d'oro, nonché il prestigioso Gramophone Award, che nel 1996 è stato assegnato anche al cd con i Quartetti op. 33.
Anche l'incisione dei Quartetti op. 77 di Haydn ha vinto il Diapason d'oro, il premio Choc ed è stato inoltre designato Événement exceptionnel da Télérama. Diversi riconoscimenti ha avuto anche il disco con i tre Quintetti con pianoforte di Boccherini del 1994. A questa schidionata di premi va, naturalmente, aggiunta un'attività concertistica che è andata facendosi vieppiù consistente e prestigiosa, con numerosissime esibizioni a Vienna, Londra, Bruxelles, Parigi, Edimburgo, Praga, Lucerna, Aix-en-Provence, Bonn, Berlino, Salisburgo, Stati Uniti e Canada, nonché Roma, Padova, Firenze, Palermo, Perugia, Milano, Bologna e adesso Torino. Se all'inizio si poteva pensare solo a un exploit fortunato, dopo tanti successi davvero mi sembra si possa affermare che il Quatuor Mosaïques ha inaugurato una nuova frontiera dell'interpretazione del quartetto d'archi.
Ha fatto breccia, ormai definitivamente, l'intuizione di questi quattro giovani strumentisti di utilizzare la peculiare chiarezza timbrico-espressiva degli strumenti d'epoca come ipotesi di partenza per un raffinatissimo lavoro poetico di cesello del dettaglio più minuto. Questa "straordinaria penetrazione interpretativa" (hanno scritto su di loro) si abbina a una abilità tecnica di eccellente caratura. Lunedì 9 aprile prossimo (Conservatorio ore 21, serie L'altro suono) al pubblico torinese il Quatuor Mosaïques presenterà un programma che attende ancora un'incisione: il Divertimento op. 17 n. 4 e il Quartetto op. 64 n. 4 di Haydn, inframmezzati dal Quartetto op. 41 n. 1 di Schumann.
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