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aprile 2001
teatro regio torino
Copland a occhi chiusi
Soudant

Da qualche tempo la direzione artistica del Teatro Regio ha adottato una politica di valorizzazione delle risorse umane e artistiche già in forze nel suo organico stabile.
Per questo a eseguire il concerto di Aaron Copland sarà Alessandro Dorella, da cinque anni primo clarinetto dell'orchestra. Conversando con lui abbiamo insieme trovato le ragioni che fanno del brano scritto dal compositore americano nel 1948 una pietra miliare del repertorio clarinettistico. Il primo motivo è l'equilibrio tra totalità e molteplicità: pur essendo in tempo unico, è diviso in tre sezioni molto contrastanti tra loro. La prima, un'introduzione lenta e introspettiva, valorizza il timbro vellutato del piano clarinettistico e la sua cantabilità. A proposito di questa sezione il celebre Richard Stoltzman in un'intervista consigliava, ascoltando il brano, di chiudere gli occhi e lasciare la mente regredire verso l'età dolce della propria infanzia.
A una cadenza virtuosistica segue un finale in forma di rondò, dove l'umorismo dell'autore si manifesta attraverso giochi di ritmo e di colore affrancati ora dall'idioma latino-americano ora dal jazz. Non dimentichiamo che la dedica sulla partitura recita "For Benny" [Goodmann, ndr]. Il secondo motivo è pertanto la libertà con la quale si serve della musica senza frontiere tra generi o gerarchie, capace di conciliare tutti i suoni del suo mondo in un'unica banda d'energia vitale. Dietro una scrittura esperta convivono note raffinate e popolaresche, severità e sberleffi, esuberanze gioiose e tenere melanconie senza dramma. (g.n.)

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sabato 28 aprile
Teatro Regio ore 20.30
Orchestra del Teatro Regio
Hubert Soudant direttore
Alessandro Dorella clarinetto
Musiche di
R. Strauss, Copland, Stravinskij