Torna all'indice di Sistema Musica
aprile 2001
settembre musica
Kurtįg, Beckett, Debussy e l'Indonesia
di Enzo Restagno e Roman Vlad

 

György Kurtág

 

Samuel Beckett

Dopo tante edizione di Settembre Musica, a detta di tutti piuttosto ben riuscite, vorremmo mostrare ai lettori di questo giornale e a coloro che ci seguono con interesse come nascono e si sviluppano i progetti pił complessi, quelli cioč che richiedono una maggiore elaborazione. Fortunatamente nella vita e nella musica non tutto č complicato; esistono anzi delle occasioni che si presentano con una sorta di radiosa e bellissima semplicitą. Venire a sapere che Riccardo Muti e l'Orchestra della Scala, e Myung-Whun Chung con quella di Santa Cecilia sono disposti a venire a Settembre Musica, fa parte di queste belle e felici occasioni che č naturale si cerchi di cogliere al volo. Noi vorremmo perņ illustrare ora con qualche esempio come nascono e si sviluppano altri temi.
Assumeremo quindi come esempio un progetto legato al compositore György Kurtįg. Lo abbiamo scelto poiché si tratta di una delle pił straordinarie personalitą della musica del nostro tempo e Settembre Musica, che in passato aveva celebrato autori come Ligeti, Nono, Xenakis, Henze, Berio, Donatoni, Carter, non poteva lasciarsi sfuggire questa occasione. Dunque Kurtįg protagonista di questa edizione di Settembre Musica, con una serie di concerti concordati con lui stesso facendo appello ai complessi e agli interpreti che lui predilige. Siamo persuasi che Kurtįg sia uno dei compositori che meglio hanno saputo trattare attraverso il canto la parola poetica. Alle sue opere che fanno appello a testi letterari dedicheremo quindi ampio spazio. Per mostrare come nella stesura di un cartellone agisca quel concatenamento dei temi che č proprio della composizione musicale, concentreremo ora la nostra attenzione su Samuel Beckett, sul cui testo poetico What Is the Word si basa uno dei componimenti pił impressionanti di Kurtįg. Prima di procedere dobbiamo perņ fare un passo all'indietro per dimostrare come questa edizione del nostro Festival abbia proprio nell'opera e nella personalitą di Kurtįg il suo centro di irradiazione. Kurtįg č autore di sintesi profonde e riuscitissime delle quali quella tra i mondi poetici di Bartók e di Webern č solo la pił conosciuta. Accanto ai suoi brani, nei concerti a lui dedicati, il maestro ha voluto quelli dei compositori che gli sono particolarmente cari: fra questi, oltre al prevedibile Webern, figura anche Debussy. Il mondo poetico di questo musicista francese č ammiratissimo ma non abbastanza conosciuto nelle sue implicazioni pił profonde. Sarebbe bello non diciamo svelare, ma, almeno, alludere alla misteriosa ed esotica profonditą del mondo poetico di Debussy. Ecco quindi prendere corpo il nostro progetto dedicato alla musica giavanese con quei gamelan, quelle danze e quel teatro delle ombre che nel lontano 1889 non solo affascinarono Debussy ma impressero una svolta ai motivi pił profondi della sua ispirazione. Da Kurtįg attraverso Debussy siamo approdati dunque alle musiche dell'Indonesia che prolungano lo sforzo di Settembre Musica volto a far conoscere al pubblico torinese le musiche del mondo, sviluppando soprattutto il gran tema Oriente-Occidente. Ora vogliamo perņ tornare su quel rapporto tra la musica di Kurtįg e l'opera di Beckett che abbiamo lasciato in sospeso. Appena si conosce un po' il carattere aforistico della musica di Kurtįg non si puņ non ritenerla predestinata a un fertile rapporto con la parola di Beckett. Ma col suo linguaggio scarnificato fin quasi all'afasia, che razza di rapporto potrą mai avere Beckett con la musica?
Per rispondere adeguatamente bisognerebbe cercare di capire che col suo linguaggio deterso da ogni implicazione emozionale (per raggiungere questo scopo Beckett non esitņ ad abbandonare la propria lingua madre per un'altra - il francese - alla quale poteva accedere solo mediante la traduzione e pertanto attivando dei controlli che escludevano ogni implicazione di tipo viscerale) Beckett č diventato un fondamentale punto di riferimento per l'estetica contemporanea. Mostrare questa centralitą di Beckett nella musica contemporanea poteva diventare una formidabile sfida intellettuale e allora abbiamo cercato di metterla in atto attraverso quello che potrebbe parere un "festival nel festival" dedicato al rapporto tra Beckett e la musica. Un gruppo teatrale di Budapest, la Moving House Theater Company, propone Beckett Songs il cui scopo č cancellare attraverso le parole di Beckett il confine tra il teatro e la musica. Anche noi abbiamo tentato di realizzare la stessa impresa raccogliendo nella stessa serata un celebre monologo di Beckett, L'ultimo nastro di Krapp, e alcuni strumentisti che, con due voci recitanti, realizzeranno, sotto la direzione di Antonio Ballista, Words and Music, un play di Beckett per il quale la musica č stata scritta da Morton Feldman. Beckett e Feldman sono stati, nei loro rispettivi ambiti, i due autori pił silenziosi del Novecento; non potevano dunque non incontrarsi. Quando leggerete per intero il cartellone di Settembre Musica 2001 vi accorgerete che contiene molte altre cose eclatanti, festose e calcolatamente agli antipodi di quello che gli ascoltatori pił conformisti si aspetterebbero, ma con i visitatori del nostro Festival abbiamo stretto un patto fondato sull'intelligenza e sull'entusiasmo che ha sempre funzionato egregiamente e che ci auguriamo continuerą a funzionare.
NAVIGARE IN MUSICA
segui il link Il sito di Settembre Musica
segui il link Gyorgy Kurtag: la vita, opere principali, galleria di immagini.
segui il link La poesia di Samuel Beckett
segui il link Omaggio a Gyorgy Kurtag
CALENDARIO SETTIMANALE
segui il link 1 /8 aprile
segui il link 9 /15 aprile
segui il link 16 /22 aprile
segui il link 23 /30 aprile