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| aprile
2001 |
| tema
e variazioni |
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Perché il pianoforte è Chopin |
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Ciò
che più sorprende scorrendone la biografia è che Chopin non
ebbe mai un vero maestro di pianoforte: non lo erano Zivny,
più violinista che pianista, né Elsner, insegnante di composizione,
e nemmeno Würfel, maestro d'organo; e quando, a Parigi, Kalkbrenner
si offrì di impartirgli lezioni gratuite, Fryderyk garbatamente rifiutò,
giustamente convinto di avere ormai poco da imparare. Dunque, per
quanto concerne il pianoforte, Chopin fu essenzialmente un autodidatta:
ciononostante divenne uno dei più grandi e ammirati virtuosi del suo
tempo, interprete inimitabile, geniale compositore che al pianoforte
dedicò l'intera attività creativa, la ricerca, la sperimentazione.
Ebbe nel proprio strumento l'unico confidente: come racconta Ferdinand
Hiller, "si lasciava andare di rado, solo al pianoforte e più
intensamente di ogni altro musicista che io ricordi". "In Chopin il
suono del pianoforte si identifica con l'essenza dell'ispirazione:
il suo pensiero musicale è intimamente, esclusivamente pianistico.
Pochi artisti hanno avuto come lui il privilegio di una fantasia che
sa realizzarsi così intimamente nella materia eletta, di una coincidenza
così perfetta tra l'invenzione e la scrittura" (Riccardo Allorto).
Potremmo dire, insomma, che Chopin "è" il pianoforte, ma anche
che il pianoforte "è" Chopin: perché la storia di questo strumento
musicale e la stessa storia della musica giungono con il maestro polacco
a un fondamentale punto di svolta.
Contrariamente alla maggior parte dei compositori della sua generazione,
Chopin non scrisse mai musica "a programma": mostrava anzi fastidio
e insofferenza verso ogni tentativo di interpretare le sue opere in
chiave descrittiva, di cercarvi un sostrato letterario, nonché verso
l'uso - comune, ai suoi tempi - di assegnar loro titoli più o meno
fantasiosi ma non propriamente musicali.
Le composizioni di Chopin hanno perciò titoli che semplicemente identificano
i generi musicali cui appartengono: concerto, sonata, polacca, ballata,
valzer, notturno, mazurca e così via. Il compendio che segue è appunto
dedicato ai generi musicali nei quali Chopin si cimentò: per ciascuno
si danno concise informazioni di carattere generale, storico e - in
minima parte - tecnico, con le quali integrare la consultazione del
catalogo.
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Brano
tratto dall'introduzione al volume Chopin.
Signori il catalogo è questo!
di Claudio Capriolo e Giorgio Dolza, Einaudi, Torino, gennaio 2001,
pagg. 241, lire 30.000 |
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