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dicembre 2001
teatro regio torino
Barbablù, in principio, citazioni dagli abissi

 

Barbablù

Un coltellaccio si conficca nel suolo, una porta s'illumina e si apre sul nulla, la filastrocca sinistra di una bambina viene interrotta dal rimbrotto della madre, fili di luce tracciano traiettorie sghembe che poi svaniscono. Subito lo spettatore viene calato tra frequenze basse e voci roche nell'incubo sonoro di Barbablù, in principio, operina in sette movimenti firmata da Pierangela Allegro e Michele Sambin.
Il fascino maledetto di Barbablù ha saputo ammaliare in ogni ambito della letteratura, della musica, del cinema, dalla fiaba al racconto ironico, dalla profondità simbolista alla tragicità espressionista, all'opera - basti ricordare per tutti il Castello di Barbablù di Balász & Bartók. "La nostra ricerca - dicono gli artisti della compagnia Tam-Teatromusica che firma lo spettacolo - prende le mosse dall'analisi della figura femminile così come ci giunge dai diversi Barbablù: popolari e colti, contemporanei e arcaici, dalla fiaba di Perrault al libretto d'opera di Maeterlinck, ai frammenti febbrili di Trakl, ma anche dal Barbablù buono di Anatole France, dalla storia poliziesca di Max Frisch, dal film M di Fritz Lang, il tutto sfiorato dalla figura di Gilles de Rais; ma questo è stato solo il principio.
In seguito la ricerca si è spinta ad analizzare i rapporti tra maschile e femminile per attraversare la questione fondamentale attorno a cui ruota la scrittura scenica che è l'inseparabile legame tra creazione e distruzione nei rapporti tra gli esseri umani e tra loro e le cose che li circondano, anche quelle che essi stessi hanno creato e più amano".
Le citazioni si inseriscono in un congegno visivo-sonoro-gestuale ipnotico e onirico, in cui il ritmo di luci (Pietro Della Corte), musica (Michele Sambin) e suoni (Alvise Vidolin e Dante Falpati) ha la precisione di un meccanismo a orologeria contenuto nella scatola scenica: "Immaginiamo una stanza abitata da suoni e rumori indefiniti; via via che essi diventano nominabili possiamo scorgere due luoghi dentro la stanza; appena i luoghi diventano visibili ecco venirci incontro i due abitanti: sposa e sposo, poi fratello e sorella, poi ancora padre e figlia, legati in una fuga che è vertigine".

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mercoledì 19 dicembre
Piccolo Regio Laboratorio ore 21
ingresso lire 13.000 (€ 6,70)