|

|
Può
raccontarci quale percorso ha seguito prima di stabilirsi a Quimper...
"Subito dopo il diploma ho deciso di andare a studiare con
Jean Boyer, uno dei più importanti rappresentanti
della scuola organistica francese. Così sono arrivata al
Conservatorio di Lille, nel Nord della Francia. Due mesi dopo il
mio arrivo ho incominciato a lavorare per mantenermi come supplente
di formation musicale (sorta di solfeggio, analisi e storia della
musica tutt'insieme) in Conservatorio. Ovviamente ho dovuto improvvisare
un po' poiché non conoscevo ancora bene il sistema ma mi
ha aiutato molto il fatto di non avere problemi con la lingua (sono
bilingue dall'età di cinque anni). A Lille ne ho approfittato
anche per studiare clavicembalo e canto; ho fatto parte di diverse
formazioni di musica da camera, orchestre e ensemble vocali.
In cinque anni di vita musicale ricca e appassionante, ho fatto
tantissime esperienze interessanti, concerti, incontri e
ho
conosciuto Hervé Lesvenan, organista e compositore
bretone, che è diventato mio marito. Ci siamo poi trasferiti
con i nostri due bimbi Simon e Oriann a Quimper, in Bretagna, dove
Hervé ha preso la cattedra di composizione e io quella di
organo, pianoforte e musica da camera a Douarnenez, piccolo porto
sull'Atlantico".
Quindi
è stato semplice l'inserimento professionale in Francia?
Più che in Italia, sembrerebbe
"Per quanto riguarda la vita di musicista e concertista, sono
convinta del motto "nemo propheta in patria": sono
ormai undici anni che vivo in Francia e non ho mai smesso di suonare
come solista e in ensemble, cosa che riuscivo a fare molto difficilmente
in Italia, dato anche l'ambiente organistico un po' chiuso".
Come
si fa ad accedere all'insegnamento nei Conservatori francesi?
"Occorre innanzitutto avere la Médaille d'or,
corrispondente al nostro diploma, dopo di che ci si può perfezionare
per due o tre anni. Il Diplôme d'Etat e il Certificat d'aptitudes
sono diplomi che si ottengono grazie a un concorso nazionale e permettono
l'inserimento in una graduatoria che i Conservatori possono consultare.
Una volta ottenuto questo diploma (a cui ci si può presentare
"da privatisti" o con una preparazione universitaria di
due anni) si propone la propria candidatura a diversi istituti.
Se si ottiene la cattedra bisogna ancora passare un altro concorso,
il Concours pour la fonction publique territoriale quindi si diventa
stagiaire per un anno e poi professore di ruolo. Insomma, il percorso
è abbastanza lungo, ma una volta che è fatto si può
scegliere la città dove andare a insegnare (se ovviamente
la cattedra è disponibile). Io così ho fatto. A differenza
dell'Italia poi, in Francia ci sono moltissimi Conservatori e Scuole
di musica municipali per cui se si hanno i diplomi in tasca, si
può trovare lavoro abbastanza facilmente".
La
vita musicale a Quimper, che sta un po' ai margini dello Stato Francese,
è vivace?
"Quando sono venuta ad abitare qui a Quimper dopo gli anni
"fiamminghi" temevo il vuoto culturale ma in realtà
l'ambiente musicale è ancora più stimolante che a
Lille perché qui la gente è avida di musica, cultura
e spettacolo ed è quindi possibile realizzare progetti anche
abbastanza ambiziosi. L'unico inconveniente è che bisogna
veramente rimboccarsi le maniche e provocare gli incontri".
Può
fare un bilancio della sua carriera?
"In sei anni ho potuto non solo fare concerti in mezza Francia,
ma anche formare un trio di voci e organo, collaborare con un coro
da camera (Aquilonia) e come solista o al basso continuo con un'orchestra
di musica barocca (Collegium Orpheus), dirigere una classe di organo
e ottenere che il Conservatorio in cui insegno comprasse un vero
organo per le lezioni
Attualmente preparo una tournée
con l'Ensemble Ars'ys che nel corso del 2002 toccherà vari
teatri nazionali francesi e un disco con il medesimo ensemble. Direi
che il bilancio è più che positivo".
Voglia
di tornare?
"Ho sempre una piccola nostalgia dell'Italia, del sole, del
calore umano, dei profumi e dei colori. Mi mancano anche gli amici
e la famiglia. Sono rimasta molto attaccata alla mia città
e regolarmente vengo "in pellegrinaggio" almeno una volta
all'anno. Mi piacerebbe tornare a lavorare due o tre anni in Italia,
ma non so ancora se e come potrò realizzare questo progetto
".
|
 |
| CALENDARIO
SETTIMANALE |
 |
1
/9 dicembre |
 |
10/15
dicembre |
 |
16
/22 dicembre |
 |
23
/31 dicembre |
|