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dicembre 2001
cartoline dal mondo
INTERVISTA - Marta Gliozzi
di Filippo Fonsatti

 

Marta Gliozzi

Può raccontarci quale percorso ha seguito prima di stabilirsi a Quimper...
"Subito dopo il diploma ho deciso di andare a studiare con Jean Boyer, uno dei più importanti rappresentanti della scuola organistica francese. Così sono arrivata al Conservatorio di Lille, nel Nord della Francia. Due mesi dopo il mio arrivo ho incominciato a lavorare per mantenermi come supplente di formation musicale (sorta di solfeggio, analisi e storia della musica tutt'insieme) in Conservatorio. Ovviamente ho dovuto improvvisare un po' poiché non conoscevo ancora bene il sistema ma mi ha aiutato molto il fatto di non avere problemi con la lingua (sono bilingue dall'età di cinque anni). A Lille ne ho approfittato anche per studiare clavicembalo e canto; ho fatto parte di diverse formazioni di musica da camera, orchestre e ensemble vocali.
In cinque anni di vita musicale ricca e appassionante, ho fatto tantissime esperienze interessanti, concerti, incontri e… ho conosciuto Hervé Lesvenan, organista e compositore bretone, che è diventato mio marito. Ci siamo poi trasferiti con i nostri due bimbi Simon e Oriann a Quimper, in Bretagna, dove Hervé ha preso la cattedra di composizione e io quella di organo, pianoforte e musica da camera a Douarnenez, piccolo porto sull'Atlantico".

Quindi è stato semplice l'inserimento professionale in Francia? Più che in Italia, sembrerebbe…
"Per quanto riguarda la vita di musicista e concertista, sono convinta del motto "nemo propheta in patria": sono ormai undici anni che vivo in Francia e non ho mai smesso di suonare come solista e in ensemble, cosa che riuscivo a fare molto difficilmente in Italia, dato anche l'ambiente organistico un po' chiuso".

Come si fa ad accedere all'insegnamento nei Conservatori francesi?
"Occorre innanzitutto avere la Médaille d'or, corrispondente al nostro diploma, dopo di che ci si può perfezionare per due o tre anni. Il Diplôme d'Etat e il Certificat d'aptitudes sono diplomi che si ottengono grazie a un concorso nazionale e permettono l'inserimento in una graduatoria che i Conservatori possono consultare. Una volta ottenuto questo diploma (a cui ci si può presentare "da privatisti" o con una preparazione universitaria di due anni) si propone la propria candidatura a diversi istituti. Se si ottiene la cattedra bisogna ancora passare un altro concorso, il Concours pour la fonction publique territoriale quindi si diventa stagiaire per un anno e poi professore di ruolo. Insomma, il percorso è abbastanza lungo, ma una volta che è fatto si può scegliere la città dove andare a insegnare (se ovviamente la cattedra è disponibile). Io così ho fatto. A differenza dell'Italia poi, in Francia ci sono moltissimi Conservatori e Scuole di musica municipali per cui se si hanno i diplomi in tasca, si può trovare lavoro abbastanza facilmente".

La vita musicale a Quimper, che sta un po' ai margini dello Stato Francese, è vivace?
"Quando sono venuta ad abitare qui a Quimper dopo gli anni "fiamminghi" temevo il vuoto culturale ma in realtà l'ambiente musicale è ancora più stimolante che a Lille perché qui la gente è avida di musica, cultura e spettacolo ed è quindi possibile realizzare progetti anche abbastanza ambiziosi. L'unico inconveniente è che bisogna veramente rimboccarsi le maniche e provocare gli incontri".

Può fare un bilancio della sua carriera?
"In sei anni ho potuto non solo fare concerti in mezza Francia, ma anche formare un trio di voci e organo, collaborare con un coro da camera (Aquilonia) e come solista o al basso continuo con un'orchestra di musica barocca (Collegium Orpheus), dirigere una classe di organo e ottenere che il Conservatorio in cui insegno comprasse un vero organo per le lezioni… Attualmente preparo una tournée con l'Ensemble Ars'ys che nel corso del 2002 toccherà vari teatri nazionali francesi e un disco con il medesimo ensemble. Direi che il bilancio è più che positivo".

Voglia di tornare?
"Ho sempre una piccola nostalgia dell'Italia, del sole, del calore umano, dei profumi e dei colori. Mi mancano anche gli amici e la famiglia. Sono rimasta molto attaccata alla mia città e regolarmente vengo "in pellegrinaggio" almeno una volta all'anno. Mi piacerebbe tornare a lavorare due o tre anni in Italia, ma non so ancora se e come potrò realizzare questo progetto…".

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Nome Marta
Cognome Gliozzi
Nata a Torino
Il 13 febbraio 1967
Diploma in organo e composizione organistica nel 1990 al Conservatorio
"G. Verdi" di Torino
Luogo di residenza Quimper, Bretagna, Francia