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febbraio 2001
gli argomenti del mese
RITRATTI - La solitudine di Juliane Banse
di Savina Neirotti
Juliane Banse



Paul Meyer

Prima del canto, la danza e il violino. Juliane Banse, durante la sua infanzia e adolescenza passate in Svizzera, studia con successo musica strumentale (inizia a cinque anni) e danza classica all'Opera di Zurigo. Poi, come racconta, scopre di avere una voce, dice addio alla danza e, sempre all'Opera di Zurigo, studia canto con Paul Steiner e Ruth Rohner. "È stata Brigitte Fassbaender, con la quale mi sono perfezionata a Monaco, a incoraggiarmi verso la liederistica. Mi suggeriva di non concentrarmi soltanto sull'opera, ma di crearmi un repertorio da concerto, considerando le possibilità che la mia voce offriva. E così ho fatto. Si tratta di due mondi diversissimi e complementari. Una dimensione di gruppo, quella dell'opera, e una molto più solitaria, quella della liederistica, dove ti confronti con l'interpretazione in una dimensione più intima. Può sembrare difficile, ma ti costringe a sapere sempre dove stai andando, che cosa hai in mente, sei la guida di te stesso. Le prove di un'opera al contrario durano settimane, c'è tutta la compagnia, mentre provi sviluppi un'idea del ruolo che devi ricoprire, con mille suggerimenti che arrivano da tutte le parti". Ma nella liederistica c'è un compagno importantissimo, il pianista. "Un ruolo fondamentale. Si crea, tra la voce e il pianoforte, una vibrazione di cui non si può parlare, ma che è necessario provare. Per questo è indispensabile conoscere bene la persona con cui si suona, confrontarsi, influenzarsi a vicenda. A me accade con Wolfram Rieger, con me in questo concerto, perché ci conosciamo da più di dodici anni, e così bene musicalmente che esiste un perfetto equilibrio tra il livello di confronto e di discussione e quello di sintonia e accordo".
Wolfram Rieger, allievo di Erik Werba e Helmut Deutsch, è una figura di riferimento nel mondo della liederistica, e dal 1987 tiene corsi a Monaco e Berlino. Nel 1997 riceve la Medaglia d'onore dell'Associazione "Franz Schubert" di Barcellona. Anche la Banse ha ricevuto numerosi riconoscimenti come interprete di Schubert, tra cui, nel 1993, il Grand Prix "Franz Schubert" dell'Istituto Internazionale "Franz Schubert". "Il problema con Schubert è riuscire a trovare un equilibrio tra la linearità e la purezza della scrittura e la densità del testo e dell'interpretazione che comporta. Mi spiego meglio. All'apparenza un Lied di Schubert è semplicissimo, ed è proprio questa semplicità a metterti in crisi, perché deve essere rispettata. L'interpretazione non deve essere troppo romantica, anche se i testi che Schubert sceglie possono sviare. L'errore più grande che si può fare con questo compositore è utilizzare la sua musica per esibirsi, usare i suoi Lieder come degli show-piece. Schubert non deve servire a far vedere quanto bene uno sa cantare. E poi con Schubert, più che con ogni altro compositore, hai sempre la sensazione di scoprire aspetti nuovi, di non essere mai arrivata in fondo".
In programma, accanto a Schubert, Lieder di Spohr per soprano, violino e pianoforte e per soprano, clarinetto e pianoforte. "Non esistono molte composizioni per questo organico, e la magia di Spohr sta proprio nel modo in cui riesce ad accoppiare canto e violino e canto e clarinetto, il modo in cui tiene insieme le due voci. Direi che ha una specie di "impeto romantico" che mi affascina". Per eseguire Spohr, si uniscono alla Banse e a Rieger il violinista Christoph Poppen e il clarinettista Paul Meyer. Il primo, marito della cantante, si è conquistato un nome nella musica internazionale non solo come violinista ma anche come direttore, camerista e pedagogo: "Questa è una delle poche occasioni che abbiamo di suonare insieme, di solito i nostri spostamenti non coincidono; qualche volta ho cantato con la sua orchestra o l'ho seguito in tournée, ma, ripeto, accade raramente. Abitiamo in un paese vicino Monaco, con un laghetto, e cerchiamo il più possibile di fare le prove a casa nostra, in tranquillità".
Anche la collaborazione con Paul Meyer dura da qualche anno, dopo l'incontro avvenuto in Francia durante un festival, e si basa su di una profonda stima reciproca. Da vent'anni sulle scene, Meyer affianca al repertorio classico e romantico le opere di autori contemporanei, e si dedica con passione alla musica da camera, portando spesso in concerto musiche meno frequentate, con organici particolari.

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Il sito di Paul Meyer
(in inglese)

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mercoledì 21 febbraio
Conservatorio
ore 21

Juliane Banse soprano
Paul Meyer clarinetto
Christoph Popper violino
Wolfram Rieger pianoforte
Schubert
Lieder per soprano e pianoforte
Spohr
6 Gesänge per soprano, violino
e pianoforte
6 Lieder per soprano, clarinetto
e pianoforte