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Baffetti
alla Zorro, occhi nerissimi e cilindro mozzo: così appare
Guillaume Lekeu in una delle poche immagini che ritraggono la sua
figura. Fosse vissuto un po' più a lungo, o magari in un
periodo più avaro di grandi compositori, i manuali di storia
della musica glielo dedicherebbero un paragrafo. E invece la sua
esistenza coincide con l'apogeo dell'Ottocento, secolo affollatissimo
di musiche e di musicisti, e il suo capolavoro, la Sonata per
violino e pianoforte commissionata da Eugène Ysaÿe,
non basta a garantirgli gloria perpetua.
Nasce nel sobborgo di Heusy presso la cittadina belga di Verviers
il 20 gennaio 1870 e riceve la solita educazione musicale un po'
eclettica di stampo borghese: pianoforte, violino, violoncello e
armonia, conditi da buone letture. Nel settembre 1889 a Parigi avviene
l'incontro con César Franck, che gli dà lezioni di
fuga e contrappunto nell'anno che gli resta ancora da vivere e che
conduce con sé l'allievo prediletto in pellegrinaggio a Bayreuth,
dove i due assistono a Parsifal, I maestri cantori,
Tristano e Isotta. Alla venerazione adolescenziale per Bach
e Beethoven si aggiunge così una consapevole ammirazione
per Wagner. In quei mesi vengono eseguite in pubblico le prime opere
sinfoniche e cameristiche di Lekeu: un preludio, due studi sinfonici,
un trio per violino, violoncello e pianoforte.
Dopo la morte di Franck, il giovane viene accolto nella classe di
Vincent D'Indy che lo raccomanda al Cercle des XX di Bruxelles e
nel 1891 lo porta a sfiorare la vittoria al Prix de Rome con il
"poema lirico e sinfonico" Andromède.
Prima che possa definire il suo stile, ancora in bilico tra semplicità
formale e contorta elaborazione, temi incisivi e sviluppi prolissi,
viene fulminato dal tifo, contratto - si dice - gustando un sorbetto
confezionato con acqua infetta. È il 24 gennaio 1894, Lekeu
si trova ad Angers e sta lavorando al secondo movimento del Quartetto
con pianoforte, quello che Andrea Lucchesini, Mario Brunello
e i loro amici propongono agli Incontri con la musica da camera.
(f.f.)
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IN MUSICA |
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La
vita, l'opera cameristica, photo gallery di Guillaume Lekeu
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Un
sito dedicato ad Andrea Lucchesini |
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| CALENDARIO
SETTIMANALE |
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1/4
febbraio |
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5/11
febbraio |
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12/18
febbraio |
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19/24
febbraio |
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25/28
febbraio |
Incontri
con la musica da camera
febbraio 2001 - nona edizione |
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Calendario
delle prove aperte al pubblico
Conservatorio "G. Verdi"
ore 19 - 22.30
venerdì 23 febbraio
Lekeu Quartetto con pianoforte
sabato
24 febbraio
Saint-Saëns Le carnaval des animaux
domenica
25 febbraio
ore 21 concerto
lunedì
26 febbraio
Sostakovic Sette Romanze
martedì
27 febbraio
Brani di Rimskij-Korsakov, Gubajdulina
mercoledì
28 febbraio
ore 21 concerto
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Vicini
al pubblico
Gli Incontri con la musica da camera sono giunti quest'anno alla nona
edizione con Mario Brunello e Andrea Lucchesini, da
sempre gli alfieri ai quali l'Unione Musicale ha affidato le scelte
artistiche di questa manifestazione prossima ormai alla ricorrenza
decennale. Come in passato, i quindici musicisti provenienti da tutte
le parti d'Italia (e non solo), che si ritroveranno a Torino dal 23
al 28 febbraio, prenderanno parte ai due concerti in cartellone
per la serie blu e la serie gialla dell'Unione Musicale, effettuando,
nelle sere precedenti, prove aperte al pubblico al Conservatorio
"G. Verdi".
Il primo appuntamento si apre con il Quartetto per archi e pianoforte
del belga Guillaume Lekeu, completato da Vincent d'Indy per la prematura
morte dell'autore. Seguono poi Le carnaval des animaux, la suite sarcastica
e caricaturale di Saint-Saëns, che simpaticamente unisce tutti
i protagonisti della serata in un innocuo divertissement dove arte
e gioco si amalgamano con una creatività che ha ben pochi confronti,
e il contemplativo e nostalgico Quintetto in si minore per clarinetto
e archi del Brahms più crepuscolare.
Il secondo programma è invece tutto all'insegna della musica
russa ben rappresentata, nella fisionomia dei temi e nelle tinte armoniche
e timbriche, dall'amabilissimo Quintetto per fiati e pianofortedi
Rimskij-Korsakov. Fanno da cornice la suite vocale e strumentale
di Sostakovic interpretata da Alena Dantcheva, già ospite in
una precedente edizione. Conclude la serata il Duo della siberiana
Gubajdulina, protagonisti Marco Rizzi e Mario Brunello.
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