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febbraio 2001
unione musicale

Un violoncellista barocco dell'ultima generazione
di Angelo Chiarle

 

 

 

Il 19 febbraio, continuando il prestigioso turnover di direttori e solisti di fama internazionale sapientemente coordinato da Giorgio Tabacco, l'Academia Montis Regalis proporrà al pubblico torinese un'altra novità di grande rilievo, il violoncellista Hidemi Suzuki, uno dei frutti più recenti e migliori di quel "ramo" giapponese di musica antica, sviluppatosi per innesto sul tronco della scuola olandese-fiamminga, ramo che ha preso a produrre frutti davvero succosissimi (basti pensare al liutista nonché compositore Toyohiko Satoh, a direttori del calibro del violinista Ryo Terakado e del cembalista Masaaki Suzuki).
Hidemi Suzuki è un violoncellista poco più che quarantenne, il quale si è fatto le ossa, artisticamente parlando, collaborando soprattutto con La Petite Bande di Sigiswald Kuijken (con cui ha inciso tra l'altro le Cantate BWV 8, 49, 58 di Bach per la belga Accent). Recentemente, ha fatto parlare di sé con la propria interpretazione delle Suites per violoncello di Bach (Deutsche Harmonia Mundi) e dei Concerti per violoncello di Carl Philipp Emanuel Bach incisi con il Bach Collegium Japan da lui stesso diretto (Bis).
Si tratta d'un musicista dal repertorio completo, non solo uno dei violoncellisti barocchi oggi più rinomati a livello internazionale, ma anche un autorevole direttore d'orchestra. In questa duplice veste lo ascolteremo anche a Torino, dove dirigerà la Sinfonia in re maggiore Hob. I n. 53 (Imperiale) di Haydn, la Sinfonia in re maggiore K. 504 di Mozart, ed eseguirà il Concerto in do maggiore per violoncello e orchestra Hob. VII n. 1 ancora di Haydn. (a.c.)

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