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Il
19 febbraio, continuando il prestigioso turnover di direttori e
solisti di fama internazionale sapientemente coordinato da Giorgio
Tabacco, l'Academia Montis Regalis proporrà al pubblico torinese
un'altra novità di grande rilievo, il violoncellista Hidemi
Suzuki, uno dei frutti più recenti e migliori di quel "ramo"
giapponese di musica antica, sviluppatosi per innesto sul tronco
della scuola olandese-fiamminga, ramo che ha preso a produrre frutti
davvero succosissimi (basti pensare al liutista nonché compositore
Toyohiko Satoh, a direttori del calibro del violinista Ryo Terakado
e del cembalista Masaaki Suzuki).
Hidemi Suzuki è un violoncellista poco più che quarantenne,
il quale si è fatto le ossa, artisticamente parlando, collaborando
soprattutto con La Petite Bande di Sigiswald Kuijken (con cui ha
inciso tra l'altro le Cantate BWV 8, 49, 58 di Bach per la belga
Accent). Recentemente, ha fatto parlare di sé con la propria
interpretazione delle Suites per violoncello di Bach (Deutsche Harmonia
Mundi) e dei Concerti per violoncello di Carl Philipp Emanuel Bach
incisi con il Bach Collegium Japan da lui stesso diretto (Bis).
Si tratta d'un musicista dal repertorio completo, non solo uno dei
violoncellisti barocchi oggi più rinomati a livello internazionale,
ma anche un autorevole direttore d'orchestra. In questa duplice
veste lo ascolteremo anche a Torino, dove dirigerà la Sinfonia
in re maggiore Hob. I n. 53 (Imperiale) di Haydn, la Sinfonia in
re maggiore K. 504 di Mozart, ed eseguirà il Concerto in
do maggiore per violoncello e orchestra Hob. VII n. 1 ancora di
Haydn. (a.c.)
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Il
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SETTIMANALE |
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