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febbraio 2001
associazione lingotto musica

INTERVISTA - Diciassette ben suonati

 

Lorenza Borrani e Matteo Fossi

 

QuAd appena diciassette anni Lorenza Borrani ha già suonato con Pavel Vernikov, Andrea Lucchesini e Isabelle Faust ed è stata diretta da Emmanuel Krivine e Bruno Giuranna. Ha vinto una sfilza di premi e concorsi, tra cui Vittorio Veneto, Carpi, SIAE, Firenze Donna, Città di Gubbio, Perugia Classico, Città di Trapani. Oggi è un'ex enfant prodige nel delicato momento di transizione tra il compimento di uno straordinario percorso di formazione (si è diplomata qualche mese fa a Firenze con la lode) e l'inizio di una carriera che si annuncia piena di soddisfazioni.

Raccontaci la tua storia: come ti è finito un violino tra le braccia?
"Ho iniziato a suonarlo a 5 anni, quasi per gioco. I miei non sono musicisti, ma dei semplici appassionati. Dopo alcune esperienze musicali propedeutiche ho fatto l'audizione alla Scuola di Musica di Fiesole perché volevo studiare la tromba, ma Piero Farulli, il direttore, disse che i miei polmoni non erano abbastanza sviluppati e mi consigliò il violino. Alina Company mi ha impostata e mi ha condotta fino al diploma. Verso i dodici anni ho affiancato al suo insegnamento quello di Pavel Vernikov e di altri docenti stranieri dei quali ho seguito corsi di perfezionamento. Non ho mai frequentato il Conservatorio e ho dato tutti gli esami da privatista".

Ti sei esibita sia come solista che in ambito cameristico: hai già scelto la tua strada?
"Io adoro la musica da camera, ho sempre suonato insieme agli altri ed è la cosa che mi piace di più fare. In questo momento ho intenzione di suonare tanta musica da camera, per il solismo vedremo, bisogna vincere concorsi e non è facile sfondare. Mi piacerebbe tantissimo insegnare".

Quando e dove vi siete incontrati tu e il pianista Matteo Fossi?
"Tutti gli anni, il 24 giugno, la Scuola di Fiesole organizza la Giornata della Musica, una maratona che vede impegnati in concerto tutti gli allievi dell'istituto che suonano in ogni angolo a qualsiasi ora. Io avevo sei anni e lui dieci quando i nostri insegnanti ci hanno messo insieme a suonare il Concertino di Curci. Da allora il duo non si è più separato. Sono passati dodici anni…".

Al Lingotto proponete due sonate difficili, di quelle che fan tremare i polsi anche ai solisti più esperti…
"La "Kreutzer" è il massimo, è il mito delle sonate di Beethoven, anche se non è la più difficile. Penso che la decima sia decisamente più delicata, però la "Kreutzer" è molto divertente da suonare, il secondo tempo è un capolavoro di camerismo. La Sonata di Franck sono due anni che la stiamo studiando insieme a Vernikov, è senz'altro ai vertici del violinismo e presuppone un'intesa straordinaria tra i due esecutori". (f.f.)

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