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Weber,
prima che si apra il proscenio sull'Oberon, suo capolavoro
teatrale, pennelleggia con stile conciso e una rimarchevole vivacità
d'invenzione, tre spaccati di mondo: la cavalleria, l'Oriente e
la terra degli incantesimi. Per evocare ora l'uno ora l'altro di
questi caratteri usa mezzi preziosi, impasti di pochi strumenti
(per esempio i corni, a sottolineare le magie di Oberon) e un'armonia
ricercata. Chi non sa cos'è l'armonia provi a tradurre l'atmosfera
che avvolge il canto in atteggiamenti del volto: si incupisca, serri
le mascelle o distenda il sorriso e illumini lo sguardo. Oppure
si perda sfuocando l'orizzonte più lontano, sarà più
facile vagheggiare il luogo inconsistente dove si nascondono elfi
e spiritelli impegnati a scovare, tra gli umani, esempi di fedeltà.
Schubert invece, nella sua Sinfonia n. 6 D. 589 detta "piccola"
non certo per le proporzioni, evoca senza plagio modelli musicali
del passato. La compostezza e insieme la vigoria dell'haydniana
Sinfonia militare; il Rossini vitalistico delle discese ardite
e delle risalite, dei periodi musicali chiosati con lo stile risoluto
tipico della mimica italica e il Beethoven dell'Eroica, nello
Scherzo giovanile e sfrontato.
E appunto della Sinfonia n. 3 op. 55 di Beethoven si è
detto tutto: proviamo, invece che a dirne, a vederla in trasparenza
dietro a un quadro come, per esempio, il Giuramento degli Orazi
di Jacques-Louis David.
David Lo scenario: proporzionato, con il giusto equilibrio
tra pieni e vuoti, arcate e colonnati.
Beethoven I quattro tempi della classicità: il primo
in forma sonata, l'adagio è una rassegnata marcia funebre.
David La prospettiva ha il fuoco al centro, dove si presume
si trovi chi guarda, i corpi si stagliano sullo sfondo per nitore
e finezza del modellato.
Beethoven I temi musicali, nel loro percorso evolutivo, non
perdono mai di riconoscibilità, l'armonia colora, sostiene,
ma non confonde. L'occhio sonoro vede con chiarezza la lontananza
in pianissimo e avvicina i protagonisti con crescendo
impetuosi.
David I personaggi: a sinistra, ammantati di rosso i soldati tesi
come corde di violino, a destra le donne avvolte da drappi tinta
pastello, curve su un indizio di morte e solitudine.
Beethoven Agli archi, compatti, il compito di lanciare sfide e azioni
di forza, ai legni, in dialogo, il labaro del canto dolce, elegiaco
o gemente. Una rappresentazione simbolica di quello che tutti noi
vorremmo essere e sentire. (g.n.)
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