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"Il
Giornale della Musica", concepito nel 1985 come un prodotto
insieme di servizio di informazione e di approfondimento culturale
dal nostro direttore-editore Enzo Peruccio, è insieme simile
e diverso dai quotidiani. Il lavoro metodico sull'anticipazione
ha raffinato in noi un intuito particolare nella selezione delle
notizie.
Rispetto al sistema dei media, possiamo rimanere indifferenti alle
pressioni dei centri di potere (piccoli poteri, certo, quelli della
musica, ma presenti e certamente operanti) perché l'editore
del giornale è completamente indipendente; "il Giornale
della Musica" si paga sul mercato pubblicitario, con le vendite
in edicola e nelle librerie musicali e con i suoi abbonati (del
settore commerciale si occupa Cristina Savio), e l'EDT ha trovato
espansione e stabilità divenendo il partner italiano dell'editore
di guide australiano Lonely Planet.
"Il Giornale della Musica", si diceva, vive della sua
pubblicità (venduta da Antonietta Sortino), soprattutto:
ogni mese abbiamo decine di "piccoli" e medi inserzionisti:
corsi e concorsi, il vero tessuto di imprenditoria "privata"
della musica classica, e poi teatri, associazioni concertistiche,
editori musicali; questi operatori fanno pubblicità sul nostro
periodico perché quella pubblicità "rende".
Un po' tutto, al "GdM", è frutto di senso della
misura e di fatica: realizzato internamente da due redattori che
lavorano con professionalità giornalistica in un ambiente
e in compatibilità di budget propri a una piccola
casa editrice di libri, il "GdM" vive un suo bioritmo
molto regolare, con una organizzazione ferrea, molto temuta e apprezzata
da tutti i collaboratori che "sono con noi" in tutta Italia
e in Europa; il calendario di lavorazione è il nostro totem:
chi sgarra è severamente punito con indimenticabili telefonate
in cui Susanna Franchi ed io lasciamo ai nostri amici-corrispondenti
solo la vergogna.
Tutto ciò che accadrà lo sappiamo già: diventeremo
capaci di divinare! Pochi "eventi" musicali ci sorprendono,
ma non ci annoiamo, anyway; le polemiche "musicali"
che "scoppiano" a volte sui quotidiani ci fanno sorridere:
la nostra prospettiva mensile di anticipatori ci consente di sapere
cosa resterà, del fiume di carta che a volte emotivamente
(o strumentalmente) invade i quotidiani; nella nostra rassegna stampa
quotidiana a volte si formano enormi dossier sul "tema urgente":
quando è il momento di fare il nuovo numero del "GdM"
quante volte l'ammasso di papiri è già finito nel
cestino! Questo è molto divertente: ci permette di sentirci
saggi, distaccati, credibili, autorevoli; sappiamo, ogni volta che
scriviamo una riga, che quella riga sarà pietra: per gli
uffici stampa dei teatri, per i musicisti, per i registi, per gli
spettatori, per i redattori di dizionari (guai se sbagliamo la data
di morte di alcuno! finirà in tutte le enciclopedie del Regno!);
se spesso, nel luogo comune e (ahinoi) nei fatti il giornalismo
è sinonimo di frettolosità, superficialità,
approssimazione, sentito-dire, intenzionato pettegolezzo, allora
noi del "GdM" a volte ci sentiamo giornalisti ben strani,
diversi dalla maggioranza dei nostri colleghi.
Le due grandi novità sono:
- l'avvio di una organica serie di collaborazioni editoriali e pubblicitarie
con testate "cugine" in tutta Europa. Il filo diretto
con i colleghi della tedesca "Neue Musik Zeitung" e del
francese "Le Monde de la Musique" è veramente divertente:
conferma ancora di più il nostro understatement (adorato
e difeso a spada tratta dai nostri migliori amici collaboratori,
che vanno in estasi per il nostro stile "torinese-inglese");
- l'avvio e il rapido decollo del nostro sito www.giornaledellamusica.it,
in gran parte pensato e governato dalla webmistress Isabella Maria;
qui stiamo facendo in particolare cose che sulla edizione cartacea
non avremmo mai potuto fare, come il nuovo servizio R.O.L-Recensioni
OnLine, che ci permette di pubblicare la mattina dopo le
principali prime operistiche la recensione freschissima del nostro
critico musicale "di zona"; o come la possibilità
di ascoltare in file mp3 le interpretazioni dei vincitori
di concorsi importanti come il "Casagrande", il "Paganini"
o il "Busoni".
Di cose nuove ne faremo ancora tante, al "Giornale della Musica".
*caporedattore
del "Giornale della Musica"
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