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Lamberto
Puggelli, dopo una lunga carriera nel teatro d'opera, firma per
la prima volta la regia di un musical: come è nata l'idea?
"Diciamo che il primo passo è stato Orfeo all'inferno
di Offenbach messo in scena lo scorso luglio in una nuova edizione
italiana pensata per un pubblico moderno, un esperimento riuscito
a giudicare dal divertimento che è riuscito a suscitare.
Dopo questa felice esperienza, insieme a Claudio Desderi
abbiamo iniziato a pensare anche alla possibilità di realizzare
Kiss Me, Kate".
Quale
pensa che sia la fondamentale differenza tra l'opera e il musical?
"Penso che il musical sia una vera esplosione fisica; se l'opera
è spesso un'esibizione virtuosistica, il musical è
il trionfo della fisicità, come la nazione che l'ha inventato,
tanto che gli interpreti devono essere dei grandi attori, dei fascinosi
cantanti, degli eccellenti ballerini, doti che è difficile
trovare tutte insieme soprattutto in Italia dove queste discipline
sono sempre state separate. Inoltre qui non si è mai consolidata
l'abitudine al musical, Broadway è rimasta lontana".
Forse
pochi hanno avuto la possibilità di assistere a uno spettacolo
a Broadway ma quasi tutti hanno visto i film musicali americani
degli anni Quaranta e Cinquanta. Al Regio ritroveremo le stesse
atmosfere?
"Intanto ci sarà una differenza fondamentale: i personaggi
reciteranno in italiano e canteranno i song in inglese. Con l'aiuto
dell'amico Sandro Bajini abbiamo tradotto il testo e lo abbiamo
reso "più contemporaneo", modificando battute che
avevano dei precisi riferimenti all'America di quegli anni e che
al nostro pubblico risulterebbero incomprensibili, per esempio il
fidanzato di Miss Vanessi - che nella pièce originale era
un uomo politico legato al presidente Truman - nella nostra versione
sarà un vecchio texano pieno di soldi. Per il resto la commedia
nella commedia funziona perfettamente".
Ci
può anticipare qualcosa sul nuovo allestimento?
"Insieme a Luisa Spinatelli - autrice di scene e costumi
- abbiamo pensato a una struttura che richiamasse alla memoria un
teatro americano anni Cinquanta, con i mattoni rossi, i tabelloni
pubblicitari e i neon colorati, all'interno del quale si trovano
pezzi di scenografia della Verona cinquecentesca in cui è
ambientata la Bisbetica domata. L'insieme richiama sicuramente
la pop art, con i suoi collage e i colori accesi. Uno schermo inoltre
trasmetterà immagini live girate da un cameraman direttamente
sul palcoscenico del Regio che si trasformerà così
in uno studio televisivo".
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| NAVIGARE
IN MUSICA |
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La
presentazione del musical Kiss me Kate |
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Il
sito dedicato a Cole Porter |
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Il
testo della "Bisbetica domata" (in inglese) |
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