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giugno - luglio 2001
teatro regio torino
Il Regio si trasforma in un set televisivo
di Paola Giunti

 

Howard Keel e Kathryn Grayson

 

Lamberto Puggelli, dopo una lunga carriera nel teatro d'opera, firma per la prima volta la regia di un musical: come è nata l'idea?
"Diciamo che il primo passo è stato Orfeo all'inferno di Offenbach messo in scena lo scorso luglio in una nuova edizione italiana pensata per un pubblico moderno, un esperimento riuscito a giudicare dal divertimento che è riuscito a suscitare. Dopo questa felice esperienza, insieme a Claudio Desderi abbiamo iniziato a pensare anche alla possibilità di realizzare Kiss Me, Kate".

Quale pensa che sia la fondamentale differenza tra l'opera e il musical?
"Penso che il musical sia una vera esplosione fisica; se l'opera è spesso un'esibizione virtuosistica, il musical è il trionfo della fisicità, come la nazione che l'ha inventato, tanto che gli interpreti devono essere dei grandi attori, dei fascinosi cantanti, degli eccellenti ballerini, doti che è difficile trovare tutte insieme soprattutto in Italia dove queste discipline sono sempre state separate. Inoltre qui non si è mai consolidata l'abitudine al musical, Broadway è rimasta lontana".

Forse pochi hanno avuto la possibilità di assistere a uno spettacolo a Broadway ma quasi tutti hanno visto i film musicali americani degli anni Quaranta e Cinquanta. Al Regio ritroveremo le stesse atmosfere?
"Intanto ci sarà una differenza fondamentale: i personaggi reciteranno in italiano e canteranno i song in inglese. Con l'aiuto dell'amico Sandro Bajini abbiamo tradotto il testo e lo abbiamo reso "più contemporaneo", modificando battute che avevano dei precisi riferimenti all'America di quegli anni e che al nostro pubblico risulterebbero incomprensibili, per esempio il fidanzato di Miss Vanessi - che nella pièce originale era un uomo politico legato al presidente Truman - nella nostra versione sarà un vecchio texano pieno di soldi. Per il resto la commedia nella commedia funziona perfettamente".

Ci può anticipare qualcosa sul nuovo allestimento?
"Insieme a Luisa Spinatelli - autrice di scene e costumi - abbiamo pensato a una struttura che richiamasse alla memoria un teatro americano anni Cinquanta, con i mattoni rossi, i tabelloni pubblicitari e i neon colorati, all'interno del quale si trovano pezzi di scenografia della Verona cinquecentesca in cui è ambientata la Bisbetica domata. L'insieme richiama sicuramente la pop art, con i suoi collage e i colori accesi. Uno schermo inoltre trasmetterà immagini live girate da un cameraman direttamente sul palcoscenico del Regio che si trasformerà così in uno studio televisivo".

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segui il link La presentazione del musical Kiss me Kate
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