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giugno - luglio 2001
teatro regio torino
Grandi prime, attesi ritorni e la forza del repertorio

 

Claudio Desderi



Walter Vergnano

 

La presentazione della prossima stagione d'opera e balletto coincide con un momento particolarmente significativo per la vita del Teatro Regio, grazie alla concomitanza di diversi fattori: la trasformazione in Fondazione si è ormai consolidata ed è avvenuto nel migliore dei modi l'insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione attraverso il quale i Soci pubblici e privati prendono parte attivamente alla vita e alla gestione del Teatro; l'efficienza, la qualità e la quantità della produzione sono state premiate con l'aumento del contributo statale e la critica ha ripetutamente elogiato il livello dei nostri spettacoli e l'originalità delle nostre proposte; la decisione di non interrompere la programmazione durante le feste natalizie ha conseguito un gran successo di pubblico e ha affermato ancor più il nostro ruolo di Teatro della Città; infine, la trasferta invernale all'Opéra de Nice di tutti i comparti artistici e tecnici e la tournée primaverile dell'Orchestra a Parigi, Lione, Tolosa e Tolone, alle quali hanno assistito alcune decine di migliaia di spettatori d'oltralpe, hanno consolidato l'affiatamento e la professionalità dei nostri complessi.
Consapevoli di questi risultati, abbiamo elaborato la stagione 2001-2002 dosando in maniera equilibrata il repertorio con gli eventi, titoli più noti con altri di rara esecuzione, cercando di soddisfare sia il melomane più esperto sia lo spettatore saltuario attraverso l'intreccio di alcuni temi che hanno caratterizzato i nostri recenti cartelloni: con l'opera inaugurale, il Lear di Aribert Reimann, si conclude il ciclo dedicato a Shakespeare iniziato l'anno scorso; lo stesso Lear appartiene al Novecento musicale, altro tema cui il Teatro si è applicato con attenzione e continuerà a farlo con Edipo re di Leoncavallo, Il prigioniero di Dallapiccola e con la prima mondiale di Carmen 2 Le Retour, riscrittura postmoderna del capolavoro di Bizet da parte di Jérôme Savary;
ulteriore tema è la presenza di quattro lavori di Pëtr Il'icTchajkovskij, di cui saranno eseguiti i tre celebri balletti e un'opera poco rappresentata, La pulzella d'Orléans.
Riteniamo che la prima mondiale di Carmen 2, la prima italiana di Lear in un nuovo allestimento firmato da Luca Ronconi, l'ospitalità prolungata del Corpo di ballo del Teatro Bol'shoj di Mosca e la presenza di Mirella Freni nella Pulzella d'Orléans siano eventi degni di una capitale; essi costituiscono il nostro modo di alimentare la vocazione culturale e internazionale della Città e della Regione e manifestano la vitalità di un Teatro che grazie al contributo e al coinvolgimento dei Soci fondatori è oggi in grado di rinnovarsi, di evolversi e di competere con le più prestigiose istituzioni europee che producono spettacolo.
Alcune novità riguardano la biglietteria, informaticamente aggiornata per consentire la prenotazione e l'acquisto on line dei biglietti: va evidenziato l'aumento delle rappresentazioni fuori abbonamento, per favorire l'afflusso di un pubblico esigente in forte trasformazione, costituito anche dai turisti che sempre più numerosi - dicono le statistiche - visitano Torino e la sua area metropolitana.
E va sottolineato inoltre che quest'anno abbonarsi conviene perché chi lo fa non soltanto avrà la certezza del posto fisso a tutti gli spettacoli senza alcun aumento rispetto alla scorsa stagione, ma potrà risparmiare sul prezzo dei singoli biglietti, che verrà ritoccato dopo sei anni. Sarà dunque la prima rappresentazione italiana del Lear di Aribert Reimann a inaugurare la stagione 2001-2002, martedì 16 ottobre. Tedesco, classe 1936, Reimann ha composto l'opera consapevole delle doti vocali e interpretative dell'amico Dietrich Fischer-Dieskau, che l'ha portata in trionfo alla Bayerisches Staatsoper di Monaco nel 1978, sotto la bacchetta di Sawallish e con la regia di Ponnelle. Impiegando uno stile post-espressionista, la musica penetra in profondità nel testo shakespeariano, cantato e declamato, amplificandone ulteriormente la drammaticità teatrale. Per mettere in scena questo capolavoro del Novecento il Regio ha commissionato un nuovo allestimento a Luca Ronconi, Margherita Palli e Vera Marzot, sodalizio artistico che sul nostro palcoscenico ha colto alcuni dei successi più significativi della carriera, come La Damnation de Faust, Il caso Makropulos, Il giro di vite e il recente Lohengrin.
Sul podio salirà lo statunitense Arthur Fagen, direttore musicale della Queens Symphony Orchestra attivo da anni nei maggiori teatri d'Europa e ospite assiduo delle Wiener e Berliner Staatsoper. La parte del vecchio re è affidata a Wicus Slabbert, tra le interpreti delle sue figlie spicca il nome di Anja Silja, affermato soprano wagneriano. L'opera verrà proposta nella versione in lingua inglese in cui il librettista Claus Henneberg ha impiegato buona parte dei versi originali di Shakespeare.
Il 20 novembre è in programma la prima mondiale di Carmen 2 Le Retour, opera buffa in 5 atti su libretto di Jérôme Savary con musiche di Georges Bizet e Gérard Daguerre.
Daguerre, eclettico musicista di solide basi classiche che non disdegna escursioni nella musica extracolta, collabora con Savary da circa un ventennio. L'estroso regista francese di origine argentina, fondatore del Grand Magic Circus, habitué dell'opera ma attivissimo anche nella prosa, nel cabaret e nell'operetta, attualmente direttore della gloriosa Opéra Comique di Parigi - che coproduce lo spettacolo insieme all'Opera di Düsseldorf - ha riscritto la Carmen secondo il principio del teatro nel teatro, ambientandola negli anni Cinquanta in una città spagnola che potrebbe anche essere Siviglia, dove si immagina un'ansimante recita pomeridiana dell'opera di Bizet. Tra i personaggi ci sono anche "La vecchia Carmen, una diva in pensione che ha voglia di divertirsi", Ernest Hemingway, nani e ballerine, tutti gli ingredienti per uno spettacolo esilarante.
La bacchetta di Claude Schnitzler guiderà Nadja Michael, Patrizia Ciofi, che ha saputo conquistare il nostro pubblico dopo la superba interpretazione di Lucia e Traviata, Keith Olsen, Mark Doss e Cristina Hoyos alla testa del suo gruppo di flamenco. Crediamo non sia esagerato definire un avvenimento straordinario la venuta al Regio del Corpo di ballo del Teatro Bol'shoj: per la prima volta in Italia la compagnia moscovita presenta nell'ambito della stessa tournée il "trittico" di Tchajkovskij: Il lago dei cigni (dal 12 al 19 dicembre), La bella addormentata nel bosco (dal 21 al 23) e Lo schiaccianoci (dal 28 al 31), mai visti a distanza così ravvicinata nella nostra città. Le coreografie originali di Petipa, risalenti agli anni Novanta dell'Ottocento, sono quelle riallestite quarant'anni fa da Jurij Grigorovic, leggendario direttore artistico e coreografo principale del Bol'shoj dal 1964 al 1995. Tra le étoile, migliori espressioni della solida scuola russa, spicca il nome di Nicolai Tziskaridze, considerato uno degli astri nascenti della danza mondiale. In apertura del nuovo anno, il 22 gennaio, sull'onda del bicentenario belliniano tutt'ora in corso, approda al Regio la Norma, titolo di repertorio incredibilmente assente dal 1974, anno in cui i nostri complessi, dopo aver eseguito l'opera nel nuovo Teatro, esportarono la produzione alle Chorégies di Orange.
Protagonista del nuovo allestimento di Alberto Fassini sarà Bruno Campanella, per anni direttore stabile della nostra Orchestra, ritenuto unanimemente il massimo interprete del belcanto, sotto la cui bacchetta si esibiranno Hasmik Papian nella parte di Norma, Sonia Ganassi in quella di Adalgisa e Antonello Palombi quale Pollione.
Giuseppe Verdi
è presente nel prossimo cartellone con La forza del destino, in programma dal 26 febbraio al 14 marzo, in un allestimento inedito commissionato a Sylvano Bussotti che, oltre a essere un protagonista dell'avanguardia musicale, si misura regolarmente con la regia d'opera (al Regio l'ha fatto l'ultima volta nel 1995 con Simon Boccanegra). Le voci sono quelle di Salvatore Licitra - forse il tenore verdiano più promettente della nuova generazione, già Manrico nel Trovatore diretto da Muti alla Scala -, Andrea Gruber, Stefano Antonucci (applaudito Ford nel Falstaff) e Carlo Colombara. Dirige Donato Renzetti.
Il 9 aprile è previsto il ritorno di un altro titolo assente dalle scene torinesi da più di trent'anni: Mefistofele di Arrigo Boito. Poeta, scrittore, compositore, esponente della Scapigliatura, Boito fu anche il librettista di Verdi per Otello e Falstaff. Il suo Mefistofele, ispirato al Faust di Goethe, è stato fino al secondo dopoguerra un titolo popolare del repertorio. L'allestimento che presentiamo al Regio proviene dall'Opera di San Francisco ed è firmato da Robert Carsen, già regista della Cendrillon di Massenet nella stagione 1995-1996. Sul podio un grande esperto del secondo Ottocento italiano come Bruno Bartoletti. Roberto Scandiuzzi offrirà i suoi eccellenti mezzi vocali e la sua carismatica presenza scenica al diabolico protagonista.
Nel mese di maggio sarà la volta di un singolare dittico del Novecento storico italiano: di Luigi Dallapiccola Il prigioniero e di Ruggero Leoncavallo il quasi sconosciuto Edipo re (eseguito in Italia e forse in Europa una sola volta, a Siena, nel 1958). Nel Prigioniero, che narra dell'ultima tortura inflitta a un condannato a morte dall'Inquisizione di Spagna e giustiziato dopo essere stato illuso della libertà, Dallapiccola impiega la dodecafonia come esperienza espressiva interiore, fondendola con criteri tonali, stile mottettistico e serialità. Edipo re, nel cui libretto Forzano si attiene alla vicenda narrata da Sofocle, fu scritta da Leoncavallo espressamente per il baritono Titta Ruffo, straordinario cantante e attore. A un degnissimo erede di Ruffo è affidata la parte del protagonista, l'acclamato Renato Bruson, mentre Phillip Joll, dopo il Wozzeck di Gurlitt, sarà Il prigioniero. Con la direzione musicale di Renato Palumbo e la nuova regia di Fabio Sparvoli. Ancora un nuovo allestimento, coprodotto insieme all'Opéra de Monte-Carlo e al Teatro di Colonia e ideato da Michael Hampe, per Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa (di cui nel 2001 ricorre il bicentenario della scomparsa), che debutta a giugno. Dopo l'ottima prova nel Barbiere di Siviglia, torna sul podio della nostra Orchestra Corrado Rovaris, alla guida di un cast formato da artisti trentenni che si sono distinti nella corrente stagione per la loro piena maturazione: Maria Costanza Nocentini, già bravissima Ofelia nell'Hamlet, Franco Vassallo, Antonino Siragusa, Cristina Sogmaister.
Chiude la stagione, dal 3 al 19 luglio, la prima esecuzione torinese della Pulzella d'Orléans di Tchajkovskij, autore sia della musica che del libretto. La figura di Giovanna d'Arco aveva affascinato il musicista fin dall'infanzia e la lettura dell'opera di Schiller lo convinse a trarne un'opera che venne rappresentata a Pietroburgo nel 1881. Protagonista della attesa produzione sarà Mirella Freni, la più amata dal nostro pubblico. Come avvenne con Fedora, a dirigerla è stato invitato anche questa volta Stefano Ranzani, quarantenne direttore milanese, di casa alla Scala e nei maggiori teatri europei. Una stagione di temi intrecciati, abbiamo scritto all'inizio, che auspichiamo possa incontrare il favore dei nostri diversi pubblici grazie a un'articolazione che colma diverse lacune storiche nella programmazione lirica delle scene torinesi e alterna novità di assoluto rilievo con titoli di repertorio, artisti consacrati con giovani emergenti, registi tradizionali con altri di ricerca, nell'attesa del ritorno in grande stile di autori come Mozart, Rossini e Puccini, che ampio spazio hanno trovato nelle recenti stagioni.
Claudio Desderi direttore artistico
Walter Vergnano sovrintendente

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TEATRO REGIO TORINO
Stagione d'Opera 2001-2002

16-28 ottobre 2001
Lear

di Aribert Reimann

20 novembre-2 dicembre 2001
Carmen 2 le retour
di Georges Bizet, Gérard Daguerre
e Jérôme Savary

12-19 dicembre 2001
Il lago dei cigni

21-23 dicembre 2001
La bella addormentata nel bosco

28-31 dicembre 2001
Lo schiaccianoci
di Pëtr Il'ic Tchajkovskij
Corpo di ballo del Teatro Bol'shoj
di Mosca

22 gennaio-3 febbraio 2002
Norma
di Vincenzo Bellini

26 febbraio-14 marzo 2002
La forza del destino
di Giuseppe Verdi

9-21 aprile 2002
Mefistofele
di Arrigo Boito

maggio 2002
Il prigioniero
di Luigi Dallapiccola
Edipo Re
di Ruggero Leoncavallo

giugno 2002
Il matrimonio segreto
di Domenico Cimarosa

3-19 luglio 2002
La pulzella d'OrlÉans
di Pëtr Il'ic Tchajkovskij

Orchestra e Coro del Teatro Regi