DEDICATO
A GIUSEPPE SINOPOLI

«L'improvvisa scomparsa del maestro Giuseppe Sinopoli (venerdì
20 aprile, quando il nostro numero di maggio era già in distribuzione)
conferisce alla copertina e alla lunga intervista interna a lui
dedicate un significato diverso da quello originario; che diventi
il nostro modo di rendere omaggio alla memoria e alla levatura
artistica e umana di un grande direttore».
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| argomenti
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La
chiave di Sinopoli
di
Carmelo Di Gennaro |
Giuseppe
Sinopoli
rappresenta una delle personalità musicali più poliedriche che si
ha modo oggi d'incontrare. Basti pensare infatti che, di formazione
scientifica (laureato in medicina, con spiccati interessi per la psichiatria),
Sinopoli ha recentemente discusso la tesi per conseguire anche la
laurea in archeologia (preparando un importante studio sulla civiltà
mesopotamica, che il maestro italiano è stato prossimamente invitato
a leggere ad Harvard nel corso di un simposio); ma i titoli accademici,
si sa, non certificano da soli la sostanza di un personaggio, lo spessore
e la complessità di un intellettuale. ....
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Il
musical fra gioco e spettacolo
di Gianfranco Vinay |
Il
musical è una miniera di spettacolarità ancora poco sfruttata
nell'Europa continentale.
Il musical è l'unico genere di teatro musicale che nel corso di un
secolo di intense sperimentazioni drammaturgiche si è trasformato
senza rinunciare a certi suoi caratteri specifici.
Il musical è un prodotto della civiltà angloamericana, oggi egemone
sotto ogni profilo (economico, linguistico e culturale). Tre ragioni
sufficienti a far si che questo tipo di spettacolo sia destinato a
guadagnare terreno nei teatri del continente europeo......
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| appuntamenti |
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Conservatorio,Teatro
Regio, Piccolo Regio Puccini, Teatro Alfieri, Folk Club, e altro... |
| tema
e variazioni |
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Con
le pinne il fucile e gli occhiali
di
Nicola Campogrande
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| da
non perdere |
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Inquieto e malinconico Surman
La grafica essenziale e le copertine in bianco e nero della casa
discografica ECM nascondono in realtà esperimenti musicali eterogenei
e variopinti. In questo caso il produttore Manfred Eicher (quello
che ha messo insieme Kremer & Jarrett per incidere Fratres di
Arvo Pärt, per intenderci) ha convinto John Surman, con tutti
i suoi sassofoni e clarinetti, a duettare con il contrabbasso
di Chris Laurence. Insieme a loro un quartetto d'archi composto
da membri dell'Academy of St. Martin in the Fields. Atmosfere
schubertiane, un po' di musica concreta e parecchia improvvisazione
di stampo jazzistico. A corruscare, inquieta e malinconica, è
la musica di Surman.
(filippo fonsatti)
ECM 1702 543033-2
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