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marzo 2001
associazione lingotto musica
Ordinario straordinario

 

Maria Joao Pires

Emmanuel Krivine

Scotish Chamber Orchestra

Mi piacerebbe che l'immaginario collettivo si liberasse in modo definitivo dall'icona del musicista scapigliato, turbolento e imprevedibile.
Mi piacerebbe che i pubblicitari la smettessero di riprendere finti direttori d'orchestra dalla chioma fluente e irregolare, copie con lifting dei ritratti più immusoniti di Beethoven, che attribuiscono la forza del loro successo alla prodigiosa bevanda che fa bene qui e lì.
Mi piacerebbe che ogni giovane pianista talentuoso, prima di affilare le armi contro i temibili avversari dei concorsi d'interpretazione, ascoltasse la storia di Maria João Pires dalla sua voce.
Maria bambina ha per caso un pianoforte in casa, vince la noia ascoltando la sorella suonare e la imita come i bimbi ridicono parole e parolacce dei genitori. Con desiderio di compiere gesti che raccontino qualcosa di lei, che si aggiungano al suo volto, al suo passo per dare al mondo un'originale idea di essere. A sette anni esegue alcuni concerti per pianoforte di Mozart, l'autore di cui sarà interprete eccellente per tutta la sua carriera, senza sentirsi Shirley Temple, ma una bambina che suona.
Tutti dovrebbero incontrare un maestro nella giovinezza: a Lisbona Maria studia con Compos Coehlo, ma soprattutto con Francine Benoît, un'anziana insegnante di teoria e composizione che segnerà la vita artistica della pianista portoghese più d'ogni altro. È, come dice Paolo Conte, in fondo all'anima per sempre.
Il mondo si accorge delle doti non comuni di Maria, le viene assegnata una borsa di studio per perfezionarsi in Germania, tra il 1960 e il 1965 dove patisce il grigiore della mitteleuropa, lei, donna di mare, di case accatastate e multicolore. A ciò si aggiungono i corvi della produzione, che allungano gli artigli sui talenti per spremerli impietosamente, incuranti della sensibilità o della fragilità emotiva di un giovane animo artistico come il suo. Tuttavia questo non impedisce l'evolversi della vita, lo rende profondo e turbato: inizia da una parte una carriera internazionale fertile d'occasioni e riconoscimenti, dall'altra si sposa e diventa madre fino a quando, nel 1980, una ferita a una mano la costringe a interrompere l'attività. Sembra qualche volta che il destino materializzi in un evento uno stato di sofferenza interiore, affinché l'uomo se ne liberi. Maria João Pires riguadagna in quattro anni di sosta forzata il rapporto con la propria terra, il contatto con la natura, la solidità di un'esistenza stanziale, ma soprattutto - neutralizzata nel corpo - rende potente l'energia della mente. Nel 1984 riprende la strada concertistica forte di un nuovo equilibrio, sempre mossa da quell'"istintiva esigenza di esprimersi". Si trasferisce in una cascina sperduta della campagna portoghese, si occupa di giardinaggio e pastorizia e insieme suona con l'immaginazione, progetta la sua espressività, dà forma alle sue emozioni. Non serve più "spolverare" la tastiera per giorni interi, basta pensare. E la carriera decolla, spinta anche dall'incontro con Claudio Abbado e quella fucina di vitalità e maestria che è la Gustav Mahler Jugendorchester: i giovani che amano la bellezza contagiano i sensibili.
Oggi Maria João Pires è nell'Olimpo dei grandi, solista con i Berliner, la Boston Symphony, la London Philharmonic, la Concertgbouworkest di Amsterdam, l'Orchestre de Paris, suona in duo con il violinista Augustin Dumay cui si è aggiunto di recente Jian Wang (violoncello) per costituire un trio. Ma se la incontrerete, ella vi assicurerà che il suo è un mestiere come gli altri, che la musica serve per manifestare e rendere profonda la propria umanità, non per illudersi di superarla.
Così, potete scommetterlo, suonerà il Concerto n. 2 in fa minore di Chopin con limpidezza di pensiero assoluta, canterà la Romanza calma e melanconica con grazia, come soffiasse sulla tastiera invece di percuoterla. Poi vi ringrazierà semplicemente come riscuotesse il plauso per un dolce ben riuscito.
Solo una donna può vivere una spiritualità così alta da renderla sostanza della vita quotidiana, come una suora che segue il suo ordito con amore di perfezione, consapevole di costruire un mondo intero e insieme un piccolo, insignificante ricamo. (g.n.)

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lunedì 5 marzo
Auditorium del Lingotto ore 20.30
Scottish Chamber Orchestra Emmanuel Krivine direttore Maria João Pires pianoforte Musiche di Wagner, Chopin, Haydn