|

|
Il
maestro José Carlos Plaza nella scorsa stagione ha firmato
per il Teatro Regio la regia dei Diavoli di Loudun di Penderecki;
a distanza di poco tempo lo rivediamo impegnato nella Passione
secondo Giovanni di Bach.
Signor
Plaza, queste due opere hanno entrambe un forte legame con la religiosità
cristiana, seppur sotto aspetti diversissimi. Quali sono state le
idee guida di queste due produzioni?
"È sempre affascinante per un non cattolico affrontare
temi che riguardano la religione. I Diavoli mi avevano colpito
già vent'anni fa, quando ne avevo vista una produzione a
Madrid. Da allora mi sono innamorato della musica di Penderecki
e ho utilizzato moltissime sue composizioni anche in teatro. Quando
Claudio Desderi - direttore artistico del Teatro Regio - mi ha proposto
di fare la regia dei Diavoli, ho accettato con entusiasmo
nella prospettiva di non doverne dare una lettura storica, come
era stata la lettura della meravigliosa produzione spagnola vista
in passato, e da un certo punto di vista anche del film di Russell,
che non ho più rivisto per non venirne influenzato. Per i
Diavoli ho usato movimenti decisi, forti, e contrasti di
colore, proprio a rappresentare il connubio di potere, violenza
e repressione sessuale. Nella mia ottica, la frustrazione generata
dalla repressione sessuale è lo strumento che il potere e
la Chiesa usano per violare la libertà individuale, che proprio
attraverso il corpo e la sessualità si esprime.
Al contrario la Passione secondo Giovanni rappresenta per
me la storia universale dell'amore di un uomo, una storia che parte
dal passato e prosegue nel futuro, un messaggio che non ha tempo".
La
Passione secondo Giovanni è quasi sempre eseguita in forma
di concerto. Come intende realizzare la sua regia? Come farà
uso del movimento e della scenografia?
"Sarà un misto. In alcuni momenti sarà come essere
all'opera, in altri prevarrà la musica. Per riuscire a rendere
l'universalità e l'eternità della storia le scelte
di scenografia sono importanti.
Al centro del palcoscenico vi sarà una grande scatola bianca
aperta, all'interno della quale si svolgerà la storia che
l'Evangelista racconta. Il Prologo, che dura circa nove minuti,
inizierà al buio, e man mano, grazie a proiezioni, nascerà
una luce dal fondo che si trasformerà in una stella sempre
più grande contenente all'inizio simboli preistorici, poi
lettere dell'alfabeto, poi frasi, per arrivare infine a messaggi
Internet. Una storia che non ha tempo: all'interno della scatola
bianca l'azione normale, la storia che si svolge, storicamente connotata;
fuori l'Evangelista e il Coro che commentano e riflettono.
L'Evangelista si muove pochissimo, è quasi come se leggesse
da uno spartito, e i suoi gesti sono delicati, limitati alle mani
e agli occhi. Sono gli stessi movimenti di Cristo, perché
in realtà rappresentano entrambi un'unica anima. Anche il
Coro sta immobile in certi casi, quando canta le idee di amore e
di dolore, ma si anima quando si trasforma nel popolo contro Cristo.
Alla morte di Cristo, i due mondi non sono più separati,
il movimento è sia dentro che fuori, perché tutti
sono coinvolti e implicati, il messaggio diventa universale".
Lei
lavora con un gruppo di persone scelte, sia per le luci sia per
i costumi, alle quali dà molta importanza, come abbiamo potuto
osservare nei Diavoli. Quali sono state le sue scelte per la Passione?
"Lo scenografo Francisco Leal ha studiato per l'interno della
scatola una luce quasi naturale, mentre per l'esterno l'effetto
è costruito in base alle arie e alla musica, ma non è
affatto realistico.
I costumi di Pedro Moreno per quest'opera hanno un taglio molto
moderno e stilizzato. Cristo è interamente vestito di bianco,
e ha il cappotto nero, mentre l'Evangelista è tutto nero
con il cappotto bianco, per rappresentare anche visivamente il legame
e l'essere in realtà una sola anima. Le tre Marie sono invece
tutte in blu; cambia solo, a seconda del personaggio, la lunghezza
della gonna. Pochi dettagli possono bastare a connotare fortemente
un personaggio, a dare le indicazioni sufficienti".
|
| NAVIGARE
IN MUSICA |
 |
Una
biblioteca virtuale su Bach |
 |
La
presentazione della Johannes Passion |
 |
| CALENDARIO
SETTIMANALE |
 |
1/4
marzo |
 |
5/11
marzo |
 |
12/18
marzo |
 |
19/25
marzo |
 |
26/31
marzo |
|