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marzo 2001
teatro regio torino
Nyman & Sacks, un caso clinico

 

 

 

 

L'estate scorsa un temporale gelido ha rimandato l'appuntamento del pubblico torinese con The Commissar Vanishes, opera multimediale di Michael Nyman prevista alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Per i fan delusi e per tutti quelli che hanno goduto ascoltando la colonna sonora del film di Jane Campion Lezioni di piano vincitore dell'Oscar nel 1993, l'appuntamento è fissato per venerdì 30 marzo quando il Piccolo Regio Laboratorio ospita la prima esecuzione italiana dell'opera neurologica The Man Who Mistook His Wife for a Hat (L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, 1986).
Nel cuore degli anni Sessanta, quando il giovane Nyman si affaccia dopo rigorosi studi accademici nel magico mondo della musica, il panorama presenta un solco profondo: da una parte i Beatles, dall'altra Stockhausen & Boulez. Nel dubbio Nyman decide di fare il musicologo (pubblica un libro su Cage e cura edizioni filologiche di Haendel e Purcell), il pianista (con The Flying Lizards) e il critico (su "The Spectator" applica per primo alla musica il termine minimalismo). Soltanto nel 1976 si mette a comporre musica, accasandosi in compagnia di Glass, Reich e Andriessen nella striscia di confine tra musica colta, popular e jazz. L'anno seguente conosce Greenaway e la reazione chimica tra i due produce undici film di successo, tra cui I misteri del giardino di Compton House, L'ultima tempesta e Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante. Ma i Golden Globes arrivano soltanto negli anni Novanta.
Nel frattempo Nyman non ha mai smesso di scrivere musica destinata ai teatri e alle sale da concerto. L'opera da camera The Man Who Mistook His Wife for a Hat approda a Torino dopo un centinaio di rappresentazioni in Europa, Nord America e Australia. Il lavoro è basato su un caso clinico esposto dal neurologo Oliver Sacks nel suo omonimo libro (pubblicato in Italia da Adelphi qualche anno fa). Il protagonista è un uomo che soffre di agnosia visiva, una specie di cecità mentale, un disturbo neurologico alla parte visiva del cervello. Vede colori, immagini, linee, oggetti e movimento ma è incapace di riconoscerli. Così come non riconosce persone, luoghi e oggetti: il suo mondo visivo è astratto e caotico. "Se un mondo non può essere organizzato visualmente - sostiene Sacks - si possono trovare e usare altri espedienti: nel caso del Dr P, artista di talento, la sua eccezionale capacità musicale gli permette, in larga misura, di dare senso al mondo intero tramite la musica". Musicando o meglio rimusicando tutto il suo mondo, associa una melodia a una azione e riesce così a organizzare la propria giornata e le proprie azioni quotidiane. Questo fatto esalta il potere di organizzazione e di integrazione della musica. Per verificare lo stato mentale del suo paziente Sacks lo visita portando con sé lo spartito di Dicherliebe di Schumann. "Non ho avuto bisogno di alcun altro incoraggiamento - dice Nyman - per rappresentare l'isolamento del Dr P attraverso la sua quasi totale fiducia nella musica di Schumann per il suo orientamento… I lavori di Schumann hanno provveduto al materiale per l'opera, da un Lied completo [Ich grolle nicht, ndr] a frammenti usati individualmente e in montaggio. Forse sembra strano che abbia scoperto le ricchezze del repertorio vocale di Schumann in ritardo, per giunta attraverso lo studio di un caso neurologico. Ma durante la preparazione dell'opera il testo di Sacks ha funzionato da magnete, attraendo un vasto numero di rinvii culturali scoperti a caso".
Linguaggio tonale, ostinati ritmici ipnotizzanti, procedere incalzante, inquieto e inquietante che asseconda o meglio traina le indagini del Dr S, il neurologo, che diagnostica la malattia dopo avere sottoposto il paziente a varie prove. Pianoforte, due violini, viola, due violoncelli e arpa creano una trama che si muove per minimi scarti ritmici. La musica rivela la condizione di deterioramento del paziente attraverso la costruzione di una serie di variazioni basate su una successione di accordi riconoscibile che, nel corso dell'opera, si deforma progressivamente come se dettagli, contorni, colori e struttura fossero rimossi.
Indicato per tutti quelli che amano il minimalismo. Sconsigliato agli altri.

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venerdì 30 marzo
Piccolo Regio Laboratorio
ore 21
L'uomo che scambiò
sua moglie per un cappello
Fiarì Ensemble
Marilena Solavagione direttore
con Manuela Giacomini,
Matteo Mugavero, Enrico Bava
Regia di Vittorio Borrelli

Nuovo allestimento, prima
esecuzione italiana