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marzo 2001
tema e variazioni
Incontri ravvicinati verdiani
di Giorgio Gualerzi

 

 

 

"Avrai tu l'Universo, resti l'Italia a me". È questa l'allettante proposta che Ezio, generale dell'impero romano d'occidente, fa ad Attila, che ha invaso l'Italia a capo di un'orda di Unni. Costui però respinge la proposta, accusando Ezio di tradimento e mostrandosi quindi - nella versione di Verdi mutuata dal Werner - leale e generoso, abbastanza alieno dalla ferocia che la tradizione gli ha cucito addosso per sempre.
Con il cosiddetto "flagello di Dio" il Piccolo Regio ha iniziato mercoledì 14 febbraio (per concluderlo il 23 maggio) un viaggio particolarmente interessante attraverso quei personaggi che meglio chiariscono il complesso dei molteplici stati d'animo da Verdi tradotti sulla scena durante il suo lunghissimo itinerario artistico. Attila, tiranno di buon cuore, cede ora il passo alla diabolica coppia Macbeth, che vede lui interamente succube della terribile moglie (da Verdi privata addirittura del nome di battesimo), ma alla fine capace di un autonomo gesto di disperata fierezza, mentre la regina paga con la follia la sua nequizia.
Con Rigoletto - uno dei grandi personaggi da Verdi affidati al prediletto registro di baritono - si configura uno "spaccato" globale della drammaturgia verdiana, dove, in un delicato gioco di equilibri, si scontrano e si annullano il pungente sarcasmo del buffone e l'affetto avvolgente del padre, la disperata solitudine del "diverso" e l'impotente ribellione del debole. Un'altra vinta della vita è senza dubbio Violetta, per certi aspetti forse il più grande personaggio uscito dalla fantasia di Verdi, nel quale la passione travolgente della donna che cerca di liberarsi da un passato che la condanna, si spegne nel prevalere della convenzione perbenista che la obbliga al sacrificio supremo dell'amore.
Con Azucena, creatura di singolare forza espressiva, è la madre a irrompere nell'universo maschile verdiano dominato dalla figura del padre: il modo scelto è però del tutto anomalo, poiché è il sentimento della vendetta a prevalere sull'istinto materno più autentico. Tutti gli stati d'animo, dalla gioia esaltante alla brillante spensieratezza, dalla passione alla schiettezza d'animo, dal dramma della rinuncia alla tragedia della morte, si ritrovano invece in Riccardo di Warwick, il più completo personaggio che Verdi abbia scritto per tenore.
Il pessimismo di fondo riaffiora irresistibile in Leonora di Vargas, nella quale delusione amorosa e senso di colpa si fondono per tradursi in una voluttà estrema di redenzione, fino alla catarsi finale che sanziona tragicamente la "forza del destino". Un tragico fato (per gli altri) aleggia anche sulla grandiosa figura di Filippo II, vittima della solitudine del potente, cui una volontà dispotica, propria e di altri, precludono l'amore della moglie e del figlio, la devozione dei sudditi fiamminghi, la comprensione della Chiesa.
Lo scontro fra le ragioni dell'amor di patria e quelle dell'amore individuale costituisce invece il nocciolo del rapporto fra Amneris e Aida che si contendono l'amore di Radames, in un viluppo di opposti sentimenti che solo la mortale gelosia dell'una e il sacrificio supremo dell'altra riusciranno a sciogliere. È ancora la gelosia, in un'insana forma autodistruttiva, che domina Otello spingendolo a cadere nella rete diabolicamente tessuta da Jago, autentico genio del male.
Dopo tanto pessimismo finalmente si apre nel mondo di Verdi uno spiraglio di ottimistico buonumore, temperato da una punta di sano cinismo falstaffiano: "Tutto nel mondo è burla!". Chi l'avrebbe detto, dopo tanti drammi e tragedie?

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Le conferenze del Piccolo
I grandi personaggi verdiani
mercoledì 7 marzo

Violetta Valéry a cura di Marco Vallora
mercoledì 14 marzo
Azucena a cura di Giancarlo Landini
mercoledì 21 marzo
Riccardo a cura di Giorgio Gualerzi
mercoledì 28 marzo
Leonora a cura di Susanna Franchi
mercoledì 11 aprile
Filippo II a cura di Pietro Mioli
mercoledì 2 maggio
Otello e Jago a cura di Gianni Rondolino
mercoledì 9 maggio
Aida e Amneris a cura di Paolo Gallarati
mercoledì 16 maggio
Falstaff a cura di Gian Paolo Minardi

Piccolo Regio Puccini - ore 17.30
ingresso libero