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Con Forme e generi della musica, edito da Garzanti,
Piero Rattalino propone un'analisi scientifica delle strutture
portanti del discorso musicale. L'argomento era già stato introdotto
dall'autore nelle ultime pagine del Linguaggio della musica, della
stessa casa editrice, una guida che intende offrire, anche all'ascoltatore
meno esperto, una sorta di alfabeto musicale, gli strumenti
necessari per affrontare l'impegnativo discorso dell'organizzazione
strutturale della musica.
Dando per scontato, quindi, che il lettore sia sufficientemente preparato
per affrontare questa "avventura", Rattalino si addentra
nell'analisi delle forme operando innanzi tutto due grosse suddivisioni
fra le forme monotematiche e quelle pluritematiche. Partendo dalla
definizione di tema come "idea musicale fondamentale, suscettibile
di sviluppo, elaborazione e variazione", il discorso si arricchisce
immediatamente di esempi musicali. Particolarmente curiose ed esemplificative
sono le prime improvvisazioni alla tastiera del genio mozartiano che,
all'età di cinque anni, aveva già intuito gli elementi
fondamentali della struttura compositiva della musica classica: la
tripartizione del tema in esposizione, sviluppo e ripresa.
In alcuni capitoli seguenti, analizzando il rapporto tra musica e
parole, Rattalino ci fa osservare come quella stessa forma monotematica
tripartita, sia alla base dell'organizzazione architettonica della
Tosca pucciniana: sono trascorsi centoquarant'anni ma l'idea strutturale
di base è rimasta immutata.
Nella parte dedicata alle forme pluritematiche particolarmente esauriente
è il discorso sulla forma bitematica tripartita, lo schema
che generalmente interessa il primo tempo di una sonata, di un concerto
o di una sinfonia del periodo classico. L'esempio riportato è
quello del Presto conclusivo della Sonata op. 27 n. 2 di Beethoven,
il cui Adagio sostenuto iniziale era già stato commentato in
precedenza, e l'analisi dell'autore è coadiuvata dal cd accluso
al volume.
Non è sempre facile passare dall'analisi musicale, molto tecnica
e dettagliata, al corrispettivo sonoro. Un aiuto potrebbe sicuramente
fornirlo la partitura, ma l'autore parte dal presupposto che il suo
lettore possa anche non essere in grado di leggerla. Più interessante
diventa quindi, partendo dall'esempio dell'op. 27, allargare il discorso
alle altre sonate per pianoforte e osservare in che modo Beethoven,
nell'ambito di uno schema formale ben preciso, sappia di volta in
volta reinventarlo, fino a spingersi al superamento dello stesso.
La terza parte del volume è dedicata alla classificazione
dei vari generi musicali. In ogni capitolo si affronta un genere
specifico e l'analisi, cominciando dalla sonata e terminando con
la musica teatrale, procede per molteplici prospettive che si
intrecciano fra loro. Innanzi tutto il punto di vista storico,
fondamentale per avere una conoscenza completa dei compositori che
si sono misurati nei vari ambiti musicali, e per comprendere in che
misura il loro apporto abbia contribuito allo sviluppo e alla trasformazione
dei generi stessi. In secondo luogo il discorso è affrontato
da un punto di vista descrittivo, meno analitico rispetto alle
prime due sezioni del volume e, di conseguenza, più leggibile
anche dal profano. Con l'aiuto di una straordinaria varietà
di esempi musicali, molti dei quali riportati anche nel cd allegato,
i termini di suite, concerto, variazione, Lied, fuga non restano più
delle entità astratte, semplici termini ai quali è difficile
dare una connotazione concreta, ma assumono le loro singole identità
formali, con le loro peculiarità e differenze. Una terza prospettiva
di analisi è quella aneddotica: spesso, infatti, il
racconto di qualche episodio particolare, legato alla storia di una
composizione, è l'elemento che si stampa più di altri
nella nostra memoria e, soprattutto, incuriosisce in modo particolare
chi non è del mestiere e non conosce da vicino l'ambiente musicale.
Gli ultimi tre capitoli sono da considerare a parte rispetto a questo
discorso. Nel primo, L'organizzazione sonora del palcoscenico, si
affronta il problema dell'equilibrio fra le diverse fonti sonore di
uno spettacolo lirico; in La musica d'uso, invece, l'autore
offre una panoramica del settore musicale più leggero, sviluppatosi
parallelamente al genere della musica cosiddetta seria, ma ugualmente
riconosciuto dal pubblico. Con La musica d'avanguardia, Rattalino
evidenzia infine le difficoltà di comprensione e di divulgazione
della musica colta contemporanea, e conclude affermando che la
nuova sfida per un compositore dei nostri giorni è trovare
la giusta strada per la riconquista del pubblico.
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Forme
e generi della della Musica: la scheda del libro |
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