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novembre 2001
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Impara l'arte
di Gabriella Gallafrio

 

Forme e Generi della Musica di Piero Rattalino

Con Forme e generi della musica, edito da Garzanti, Piero Rattalino propone un'analisi scientifica delle strutture portanti del discorso musicale. L'argomento era già stato introdotto dall'autore nelle ultime pagine del Linguaggio della musica, della stessa casa editrice, una guida che intende offrire, anche all'ascoltatore meno esperto, una sorta di alfabeto musicale, gli strumenti necessari per affrontare l'impegnativo discorso dell'organizzazione strutturale della musica.
Dando per scontato, quindi, che il lettore sia sufficientemente preparato per affrontare questa "avventura", Rattalino si addentra nell'analisi delle forme operando innanzi tutto due grosse suddivisioni fra le forme monotematiche e quelle pluritematiche. Partendo dalla definizione di tema come "idea musicale fondamentale, suscettibile di sviluppo, elaborazione e variazione", il discorso si arricchisce immediatamente di esempi musicali. Particolarmente curiose ed esemplificative sono le prime improvvisazioni alla tastiera del genio mozartiano che, all'età di cinque anni, aveva già intuito gli elementi fondamentali della struttura compositiva della musica classica: la tripartizione del tema in esposizione, sviluppo e ripresa.
In alcuni capitoli seguenti, analizzando il rapporto tra musica e parole, Rattalino ci fa osservare come quella stessa forma monotematica tripartita, sia alla base dell'organizzazione architettonica della Tosca pucciniana: sono trascorsi centoquarant'anni ma l'idea strutturale di base è rimasta immutata.
Nella parte dedicata alle forme pluritematiche particolarmente esauriente è il discorso sulla forma bitematica tripartita, lo schema che generalmente interessa il primo tempo di una sonata, di un concerto o di una sinfonia del periodo classico. L'esempio riportato è quello del Presto conclusivo della Sonata op. 27 n. 2 di Beethoven, il cui Adagio sostenuto iniziale era già stato commentato in precedenza, e l'analisi dell'autore è coadiuvata dal cd accluso al volume.
Non è sempre facile passare dall'analisi musicale, molto tecnica e dettagliata, al corrispettivo sonoro. Un aiuto potrebbe sicuramente fornirlo la partitura, ma l'autore parte dal presupposto che il suo lettore possa anche non essere in grado di leggerla. Più interessante diventa quindi, partendo dall'esempio dell'op. 27, allargare il discorso alle altre sonate per pianoforte e osservare in che modo Beethoven, nell'ambito di uno schema formale ben preciso, sappia di volta in volta reinventarlo, fino a spingersi al superamento dello stesso. La terza parte del volume è dedicata alla classificazione dei vari generi musicali. In ogni capitolo si affronta un genere specifico e l'analisi, cominciando dalla sonata e terminando con la musica teatrale, procede per molteplici prospettive che si intrecciano fra loro. Innanzi tutto il punto di vista storico, fondamentale per avere una conoscenza completa dei compositori che si sono misurati nei vari ambiti musicali, e per comprendere in che misura il loro apporto abbia contribuito allo sviluppo e alla trasformazione dei generi stessi. In secondo luogo il discorso è affrontato da un punto di vista descrittivo, meno analitico rispetto alle prime due sezioni del volume e, di conseguenza, più leggibile anche dal profano. Con l'aiuto di una straordinaria varietà di esempi musicali, molti dei quali riportati anche nel cd allegato, i termini di suite, concerto, variazione, Lied, fuga non restano più delle entità astratte, semplici termini ai quali è difficile dare una connotazione concreta, ma assumono le loro singole identità formali, con le loro peculiarità e differenze. Una terza prospettiva di analisi è quella aneddotica: spesso, infatti, il racconto di qualche episodio particolare, legato alla storia di una composizione, è l'elemento che si stampa più di altri nella nostra memoria e, soprattutto, incuriosisce in modo particolare chi non è del mestiere e non conosce da vicino l'ambiente musicale. Gli ultimi tre capitoli sono da considerare a parte rispetto a questo discorso. Nel primo, L'organizzazione sonora del palcoscenico, si affronta il problema dell'equilibrio fra le diverse fonti sonore di uno spettacolo lirico; in La musica d'uso, invece, l'autore offre una panoramica del settore musicale più leggero, sviluppatosi parallelamente al genere della musica cosiddetta seria, ma ugualmente riconosciuto dal pubblico. Con La musica d'avanguardia, Rattalino evidenzia infine le difficoltà di comprensione e di divulgazione della musica colta contemporanea, e conclude affermando che la nuova sfida per un compositore dei nostri giorni è trovare la giusta strada per la riconquista del pubblico.
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