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novembre 2001
teatro regio torino
Gérard Daguerre, autoritratto di un musicista di confine



Gérard Daguerre


Gérome Savary

Gérard Daguerre è il direttore musicale dell'Opéra Comique, sodale e complice di Jérôme Savary con cui ha rielaborato e infarcito la partitura della Carmen di Bizet. Musicista eclettico di solide basi classiche, dal 1981 Daguerre ha legato il suo nome e la sua fama a quella di una celebre cantante francese, Barbara, con la quale ha inciso cinque album pubblicati dalla Philips. Dal 1996 Savary lo ha coinvolto negli spettacoli Y'a d'la joie, La Périchole, Irma la douce, Mistinguett e naturalmente Carmen 2 le retour.
Gli inizi "La musica mi è piombata addosso per caso, visto che i miei genitori non lavoravano in quel settore. A cinque anni ho incominciato a strimpellare il pianoforte e ben presto è diventata una vera passione. A quindici mi sono trasferito da solo a Parigi, per perfezionarmi al Conservatorio. A Bayonne, mia città natale, ero considerato un genietto; a Parigi, confrontandomi con altri, mi sono reso conto che il mio livello era quasi mediocre. Per raggiungere buoni risultati c'era una sola soluzione: lavorare sodo. Ed è ciò che ho fatto. In quegli anni ho incontrato persone formidabili che mi hanno aiutato molto, come il pianista Fred Farrugia, che accompagnava numeri di vedette. Mi portava con sé negli studi di registrazione e ogni tanto mi lasciava suonare al posto suo. Ho capito che la mia vocazione alla musica classica vacillava e ho presto deciso di orientarmi verso il variété. Una autentica rivelazione è stata uno spettacolo di Sylvie Vartan. Mi sono detto: "Un giorno accompagnerò questa ragazza" e così è stato: ho lavorato con lei per quasi vent'anni! All'inizio è stata dura: ho suonato tre anni nell'Orchestra di Bobino: ogni due settimane il programma cambiava ed è stata una scuola eccellente per apprendere il mestiere. Ma non ho mai sofferto a Parigi, perché avevo la fede di un conquistatore".
La commedia musicale "Il mio interesse per la commedia musicale è abbastanza recente. In gioventù il mio contatto con il musical si è limitato alla scoperta di West Side Story, che ho adorato. Il primo a propormi di fare una commedia musicale è stato Alain Marcel. Abbiamo fatto Peter Pan al Casino de Paris. Uno spettacolo e un'esperienza bellissimi: Alain ha una cultura musicale incredibile. Lui mi ha orientato verso questa forma musicale e Savary ha fatto il resto".
Il lavoro di arrangiatore "Ascolto poco ciò che si è fatto prima, se no corro il rischio di creare una pallida copia. Faccio finta di non disporre delle fonti originali, parto da zero, come se scoprissi le canzoni. Ho proceduto così per lo spettacolo di Savary Y'a d'la joie su Charles Trenet. A parte le celeberrime, altre sue canzoni mi erano ignote. Per Irma è stato lo stesso: ho ascoltato una volta la cassetta dello spettacolo registrato per Colette Renard e ho letto gli spartiti canto e piano, che danno sì un'idea della linea melodica e del tempo, ma bisogna elaborarli, cambiare le armonie in funzione degli strumenti che si scelgono e del loro numero. Io preferisco avere qualche cosa sotto gli occhi che nelle orecchie. La mia matita di legno e la mia gomma sono le migliori alleate: non sono affatto abituato al computer. Le voci di certi cantanti sono fragili, occorre che non ci sia troppa roba sotto per metterle in risalto. È molto importante per un cantante non sentirsi "schiacciato". Il mio intento è che i cantanti siano il più possibile a proprio agio sulla scena. Per questo rifiuto le complicazioni inutili e tendo a una efficace semplificazione dei mezzi. È il mio modo di vedere le cose".
La collaborazione con Savary "Da quando lavoro stabilmente con lui all'Opéra Comique il mio tempo libero si è drasticamente ridotto. Jérôme è un vulcano di idee. Quando lavoriamo insieme a un progetto paradossalmente ci vediamo molto poco. Mi lascia ampia libertà di azione e credo di aver conquistato la sua piena fiducia".
I miei classici preferiti "Non ho mai smesso di studiare e suonare il repertorio classico. Per me è un'esigenza quotidiana, tutte le mattine faccio almeno due ore di tecnica e studio fughe e sonate: lo ritengo indispensabile. Adoro Rachmaninov e suono spesso Grieg. Amo i compositori che trasmettono energia: per questo preferisco Bach e Beethoven a Mozart".

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