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Gérard
Daguerre è il direttore musicale dell'Opéra Comique,
sodale e complice di Jérôme Savary con cui ha rielaborato
e infarcito la partitura della Carmen di Bizet. Musicista eclettico
di solide basi classiche, dal 1981 Daguerre ha legato il suo
nome e la sua fama a quella di una celebre cantante francese, Barbara,
con la quale ha inciso cinque album pubblicati dalla Philips. Dal
1996 Savary lo ha coinvolto negli spettacoli Y'a d'la joie, La Périchole,
Irma la douce, Mistinguett e naturalmente Carmen 2 le retour.
Gli inizi "La musica mi è piombata addosso per
caso, visto che i miei genitori non lavoravano in quel settore.
A cinque anni ho incominciato a strimpellare il pianoforte e ben
presto è diventata una vera passione. A quindici mi sono
trasferito da solo a Parigi, per perfezionarmi al Conservatorio.
A Bayonne, mia città natale, ero considerato un genietto;
a Parigi, confrontandomi con altri, mi sono reso conto che il mio
livello era quasi mediocre. Per raggiungere buoni risultati c'era
una sola soluzione: lavorare sodo. Ed è ciò che ho
fatto. In quegli anni ho incontrato persone formidabili che mi hanno
aiutato molto, come il pianista Fred Farrugia, che accompagnava
numeri di vedette. Mi portava con sé negli studi di registrazione
e ogni tanto mi lasciava suonare al posto suo. Ho capito che la
mia vocazione alla musica classica vacillava e ho presto deciso
di orientarmi verso il variété. Una autentica rivelazione
è stata uno spettacolo di Sylvie Vartan. Mi sono detto: "Un
giorno accompagnerò questa ragazza" e così è
stato: ho lavorato con lei per quasi vent'anni! All'inizio è
stata dura: ho suonato tre anni nell'Orchestra di Bobino: ogni due
settimane il programma cambiava ed è stata una scuola eccellente
per apprendere il mestiere. Ma non ho mai sofferto a Parigi, perché
avevo la fede di un conquistatore".
La commedia musicale "Il mio interesse per la commedia
musicale è abbastanza recente. In gioventù il mio
contatto con il musical si è limitato alla scoperta di West
Side Story, che ho adorato. Il primo a propormi di fare una commedia
musicale è stato Alain Marcel. Abbiamo fatto Peter Pan al
Casino de Paris. Uno spettacolo e un'esperienza bellissimi: Alain
ha una cultura musicale incredibile. Lui mi ha orientato verso questa
forma musicale e Savary ha fatto il resto".
Il lavoro di arrangiatore "Ascolto poco ciò che
si è fatto prima, se no corro il rischio di creare una pallida
copia. Faccio finta di non disporre delle fonti originali, parto
da zero, come se scoprissi le canzoni. Ho proceduto così
per lo spettacolo di Savary Y'a d'la joie su Charles Trenet. A parte
le celeberrime, altre sue canzoni mi erano ignote. Per Irma è
stato lo stesso: ho ascoltato una volta la cassetta dello spettacolo
registrato per Colette Renard e ho letto gli spartiti canto e piano,
che danno sì un'idea della linea melodica e del tempo, ma
bisogna elaborarli, cambiare le armonie in funzione degli strumenti
che si scelgono e del loro numero. Io preferisco avere qualche cosa
sotto gli occhi che nelle orecchie. La mia matita di legno e la
mia gomma sono le migliori alleate: non sono affatto abituato al
computer. Le voci di certi cantanti sono fragili, occorre che non
ci sia troppa roba sotto per metterle in risalto. È molto
importante per un cantante non sentirsi "schiacciato".
Il mio intento è che i cantanti siano il più possibile
a proprio agio sulla scena. Per questo rifiuto le complicazioni
inutili e tendo a una efficace semplificazione dei mezzi. È
il mio modo di vedere le cose".
La collaborazione con Savary "Da quando lavoro stabilmente
con lui all'Opéra Comique il mio tempo libero si è
drasticamente ridotto. Jérôme è un vulcano di
idee. Quando lavoriamo insieme a un progetto paradossalmente ci
vediamo molto poco. Mi lascia ampia libertà di azione e credo
di aver conquistato la sua piena fiducia".
I miei classici preferiti "Non ho mai smesso di studiare
e suonare il repertorio classico. Per me è un'esigenza quotidiana,
tutte le mattine faccio almeno due ore di tecnica e studio fughe
e sonate: lo ritengo indispensabile. Adoro Rachmaninov e suono spesso
Grieg. Amo i compositori che trasmettono energia: per questo preferisco
Bach e Beethoven a Mozart".
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SETTIMANALE |
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