TEATRO
REGIO TORINO
Stagione di Concerti 2001-02
giovedì
29 novembre 2001
ore 20.30
Coro del Teatro Regio
Bruno Casoni direttore
Brahms, Requiem tedesco
sabato
12 gennaio 2002
ore 20.30
Orchestra del Teatro Regio
Bruno Campanella direttore
Musiche di Gershwin, Respighi,
Franck
sabato
9 febbraio 2002
ore 20.30
Orchestra del Teatro Regio
Rudolf Barshai direttore
Musiche di Mozart, Schubert
sabato
16 marzo 2002
ore 20.30
Orchestra del Teatro Regio
Riz Ortolani direttore
Katina Ranieri voce
Gli Oscar in Musica
sabato
23 marzo 2002 ore
20.30
Orchestra del Teatro Regio
Yuri Ahronovich direttore
Vincent Lepape trombone
Musiche di Bloch, Dvorák
sabato
20 aprile 2002
ore 20.30
Orchestra del Teatro Regio
Shlomo Mintz direttore e violino
solista
Stefano Vagnarelli altro violino solista
Musiche di Mozart, Beethoven
giovedì
16 maggio 2002
ore 20.30
Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo
Marek Janowski direttore
Musiche di Brahms
giovedì
30 maggio 2002
ore 20.30
Orchestra e Coro del Teatro Regio
Semyon Bychkov direttore
Ruth Ziesak, Wilke te Brummelstroete,
James Gilchrist, Detlef Roth solisti
Bruno Casoni maestro del coro
Bach, Messa in si minore
Abbonamenti in vendita da martedì
13 novembre, biglietti da martedì 20 novembre
|
Al
Regio si fa anche musica e basta, senza scene, balletti, storie.
L'Orchestra, avviato da tempo un processo di rinnovamento, ha raggiunto
un organico ricco di individualità superiori e una riconoscibile
personalità di gruppo. La Stagione Sinfonica dell'Orchestra
del Teatro Regio non rappresenta quindi un semplice corollario all'attività
operistica, ma un'occasione per scoprire il valore puro di una compagine
strumentale che rifugge dalle ombre del golfo mistico da cui accompagna
i cantanti e commenta uno sfondo scenografico: lei stessa sa cantare
e dipingere quinte immaginarie.
I direttori Se ne sono accorti alcuni tra i direttori più
celebri del mondo come Rudolf Barshai, uno dei grandi nomi
del secolo, e i maestri già recentemente presenti in cartellone
che, non solo sono rimasti ammirati dalla pronta risposta dell'Orchestra
ai segni della loro bacchetta ma hanno scovato una data nella loro
fitta agenda per ritornare a lavorare presto con i nostri musicisti.
È il caso di Semyon Bychkov che ritorna, dopo la straordinaria
interpretazione dell'Oro del Reno, per dirigere una delle più
celebri e imponenti composizioni sacre di Bach: la Messa in si minore;
Yuri Ahronovich, che ha condotto con successo nel maggio
scorso Il nano di Zemlinsky, Marek Janowski, da poco a capo dell'Orchestre
Philarmonique de Monte-Carlo con l'intento di farla diventare una
formazione di riferimento nel panorama musicale europeo; Bruno
Campanella, affezionato ospite, autore nel passato di raffinate
letture di opere dell'Ottocento italiano e francese e Shlomo Mintz,
che interverrà nella doppia veste di violino solista e direttore.
Il Coro L'apertura e la chiusura della stagione sono rese preziose
dalla partecipazione del Coro del Teatro diretto da Bruno Casoni,
ormai considerato uno dei più importanti del mondo, che si
cimenta con due partiture monumentali come il Requiem tedesco di
Brahms e la Messa in si minore di Bach.
Due opere sacre che nessun legame stretto conservano con la liturgia
né precise connotazioni con la Cristianità: entrambe
parlano all'aura spirituale fragile e profonda che ogni persona
nasconde, anche sotto la catafratta rassicurante della modernità.
Il Requiem, che inaugurerà il ciclo di concerti il 29 novembre,
si presenta in una versione allestita solo sporadicamente - seppur
scritta di pugno dall'autore - per pianoforte a quattro mani, solisti
e coro: un'occasione per ascoltare l'ensemble vocale in scoperta
evidenza e apprezzare, in miniatura, la sapiente nervatura contrappuntistica
dell'accompagnamento.
I solisti Nell'ottica di rendere merito e visibilità alle
voci dell'Orchestra anche in questa stagione due musicisti di talento,
che coprono già le prime parti, saranno protagonisti di alcuni
appuntamenti: Vincent Lepape eseguirà la Sinfonia di Ernest
Bloch mentre Stefano Vagnarelli sarà impegnato in un esaltante
gioco dialettico con il violino e la bacchetta di Shlomo Mintz nel
Concerto per due violini e orchestra K. 190 di Mozart, opera ascoltabile
assai di rado.
Quale Novecento Non c'è solo il Novecento rivoluzionario
dei nuovi linguaggi e delle nuove estetiche, comprensibile solo
a pochi iniziati. I programmi del Regio seguono, per esempio, la
linea della riscoperta d'opere poco eseguite, per lo più
concepite nella prima metà del secolo e capaci di parlare
a tutti. Ancorate alla storia, come nel caso della Boutique fantasque
- dove Respighi rigenera temi rossiniani con un'orchestrazione pirotecnica
- o alle musiche dei popoli, come nell'Ouverture cubana di Gershwin,
affresco dai colori brillanti e dai ritmi sincopati di una terra
assolata e vitale.
Altro filone novecentesco è quello fondato sulla ricerca
di nuovi idiomi e maggiori occasioni di protagonismo per strumenti,
nel passato, subordinati al gruppo o poco esplorati: è il
caso del già citato lavoro di Bloch per trombone e orchestra.
Il concerto dedicato alle musiche da film vincitrici dell'Oscar
come migliore colonna sonora è un omaggio alla nuova arte
- crogiuolo di arti - del secolo. Condurrà Riz Ortolani,
la cui storia coincide perfettamente con quella della stagione più
fertile del cinema italiano e canterà Katina Ranieri, indimenticata
interprete delle musiche di Fratello Sole, Sorella Luna.
La tradizione Coloro che identificano la musica d'orchestra con
il grande repertorio classico e romantico troveranno, oltre al virtuosismo
beethoveniano del Concerto per violino op. 61, l'impetuoso sinfonismo
di Brahms, l'ultimo Schubert e il Mozart maturo.
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