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novembre 2001
teatro regio torino
I suoni "impressivi" di Claudio Lugo

 

Claudio Lugo

Leyendo Jodo è dedicato ad Alejandro Jodorowsky, regista cinematografico cileno, autore di prose visionarie, surreali ed esoteriche come il suo film più celebre, La montagna sacra. A lui e alla sua passione per i tarocchi si è ispirato il saxofonista e compositore Claudio Lugo, già ospite della Biennale Musica di Venezia, dei Monday Evening Concerts di Los Angeles e del Mama Theatre di New York, alla guida dell'Impressive Ensemble, formazione al debutto animata da forti individualità dalla vena spregiudicata che intreccia la performance alle installazioni video di Roberto Masotti.

Quale significato ha il titolo dello spettacolo?
"Leyendo Jodo (Leggendo Jodorowsky, ma mi dicono che in spagnolo gergale "jodo" significa "rompo le scatole", quindi anche Leggendo rompo) rimanda all'inclinazione di Impressive Ensemble di privilegiare, nella costruzione del proprio progetto creativo, il testo, letterario o meno, inteso come propulsore primario dell'azione musicale. Una radicalizzazione, se si vuole, della reading performance come fu intesa dalla beat generation, ma dove il linguaggio musicale si appropria appieno, anche "abusivamente", del linguaggio poetico, per promuovere riflessioni/rifrazioni divergenti, e sperimentare possibili analisi emotive a mezzo di strutture sonore. Per questo l'organico di Impressive ruota attorno alla presenza protagonistica delle due voci extra-ordinarie di Cristina Zavalloni e Andrea Ceccon, voci capaci di coprire una tale vastità di tecniche accademiche e antiaccademiche, tradizionali e non convenzionali, arcaiche e moderniste (oltre che, ovviamente, maschili e femminili), da costituire, nel loro intreccio, lo strumento ideale per una comunicazione a 360° del testo "propulsore". Proprio Jodorowsky, nello sceneggiare assieme a Moebius il ciclo dell'Incal, si riferisce al mito del "perfetto ermafrodita" come utopia dell'esatto equilibrio fusionale tra maschile e femminile; le voci di Cristina e Andrea potrebbero essere, per certi aspetti, un tentativo di restituirne l'immagine fonica".

Quanto è importante il ruolo dell'Impressive Ensemble nell'esecuzione della sua musica?
"Ho scelto i sei musicisti di Impressive per le loro specifiche qualità individuali, irripetibili in altri contesti. La nostra musica è provocata da impulsi che, in una fase iniziale, mi incarico di organizzare e trasmettere in qualità di "regista", ma appena l'impulso tocca il gruppo, esso inizia un processo elaborativo immediato in virtù dell'alta quota creativa. Io ho cura, per esplicito accordo, di fornire guida e coordinazione alla trasformazione dell'impulso in musica. Se offro spunti di scrittura musicale, essi sono sempre, a vario livello, aperti a processi elaborativi dei singoli strumentisti. Non parlerei assolutamente di esecuzione, in questo caso; direi meglio esplorazione. Ecco, Impressive è un gruppo di eccellentissimi esploratori che hanno scelto di seguirmi in territori che nemmeno io, in fondo, conosco. Ne ipotizzo l'esistenza... e si va insieme a vedere cosa c'è... Ciò che accade
dopo è storia di proprietà esclusivamente collettiva"
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