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novembre 2001
Conservatorio
Una serata verdiana
di Andrea Lanza

 

Giuseppe Verdi

Il Conservatorio di Torino è intitolato alla memoria di Giuseppe Verdi sin dalla sua costituzione come Istituto Musicale avvenuta lo stesso anno della morte del grande compositore. Noblesse oblige e nella seconda delle sue Serate Musicali di quest'anno il Conservatorio celebrerà insieme l'anno verdiano e il centenario della propria intitolazione. Lo farà in un modo particolare, proponendo in concerto non solo rarità verdiane ma anche un campionario della sterminata letteratura ottocentesca di trascrizioni, fantasie, reminiscenze e parafrasi sui motivi tratti dalle opere, al quale Verdi dovette in larga misura la sua popolarità.
Una letteratura di seconda mano, spesso di infimo ordine, che traduceva in moneta spicciola i grandi capolavori offrendo anche a piccoli editori e musicanti la possibilità di accaparrarsi le ricadute delle opere di successo (più o meno come avviene oggi con i gadget e le t-shirt ispirati agli eroi televisivi).
Già all'epoca non mancarono i censori che le bollarono come espressioni di cattivo gusto. Ma, piaccia o no, esse svolsero nell'Italia contadina del tempo una funzione determinante nell'educare musicalmente la massa di quelli che non potevano andare a teatro e nel diffondere, appunto con la musica di Verdi, l'idea di una cultura e di una lingua "nazionali".
Di questo repertorio sconfinato, caduto in disuso con l'avvento della radio e del grammofono e con la scomparsa delle bande di paese e dei melomani di villaggio, il concerto del 30 novembre offrirà un florilegio necessariamente ridotto all'essenziale, ma che includerà anche alcune rarità tratte dagli archivi del Conservatorio.

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