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Che significato ha per lei inaugurare la stagione dell'Unione Musicale:
proverà un'emozione particolare suonando da solista nella sua
città oppure sarà un concerto come gli altri cento che
tiene ogni anno in giro per l'Europa?
"Per un musicista torinese sono molto più rare le occasioni
di suonare nella sua città che altrove: anche nel mio caso
è così. Questo dovrebbe far pensare che al momento di
esibirsi "a casa" si crei molta tensione, appunto
perché capita di rado. Per me è l'esatto contrario.
Forse proprio perché non vivo più a Torino, starci su
un palcoscenico con il violino tra le braccia mi sembra la più
spontanea e congeniale delle situazioni torinesi: mi sento a mio agio,
circondato dagli amici che posso riunire tutti insieme. Certo, inaugurare
la stagione dell'Unione Musicale è una responsabilità
enorme e sono felicissimo che ciò avvenga con un concerto di
Mozart perché proprio su Mozart Daniel Harding e io
abbiamo fatto un attentissimo lavoro di interpretazione".
Al
di là dei giudizi della critica, che possono essere più
o meno lucidi o emotivi, quali sono le peculiarità musicali
di Harding che hanno saputo conquistare l'apprezzamento della Gustav
Mahler Chamber Orchestra, di cui lei è violino di spalla,
e la sua stima in particolare?
"Daniel è geniale, tecnicamente è il direttore
più dotato che abbia mai visto, ha un gesto impeccabile e
una straordinaria naturalezza. E poi è assolutamente inarrestabile
e inafferrabile, nel senso che ha un'attività cerebrale che
gira a mille. È una delle persone più interessanti
con cui affrontare delle sfide. D'altronde è proprio una
sfida il motivo per cui io ho fondato l'GMCO, una sfida alle
istituzioni immobili, una sfida alle orchestre che si sciolgono
e chiudono. Daniel è la persona più adatta perché
per lui tutto è una sfida. Forse proprio questo aspetto viene
spesso frainteso dalla critica: la sua energia e il suo modo di
vedere le cose, talvolta anche un po' assolutistico, vengono recepiti
in modo negativo perché sembra che debba sempre sorprendere
il mondo. Invece è la condizione necessaria a rompere
degli schemi che in fondo stanno un po' stretti sia a lui che a
me".
Su
cosa si basa il vostro affiatamento? Coincidenza nelle idee interpretative,
affinità caratteriali o condivisione del "fare musica"?
"Ci siamo trovati insieme quasi per caso, quando la nostra
Orchestra appena nata è stata scelta per la produzione del
Don Giovanni curata da Peter Brook ad Aix-en-Provence, sul podio
della quale Claudio Abbado lo ha invitato ad alternarsi con lui.
Ci siamo capiti al volo: la sua interpretazione di Mozart coincideva
con quello che era il mio sogno di fare Mozart, mai realizzato perché
non avevo ancora trovato l'interlocutore adatto. In poche parole
una interpretazione che sintetizza la tecnica moderna e la ormai
trentennale prassi esecutiva barocca, attendibile da un punto di
vista filologico. Un nuovo concetto interpretativo insomma".
Vi
esibite spesso in qualità di direttore e solista lei e Harding?
Mai uno screzio, una divergenza di vedute?
"Mai successo, nemmeno con la GMCO, che Daniel abbia diretto
un mio concerto solistico. In anni di intenso lavoro come spalla
e direttore tra di noi non ricordo contrasti di natura musicale
o umana: il nostro rapporto è basato su un sano confronto
dialettico, sempre costruttivo, perché ci lega un modo di
vedere la musica al di là degli schemi. Se insorgono problemi
si risolvono. Ciascuno di noi ha la piena consapevolezza dei propri
compiti".
Il
ruolo di vicepresidente e di coordinatore artistico della GMCO sottrae
tempo prezioso alla sua professione di musicista con incombenze
amministrative e organizzative o riesce a conciliare bene le due
attività?
"Fare le due cose è molto impegnativo. Per questo motivo
da qualche tempo mi sono trasferito a Berlino, città straordinaria
dove ha sede l'ufficio dell'Orchestra. Sentivo comunque la necessità
di "emigrare" e la scelta di Berlino è stata quasi
obbligata".
Che
cosa rappresenta per lei Torino?
"Ho legami fortissimi con la città, ma in questo momento
della mia esistenza vedo Torino come il luogo per me ideale tra
vent'anni. Quando si calmerà, anche per esigenze vitali,
la frenesia della mia attività, allora Torino sarà
il porto in cui approdare, perché è meravigliosamente
tranquilla. Negli ultimi tempi mi capitava di transitarvi per pochi
giorni non avendo modo di riallacciare e coltivare tutte le amicizie.
Torino è una città un po' chiusa, riservata, che richiede
del tempo per essere compresa e apprezzata e diffida della superficialità.
I miei ritmi attuali non si conciliano quindi con quelli torinesi.
Ma da ciò che vedo è comunque una delle città
italiane più vivaci dal punto di vista culturale e musicale".
Perché
proprio il Concerto in la maggiore K. 219 di Mozart? È lei
a preferirlo agli altri oppure è stato Harding ad averlo
scelto?
"L'ho studiato molto a fondo e credo che sia il concerto ideale
tra quelli scritti da Mozart per manifestare il tipo di visione
che Daniel e io abbiamo della sua musica. Dovendone scegliere uno,
non ho avuto dubbi. E sono felicissimo di suonarlo proprio in questa
occasione, a Torino, per l'Unione Musicale".
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IN MUSICA |
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Una
scheda su Daniel Harding |
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Il
sito ufficiale della Mahler Chamber Orchestra |
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Il
sito ufficiale dell'Orchestra della Toscana |
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L'Orchestra
della Toscana
è un complesso formato da 45 elementi attivo, nella
propria regione e su tutto il territorio nazionale, dal
1980. Alla direzione artistica si sono succeduti negli
anni Luciano Berio
e quindi Giorgio Battistelli, che conserva la carica ancora
oggi. Interprete duttile di un ampio repertorio che dalla
musica barocca arriva fino ai compositori contemporanei,
con una precisa vocazione per il Novecento storico, l'Orchestra
è stata diretta e ha collaborato con innumerevoli
direttori e solisti di fama internazionale. Collabora
stabilmente con il Maggio Musicale Fiorentino, con il
Ravenna Festival
e con il Rossini Opera Festival
e dal 1992 ha compiuto tournée
in Europa, Stati Uniti, Giappone
e Sud America. |
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lunedì 1 ottobre Teatro Regio ore 21
serie blu, gialla, verde
Orchestra della Toscana
Daniel Harding direttore
Antonello Manacorda violino
Concerto di inaugurazione
Musiche di Beethoven, Mozart, Mendelssohn |