|

|
Il suo ultimo disco contiene la cantata Le campane di Rachmaninov,
ed è grandioso. Pletnev dirige l'Orchestra Nazionale Russa
come un ragazzino cavalca la propria bicicletta, senza un'esitazione,
un ripensamento. Senza un pensiero che disturbi la visione precisa
della partitura.
Lui è così: appassionato e perfetto, convincente
e impeccabile.
Lo ascolti e hai l'impressione assurda che la musica che sta dirigendo
si debba davvero suonare "soltanto" come la fa suonare lui,
nel modo in cui lui la presenta, annullando in un colpo solo la stessa
"possibilità" che esistano altre interpretazioni.
Ma si può andare alla scoperta di Pletnev anche comprandosi
quel disco in cui suona musiche di Chopin. Un disco francamente
straordinario. Non perché Pletnev rovesci gli equilibri ai
quali siamo abituati, svelandoci chissà quale nuovo modo di
ascoltare musica nota; è straordinario perché ti lascia
addosso una sorta di brivido biforcuto. Da un lato ascolti il piacere
del rubato, dell'irrequietezza ritmica, della vitalità che
doveva avere il pianismo dell'Ottocento prima che noi del ventesimo
secolo ci mettessimo a ripulirlo; dall'altro, però, godi di
quello stesso piacere in un contesto di perfezione sonora, di asciuttezza
dinamica, di precisione del fraseggio che sbalzano quella musica fuori
dal suo tempo e ce la fanno sentire più vicina.
È teatrale, il suo modo di suonare, è enfatico, è
ricco di ammiccamenti lanciati verso il pubblico: ma il suo è
teatro alla Ronconi, perfetto, rifinito, grandiosamente velato da
una mano di grigio. E dunque un po' già festeggi all'idea che
Pletnev ti faccia ascoltare Chopin, perché trovi legittimo
aspettarti una serata di meraviglia.
Festeggiarono peraltro, vent'anni fa, anche i giurati del Concorso
"Tchajkovskij" di Mosca quando tributarono la medaglia
d'oro e il primo premio a un Mikhail Pletnev ventunenne.
Lui, grato, fece in modo di farsi onore in giro per il mondo fino
a che, nel 1988, Gorbaciov lo invitò a esibirsi al vertice
delle superpotenze di Washington. Fu un riconoscimento importante,
lo si capisce; ma fu soprattutto l'occasione perché i due uomini
si incontrassero, stringessero un'amicizia e gettassero le basi per
la realizzazione di un sogno che Pletnev serbava da tempo: formare
un'orchestra russa indipendente dallo Stato. Nel 1990 Gorbaciov gli
diede una mano e la fama di Pletnev, la sua idea di un nuovo modello
per l'esecuzione musicale in Russia, convinsero molti dei migliori
musicisti del paese a far parte dell'Orchestra Nazionale Russa, centocinque
elementi, nessuna sicurezza per il futuro, in tasca molto entusiasmo
e l'orgoglio di essere la prima orchestra indipendente dalla rivoluzione
del 1917.
Con la "propria" orchestra Pletnev ha intrapreso
una carriera come direttore che ha regalato al mondo un nuovo talento
e, manco a dirsi, ha fatto rapidamente decollare la reputazione della
nuova formazione. Come ospite ha diretto e dirige orchestre in tutto
il mondo ma, naturalmente, il suo rapporto con la RNO è
rimasto assolutamente saldo (ne è attualmente responsabile
musicale e direttore principale).
Ciò che molti temevano, dopo il decollo dell'orchestra, era
che Pletnev riducesse la propria attività come pianista: è
d'uso fare così, raggiungere podio e bacchetta e chiudere per
sempre il coperchio del pianoforte.
Lui
invece ha scelto di continuare a esibirsi e a incidere dischi e, tanto
per scoraggiare chi volesse chiuderlo dentro la gabbia di un solo
mestiere, si è messo anche a comporre (dal suo catalogo tutti
citano un Trittico per orchestra sinfonica, una Fantasia su temi kazaki
per violino e orchestra e un Capriccio per pianoforte e orchestra)
e ha realizzato due arrangiamenti pianistici di successo (le suite
dallo Schiaccianoci e dalla Bella addormentata di Tchajkovskij).
Tra parentesi, per non essere da meno di Gorby, anche Eltsin nel 1995
gli ha conferito un premio (il primo Premio di Stato della Federazione
Russa), tributandoglielo poi una seconda volta l'anno dopo. E
oggi, inserito dalla Deutsche Grammophon in un piano di registrazioni
che continua a produrre capolavori, Pletnev è uno di quegli
artisti dei quali è diventato difficile pensare di fare a meno.
|
| NAVIGARE
IN MUSICA |
 |
Un
sito dedicato a Mikhail Pletnev |
 |
Il
sito ufficiale della Russian National Orchestra |
 |
| CALENDARIO
SETTIMANALE |
 |
1
/7 ottobre |
 |
8/14
ottobre |
 |
15
/21 ottobre |
 |
22
/28 ottobre |
 |
29
/31 ottobre |
|