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All'interno della produzione vivaldiana il campo della musica vocale
sacra è uno tra i più difficili da esplorare, ma
anche uno tra i più intriganti. Si tratta d'una cinquantina
di composizioni riconosciute come autentiche, per la maggior parte
scritte per il Coro del Pio Ospedale della Pietà negli anni
1713-19 e 1737-39.
Per la natura dei testi musicati, per le dimensioni della parte musicale,
nonché per i mezzi vocali e strumentali dispiegati esse costituiscono
un corpus davvero succulento. Chi non credesse all'auctoritas d'uno
specialista quale Michael Talbot, non ha da far altro che riandare
con la memoria alla splendida Juditha triumphans ascoltata
al Regio lo scorso ottobre, oppure ascoltare lo splendido cd appena
edito da Opus 111 all'interno della Collezione Vivaldi (il primo della
serie Musica sacra). Dal Concerto Italiano di Rinaldo Alessandrini,
protagonista di questa prima incisione, il testimone ritornerà
idealmente all'Academia Montis Regalis, cui è stata
affidata l'esecuzione di 5 dei 12 Mottetti del Codice Giordano 32
della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.
Vengono definiti "mottetti", ma in realtà,
come fa notare Quantz, sono piccole cantate sacre solistiche
su testo in un latino un po' maccheronico, costituite da due arie,
due recitativi suggellati da un Alleluia conclusivo. Lo stile è
affine a quello delle arie d'opera vivaldiane: l'accompagnamento strumentale
è un po' più semplificato; viceversa la parte vocale
è persino più fiorita ed è melodicamente assai
espressiva e seducente. Questi Mottetti, che di solito venivano eseguiti
durante la messa dopo il Credo, saranno l'oggetto d'un nuovo cd (sempre
di Opus 111), di cui il concerto di lunedì 29 ottobre (Conservatorio,
ore 21) può essere considerato una significativa anteprima.
Anche questa volta l'Academia Montis Regalis ricorrerà alla
collaborazione con artisti di collaudata esperienza, la bacchetta
di Alessandro De Marchi e le voci di Anke Hermann e di Laura Polverelli.
Il pubblico di Torino ha avuto già modo di apprezzare la freschezza
e l'agilità vocale della soprano tedesca nell'Isola disabitata
di Haydn (maggio 2000) e nella Juditha triumphans. Il contralto italiano
è, invece, una scoperta più recente: quest'anno l'abbiamo
potuta apprezzare nell'esecuzione di alcune cantate profane da camera
di Vivaldi, cui verrà dedicato un altro cd, in uscita nel prossimo
anno.
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