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ottobre 2001
unione musicale
Il Vivaldi dei Mottetti, sconosciuto e succulento
di Angelo Chiarle

 

Academia Montis Regalis

All'interno della produzione vivaldiana il campo della musica vocale sacra è uno tra i più difficili da esplorare, ma anche uno tra i più intriganti. Si tratta d'una cinquantina di composizioni riconosciute come autentiche, per la maggior parte scritte per il Coro del Pio Ospedale della Pietà negli anni 1713-19 e 1737-39.
Per la natura dei testi musicati, per le dimensioni della parte musicale, nonché per i mezzi vocali e strumentali dispiegati esse costituiscono un corpus davvero succulento. Chi non credesse all'auctoritas d'uno specialista quale Michael Talbot, non ha da far altro che riandare con la memoria alla splendida Juditha triumphans ascoltata al Regio lo scorso ottobre, oppure ascoltare lo splendido cd appena edito da Opus 111 all'interno della Collezione Vivaldi (il primo della serie Musica sacra). Dal Concerto Italiano di Rinaldo Alessandrini, protagonista di questa prima incisione, il testimone ritornerà idealmente all'Academia Montis Regalis, cui è stata affidata l'esecuzione di 5 dei 12 Mottetti del Codice Giordano 32 della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.
Vengono definiti "mottetti", ma in realtà, come fa notare Quantz, sono piccole cantate sacre solistiche su testo in un latino un po' maccheronico, costituite da due arie, due recitativi suggellati da un Alleluia conclusivo. Lo stile è affine a quello delle arie d'opera vivaldiane: l'accompagnamento strumentale è un po' più semplificato; viceversa la parte vocale è persino più fiorita ed è melodicamente assai espressiva e seducente. Questi Mottetti, che di solito venivano eseguiti durante la messa dopo il Credo, saranno l'oggetto d'un nuovo cd (sempre di Opus 111), di cui il concerto di lunedì 29 ottobre (Conservatorio, ore 21) può essere considerato una significativa anteprima.
Anche questa volta l'Academia Montis Regalis ricorrerà alla collaborazione con artisti di collaudata esperienza, la bacchetta di Alessandro De Marchi e le voci di Anke Hermann e di Laura Polverelli. Il pubblico di Torino ha avuto già modo di apprezzare la freschezza e l'agilità vocale della soprano tedesca nell'Isola disabitata di Haydn (maggio 2000) e nella Juditha triumphans. Il contralto italiano è, invece, una scoperta più recente: quest'anno l'abbiamo potuta apprezzare nell'esecuzione di alcune cantate profane da camera di Vivaldi, cui verrà dedicato un altro cd, in uscita nel prossimo anno.
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