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Musica danza scena gesto parola immagine tecnologia: il Piccolo
Regio Laboratorio 2001-2002 - ventuno appuntamenti articolati
dal 6 novembre al 31 maggio - procede nell'ambito della ricerca intermediale
e della sintesi tra linguaggi intrapresa nelle due passate edizioni.
Lavori di compositori emergenti come Mario Arcari, Jon Balke,
Ezio Bosso, Claudio Lugo e Carlo Pestelli si alternano a opere
di autori celebri come Benjamin Britten, John Cage, Philip
Glass, Mauricio Kagel e Astor Piazzolla.
Gruppi e interpreti autorevoli nella musica contemporanea - Divertimento
Ensemble, Sentieri Selvaggi, Tam-Teatromusica, Mario Brunello,
Carlo Boccadoro e Sandro Gorli - si avvicendano con altri di recente
formazione e vocazione, ad esempio il neonato Impressive Ensemble,
o attivi in zone di confine come i Klezroym e la Banda del Barrio.
Aumenta in modo significativo la presenza della danza, perché
di questi tempi sono i coreografi a imprimere maggiore propulsione
al confronto tra linguaggi di varia provenienza alla ricerca di nuovi
oggetti d'arte. Sette diverse compagnie presentano altrettanti spettacoli
dando vita a una piccola ma significativa rassegna di coreografi italiani
che all'estero hanno trovato le condizioni migliori per realizzare
la loro poetica.
Un rilievo particolare assume il coinvolgimento dell'Unione Musicale
di Torino, della Fondazione Carlo Felice e del Teatro dell'Archivolto
di Genova nella coproduzione di tre dei diciotto titoli: significa
che il Piccolo Regio Laboratorio ha saputo contagiare altri partner
nel tentativo di creare un network in grado di stimolare la creazione
e di ottimizzare la diffusione di musica e di danza contemporanee,
sempre più esposte al rischio di annegare nel mare magnum dell'omologazione
culturale.
Proprio a un artista che della lotta all'omologazione ha fatto la
propria bandiera è dedicato Leyendo Jodo, spettacolo
che inaugura la stagione il 6 novembre, dove Jodo sta per Alejandro
Jodorowsky, regista cinematografico cileno, autore di prose visionarie,
surreali ed esoteriche come il suo film più celebre, La montagna
sacra, finito di girare il quale fuggiva in Messico ad apprendere
l'arte dei tarocchi. A lui si è ispirato per la sua musica
il saxofonista e compositore Claudio Lugo, già ospite
della Biennale Musica di Venezia, dei Monday Evening Concerts di Los
Angeles, del Mama Theatre di New York e del Koninklijk Conservatorium
dell'Aia, alla guida dell'Impressive Ensemble, formazione al debutto
animata da forti individualità dalla vena spregiudicata che
intreccia la performance alle installazioni video di Roberto Masotti.
Il 27 novembre è di scena la follia organizzata di Sol
Picó, trasgressiva danzatrice catalana che nel suo Bésame
el cactus distribuisce pomodori al pubblico e compie spericolate azioni.
Rischio e paura sono i temi sui quali si articola lo spettacolo, che
prevede anche una danza a piedi nudi e occhi bendati tra vasi di cactus
Ancora danza il 4 dicembre: quella di Ariella Vidach,
erede del post-modern americano e delle tecniche della contact improvisation.
Il tecnologico Opus # 1 si avvale di un sistema interattivo composto
da tre differenti software che traduce gli spostamenti nello spazio,
i colori dei costumi, le forme del movimento in informazioni Midi,
permettendo così di elaborare in tempo reale il suono di Lorenzo
Brusci e le immagini di Claudio Prati.
Carlo Pestelli, scrittore di canzoni e chitarrista, è protagonista
l'11 dicembre di Zeus ti vede, serata di suoni randagi da una città
in bianco e nero, Torino, con ospiti a sorpresa di vario genere, età
e stazza. Tradizione, quella di Fred Buscaglione e Fausto Amodei,
e innovazione si incontrano nella musica e nei testi di Pestelli,
originali proprio perché hanno radici nella consapevolezza
di un passato.
La compagnia Tam-Teatromusica presenta il 19 dicembre Barbablù,
in principio, un'operina di teatro sonoro in sette movimenti firmata
da Michele Sambin. Da Perrault a Maeterlenck, da Fritz Lang a Bartók
le citazioni si intrecciano in un congegno visivo-sonoro-gestuale
di raro rigore stilistico, che può contare sulla elaborazione
elettronica del suono di Alvise Vidolin.
L'anno nuovo si apre il 7 e l'8 gennaio con la Carta bianca
a due grandi artisti veneti che hanno deciso di continuare il sodalizio
dopo la drammatizzazione di Verklärte Nacht di Schoenberg.
Stiamo parlando di Mario Brunello e Marco Paolini, l'uno violoncellista
straordinario, l'altro attore, autore e regista famoso per Vajont,
Il milione e Bestiario veneto. La loro Carta bianca è un work
in progress in tutti i sensi.
Ascanio Celestini, vincitore del Concorso di Nuova Drammaturgia del
Teatro di Roma voluto da Mario Martone e collaboratore di Dario Fo
e Moni Ovadia, con la poesia e la dolcezza che gli sono proprie ha
elaborato uno spettacolo che racconta degli ebrei e zingari reclusi
in un ghetto polacco. Saccarina! Cinque al soldo, in programma il
18 gennaio, ha l'impianto musicale in forma di suite dalle
sonorità jazz, balcaniche e klezmer, ideato ed eseguito dai
Klezroym arrangiando melodie e canti popolari autentici, tratti dal
libro Singing for Survival di Gila Flam.
Il 28 febbraio il coreografo napoletano Enzo Pezzella interpreta
Parte no mea, pièce di teatro danza prodotto dalla Compagnia
Onnagata Rea che ha sede a Bruxelles. Si tratta di un assolo dedicato
a Pinocchio in cui il burattino e il danzatore si evolvono come figure
solitarie; una coreografia in permanente fuga che allinea quadri successivi
dove si incrociano ingenuità, poesia e grottesco.
Per mettere in scena Orlando, il 7 marzo, Giuseppe Zambon,
già animatore del Cabaret Voltaire e ideatore di numerosi progetti
interattivi tra voce e immagine digitale, anche per Experimenta e
il Salone della Musica, si avvale di tutta la sua conoscenza delle
nuove tecnologie. Si tratta infatti di teatralizzare quell'inesauribile
tesoro di sensazioni che è il romanzo di Virginia Woolf
pubblicato nel 1929, dove si narra la vita di un cavaliere inglese
vissuto tre secoli cambiando anche sesso. Le componenti dello spettacolo
interagiscono con l'immagine digitale contaminata dal teatro di ombre
della compagnia Controluce. La musica è di Ezio Bosso, contrabbassista
e compositore torinese, autore tra l'altro della colonna sonora dei
film di Gianluca Tavarelli Un amore e Qui non è il paradiso.
Il 15 marzo la coreografa ferrarese Monica Casadei porta sul
palcoscenico la vicenda biografica del pittore naïf Antonio
Ligabue. Sulla scena della memoria si traduce l'universo del pittore
in una danza insieme drammatica e comica, tenera e ironica, folle
e sognante, sulle musiche eseguite dal vivo dall'eclettico polistrumentista
Mario Arcari.
Non è una irreversibile negazione del melodramma ma è
la celebrazione di quel genere musicale la Europera No. 5 (22
marzo) composta dieci anni fa da John Cage. Un cantante, che
ne sceglie un altro compatibile con lui, ciascuno dei quali presenta
sei arie a scelta del repertorio da Gluck a Puccini; un pianista che
esegue parafrasi di celebri arie d'opera à la manière
de Liszt; un suonatore di victrola, grammofono sul quale girano vecchie
incisioni. Ecco la sintesi di due secoli di teatro musicale in sessanta
minuti, messa in scena dal fondatore del Teatro di Dioniso Walter
Malosti con il coordinamento musicale di Carlo Boccadoro.
Dopo lo straordinario successo ottenuto la scorsa stagione con Aria
spinta, il 4 aprile ritorna, con un nuovo spettacolo frenetico
ed esilarante prodotto dal Teatro di Lucerna, la compagnia italo-praghese
Déjà donné di Simone Sandroni e Lenka
Flory: Fair Copy, ossia In bella copia, vede la partecipazione
di artisti provenienti da mezza Europa e Giappone.
L'11 e il 12 aprile è in programma la prima esecuzione
italiana di Nella colonia penale, opera da camera di Philip
Glass basata sul racconto di Franz Kafka che narra di una
macabra macchina della tortura che incide con aghi acuminati il verdetto
sulla pelle del condannato. Per l'occasione si è commissionata
una nuova traduzione ritmica italiana al librettista Marco Ravasini.
Giorgio Gallione, il regista di Benni e Pennac più volte presente
nel cartellone del Regio, firma il nuovo allestimento coprodotto dall'Unione
Musicale e dal Teatro Carlo Felice. Carlo Boccadoro, che di Glass
è cultore della prima ora e amico, dirige l'ensemble Sentieri
Selvaggi.
Alessandro Haber si è accorto che cantare gli riesce
altrettanto bene che recitare. Ha scelto di fare le due cose insieme
nello spettacolo/concerto Tango d'amore e coltelli, in programma
il 16 aprile. I testi di Jorge Luis Borges e di Horacio Ferrer,
che lungamente hanno collaborato con Astor Piazzolla, raccontano
con il pathos e l'ironia un mondo di speranza e disillusione, attraversato
dal sogno di una vita migliore e dall'incubo del presente. Le musiche
del re del tango sono eseguite dalla Banda del Barrio.
Caterina Sagna, figlia d'arte di origine torinese attiva soprattutto
all'estero nell'ambito della danza di ricerca, allieva e poi assistente
di Carolyn Carlson che l'ha invitata a insegnare all'Accademia
Isola Danza della Biennale di Venezia, il 18 aprile presenta Sorelline,
mentre l'8 maggio è la volta di un altro coreografo di talento
emigrato all'estero, Francesco Scavetta, salernitano che risiede in
Norvegia, anch'egli ospite all'ultima edizione della rassegna veneziana.
Un improvviso, inatteso svenimento si intitola il suo duo con musica
dal vivo composta da Jon Balke, una piccola storia fatta d'epifanie
e metamorfosi, di humour e fragilità.
Il piccolo spazzacamino di Benjamin Britten, in scena il 17
maggio, ha cinquant'anni ma non li dimostra. Questa operina di ispirazione
dickensiana è un divertente capolavoro di divulgazione. Non
soltanto il Coro di voci bianche di Regio e Conservatorio diretto
da Claudio Marino Moretti ma anche il pubblico in sala è
chiamato a partecipare all'esecuzione insieme a solisti e strumentisti
dei complessi del Regio guidati da Sandro Galoppini.
Chiude la stagione, il 30 maggio con replica il 31, Variété,
scritto da Mauricio Kagel nel 1977 con l'intenzione di combinare
un certo numero di idiomi musicali con il tradizionale stile del vaudeville:
nuovi brani musicali, senza legami con contenuti plastici e visivi,
vengono messi a confronto con altre forme chiuse di rappresentazione.
Sergio Bini, in arte Bustric, prima artista girovago e di piazza
quindi attore cinematografico per Tornatore, Comencini e Benigni nella
Vita è bella, è il protagonista di questo théâtre
trouvé. Sandro Gorli dirige uno dei più autorevoli gruppi
di musica contemporanea in Europa, il Divertimento Ensemble.
Filippo
Fonsatti
coord. Piccolo Regio Laboratorio
Walter Vergnano
sovrintendente
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