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argomenti del mese |
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Haydn
a Torino: sì, no, forse, però
di Enzo Restagno |
Nel
marzo scorso, in occasione della presentazione del Festival Settembre
Musica, Enzo Restagno, direttore artistico della rassegna, ha proposto
di adottare Joseph Haydn quale "padre musicale spirituale"
della città di Torino. Abbiamo raccolto su quest'argomento
l'opinione di musicologi e intellettuali torinesi...
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Il
Re Lear di Ronconi
di Filippo Fonsatti |
Nonostante
il teatro di Shakespeare abbia fornito innumerevoli libretti, quella
di Aribert Reimann è la prima opera degna di questo nome su
Re Lear: secondo lei può darsi che la rinuncia di Verdi a musicare
la tragedia abbia influenzato generazioni successive di compositori
che ritenevano quasi infallibile il suo istinto per i soggetti?...
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La
passione di Pollini
di Sandro Cappelletto |
L'indiscutibile
competenza, abilità, tecnica è il requisito indispensabile
per il primato di un artista. Non è tuttavia sufficiente a
trasformare un interprete in un punto di riferimento.
Tralasciando le esibizioni da fanciullo, i primi concerti adolescenziali,
Maurizio Pollini è pubblicamente "in carriera" dal
1960, quando - diciottenne - vince il Concorso "Chopin"
di Varsavia...  |
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Un
capolavoro tormentato
di Daniele Spini |
Quattro
partiture a stampa, due versioni autografe, una sola sinfonia. La
storia dell'Ottava sinfonia di Bruckner sta in questi tre numeri.
Se li disponiamo in ordine crescente, da uno a quattro, ci sintetizzano
una vicenda complicata: la creatività di Bruckner e la sua
tendenza costante al ripensamento... |
Il
decalogo del buon critico
di Giorgio Pestelli |
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Non
c'è bisogno del critico per commentare la stecca che sentono
tutti, e la sensibilità del non competente, del pubblico comune,
in una certa serata può essere anche più sveglia di
quella del critico; l'unica superiorità di costui è
la somma di esperienze e conoscenze storiche che possiede, ma di cui
dovrebbe dimenticarsi per ritrovarsele di fronte nell'esecuzione e
riscoprirle lì dal vivo... |
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di torino |
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Opposti
caratteri
Sono
sinfonie giovanili, ma è già Mozart. C'è
già, soprattutto, il suo senso del teatro, il suo talento
drammatico, c'è la sua passione per il confronto di caratteri
opposti. Qui Dombrecht e il suo gruppo - con strumenti originali,
of course - sono assolutamente a loro agio: sguazzano con allegria
tra i contrasti dinamici, si tuffano tra le onde che inanellano
frasi dolcissime e stacchetti ritmici, nuotano tra gli sbalzi
di armonia che fanno convivere semplici accordi consonanti e movimenti
cromatici wagneriani. Sono, francamente, tra i più bravi
a farlo. (nicola campogrande)
Mozart,
Early Symphonies. Il Fondamento, Paul Dombrecht (direttore) cd
Passacaille
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