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aprile 2002

unione musicale

Sulle strade di Bartók


Muzsikás

 

Scordatevi Bohème dei Deep Forest, escursione fuori pista della voce antica, dura, un po' nasale, unica di Márta Sebestyén. Pensate piuttosto ai cammei con gli amici Muzsikás nelle colonne sonore di Music Box di Costa-Gavras o Il paziente inglese di Anthony Minghella. Cappello rigorosamente inforcato sul cranio, come sui set balcanici di Kusturica, camicie azzimate e gilet. E poi gli immancabili baffoni neri. Sembrano appena sbarcati dal Danubio, per offrirci una "rivelazione" (in questo caso il termine non sembra eccessivo). Perché se tutti gli appassionati di musica sanno quanto il repertorio folk ungherese sia penetrato in profondità nei tessuti della musica di Béla Bartók, anzi ne costituisca la trama stessa,
Muzsikás & Sebestyén sbattono in faccia al pubblico della classica questa relazione incestuosa meglio di qualsiasi saggio. E il cerchio si chiude, ché la esotica modernità di armonie e figure ritmiche irregolari, l'uso di quarti di tono, l'impiego "barbaro" di uno strumento accademico come il violino fanno capire ancora una volta che il futuro risiede nel passato.
Secondo un procedimento osmotico da sempre in atto nella penisola balcanica: quella sana fusione non soltanto orizzontale ed estensiva, ma anche verticale, intensiva, temporale, stratificata.
Quando la folk music new wave giunse in Ungheria, all'inizio degli anni Settanta, gli allora giovani musicisti di Muzsikás, violino e magnetofono in spalla, iniziarono a battere villaggi remoti sulle orme di Bartók e Kodály, dove meglio che altrove si erano conservati suoni, melodie e armonie degli antenati: "A un certo punto tra i musicisti di Budapest il fenomeno aveva preso a espandersi praticamente a vista d'occhio. Noi, che eravamo cresciuti in famiglie dove l'amore per le ballate e la musica e le danze tradizionali era presente quotidianamente, ci attivammo per primi a diventare padroni delle tecniche strumentali folkloristiche. Con l'incoraggiamento dei nostri genitori ci mettemmo alla ricerca dei nostri musicisti di paese - i muzsikás - in Transilvania e nelle altre regioni di lingua ungherese i quali con grande pazienza e amore tentarono di trasmetterci le tecniche della loro arte". Ci sono riusciti. (f.f.)

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Conservatorio ore 21 serie gialla
Muzsikás
Márta Sebestyén voce, flauto, tilinkó
le strade di Bartók