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aprile 2002

teatro regio torino

Tutti in ghingheri


In bella Copia

 

Ci sono compagnie di danza contemporanea che hanno la capacità di "procreare" figli belli e robusti, che crescono bene e poi viaggiano il mondo con la garanzia di quella buona nascita certificata, che apre tutte le porte. È il caso di Ultima vez di Wim Vandekeybus, da sempre multinazionale, che ha fatto e fa da trampolino di lancio a parecchi dei suoi danzatori-coreografi. E a monte della nascita di un gruppo fortunatissimo come Déjà donné, subito proiettato all'attenzione dei migliori programmatori europei, c'è proprio il lavoro in Belgio con Wim Vandekeybus di Simone Sandroni, che del coreografo-regista fiammingo è stato a lungo complice creativo, prima di imboccare la propria strada accanto alla compagna Lenka Flory, praghese, motivo per cui il loro team ha oggi sede nella repubblica Ceca. Dopo il successo di Aria spinta, presentato la scorsa stagione al Piccolo Regio Laboratorio, ecco di ritorno a Torino la "band" di Déjà donné, con la nuova produzione, In bella copia, vale a dire il gioco di mettersi in ghingheri, la voglia di indossare "il vestito buono", di mostrare il meglio di noi stessi, tra sogni e speranze, frustrazioni e disillusioni, alla ricerca di un'autoaffermazione che trascura forse una domanda importante e scomoda: è veramente necessario sapere o vedere chi siamo, chi avremmo voluto o potuto essere?
L'autoironia, la comicità, le risate e le lacrime, l'oggi e la memoria, che hanno fatto la fortuna di Aria spinta, teatrino scalcinato dove tutto va a rotoli meno la determinazione del capocomico tuttofare a continuare lo spettacolo, promettono di regalarci il bis con In bella copia: il disincanto per l'impossibilità di corrispondere alle proprie alte aspettative su se stessi non conduce all'inazione e alla frustrazione, ma l'energia, invece, scorre a fiumi sulla scena, inondando in uno stesso vortice danzatori e spettatori. La vitalità traboccante che la compagnia italo-ceca sa sprigionare in palcoscenico si traduce, a opera di Sandroni e dei suoi danzatori co-creatori, in una drammaturgia sapiente, in una costruzione modulata su ampie onde emotive, in un alternarsi ritmato di vuoti e pieni, di leggerezza e di profondità, di oscurità e di luce.
In bella copia è la storia di tutti noi, del nostro essere in balia di tanti microdrammi quotidiani, secondo i moti del cuore e della carne, dei pensieri e dei desideri: uno specchio a cui sorridere per conoscersi e sentirsi meglio. (e.g.v.)

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giovedì 4 aprile
Piccolo Regio Laboratorio ore 21
In bella copia