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Ci
sono compagnie di danza contemporanea che hanno la capacità
di "procreare" figli belli e robusti, che crescono bene
e poi viaggiano il mondo con la garanzia di quella buona nascita
certificata, che apre tutte le porte. È il caso di Ultima
vez di Wim Vandekeybus, da sempre multinazionale, che ha fatto
e fa da trampolino di lancio a parecchi dei suoi danzatori-coreografi.
E a monte della nascita di un gruppo fortunatissimo come Déjà
donné, subito proiettato all'attenzione dei migliori
programmatori europei, c'è proprio il lavoro in Belgio con
Wim Vandekeybus di Simone Sandroni, che del coreografo-regista
fiammingo è stato a lungo complice creativo, prima di imboccare
la propria strada accanto alla compagna Lenka Flory, praghese,
motivo per cui il loro team ha oggi sede nella repubblica Ceca.
Dopo il successo di Aria spinta, presentato la scorsa stagione al
Piccolo Regio Laboratorio, ecco di ritorno a Torino la "band"
di Déjà donné, con la nuova produzione, In
bella copia, vale a dire il gioco di mettersi in ghingheri, la voglia
di indossare "il vestito buono", di mostrare il meglio
di noi stessi, tra sogni e speranze, frustrazioni e disillusioni,
alla ricerca di un'autoaffermazione che trascura forse una domanda
importante e scomoda: è veramente necessario sapere o vedere
chi siamo, chi avremmo voluto o potuto essere?
L'autoironia, la comicità, le risate e le lacrime, l'oggi
e la memoria, che hanno fatto la fortuna di Aria spinta, teatrino
scalcinato dove tutto va a rotoli meno la determinazione del capocomico
tuttofare a continuare lo spettacolo, promettono di regalarci il
bis con In bella copia: il disincanto per l'impossibilità
di corrispondere alle proprie alte aspettative su se stessi non
conduce all'inazione e alla frustrazione, ma l'energia, invece,
scorre a fiumi sulla scena, inondando in uno stesso vortice danzatori
e spettatori. La vitalità traboccante che la compagnia italo-ceca
sa sprigionare in palcoscenico si traduce, a opera di Sandroni e
dei suoi danzatori co-creatori, in una drammaturgia sapiente, in
una costruzione modulata su ampie onde emotive, in un alternarsi
ritmato di vuoti e pieni, di leggerezza e di profondità,
di oscurità e di luce.
In bella copia è la storia di tutti noi, del nostro essere
in balia di tanti microdrammi quotidiani, secondo i moti del cuore
e della carne, dei pensieri e dei desideri: uno specchio a cui sorridere
per conoscersi e sentirsi meglio. (e.g.v.)
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IN MUSICA |
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Il
sito del gruppo Déjà Donné |
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Una
scheda di presentazione dello spettacolo In bella copia |
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La
scheda di presentazione dello spettacolo al Piccolo Regio |
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