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Se
uno ti dice: "Sì, l'ho sentito trent'anni fa",
verrebbe da pensare che l'individuo in questione sia un canuto maestro.
E invece Shlomo Mintz, che nel nostro mondo gerontocratico
viene tranquillamente definito un "giovane violinista",
ha appena quarantacinque anni. Il fatto è che suona ai massimi
livelli da quando ne aveva undici, da quando cioè si esibì
coi calzoni corti accompagnato dalla Israel Philharmonic Orchestra
diretta da Zubin Mehta.
Come tanti suoi concittadini, alla fine degli anni Quaranta il papà
di Shlomo emigrò con tutta la famiglia da Mosca in Israele.
Là affidò il figlio alle cure didattiche di Ilona
Faher, quindi grazie a una borsa di studio dell'American Israel
Cultural Foundation spedì il piccolo a New York da Isaac
Stern. Non è un segreto: se uno ha talento New York è
il posto giusto. E visto che Mintz di talento ne ha da vendere,
a sedici anni esordiva alla Carnegie Hall. Oggi non esiste
grande orchestra europea o nordamericana né illustre direttore
con cui Mintz non abbia suonato da solista e inciso dischi. Il suo
talento eclettico e generoso lo ha portato a esibirsi anche in qualità
di violista, in formazioni cameristiche e nel ruolo di direttore
d'orchestra: è salito sul podio di complessi olandesi, tedeschi,
spagnoli, austriaci, giapponesi, portoghesi, italiani e belgi ed
è stato principale direttore ospite dell'Orchestra
Sinfonica di Maastricht. Oltre a presiedere le giurie dei più
importanti concorsi violinistici ("Wieniawski"
e "Queen Elisabeth"), tiene corsi di perfezionamento
a New York, Cleveland, Parigi e nel Kibbuz Eilon in Israele,
dove accoglie ogni anno giovani violinisti di talento provenienti
da tutto il mondo.
Alla guida dell'Orchestra del Teatro Regio per la prima volta, Mintz
dirige due composizioni giovanili di Mozart come la Sinfonia
in la maggiore K. 201 e il Concerto per due violini e orchestra
K. 190, quindi il Concerto in re maggiore per violino e orchestra
op. 61 di Beethoven. L'onore di affiancarlo nel Concertone
di Mozart, come il valoroso Conterno faceva col mitico Coppi, tocca
a Stefano Vagnarelli, violino di spalla dell'Orchestra del
Regio. (f.f.)
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