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Pare
proprio che delle cose che si fanno ci si debba ogni tanto chiedere
il perché. Proviamo stavolta a chiederci perché mettere
in programma la prima esecuzione in Italia di Altre schegge di canto,
il lavoro nuovissimo per clarinetto e orchestra di Salvatore Sciarrino.
Abbiamo chiesto a Sciarrino di riservarci questa prima italiana
quando ancora il lavoro era tutto da scrivere, non appena abbiamo
saputo che questo pezzo doveva nascere e che sarebbe stato eseguito
a Oslo, nell'ambito di un'edizione di Ultima, il loro grande Festival
di musica contemporanea, dedicato appunto a lui. Quindi la decisione
non è nata dalla folgorazione di un ascolto o di una lettura:
è stata una specie di sub-commissione, se così possiamo
chiamarla. Non ci voleva un genio speciale, confessiamolo, per capire
che assicurarsi la prima replica in patria del lavoro fresco fresco
di uno dei massimi compositori di oggi avrebbe significato comunque
garantire gran lustro alla locandina. Ragionando da impresari, non
c'era da pensarci due volte. Anzi ringraziare il cielo di averne
avuta notizia in tempo, e di essere arrivati per primi (cioè
per secondi: facendo seguito quasi immediato alla prima di Oslo,
celebrata con successo poderoso giusto due giorni prima che il sottoscritto
si mettesse a scrivere questa paginetta, solista quello stesso Alessandro
Carbonare che con la sua magnifica carriera internazionale è
una delle glorie del più giovane strumentismo italiano).
Ma la strategia è più ampia, naturalmente. E coinvolge
non solo la programmazione delle stagioni dell'OSN Rai, ma anche
e soprattutto la progettazione della sua identità. A otto
anni dalla sua nascita l'Orchestra ha già consolidato quelle
qualità di amalgama, efficienza, affidabilità che
erano la condizione stessa della sua esistenza. Non si accontenta,
evidentemente, e continua a lavorare strenuamente in questa direzione.
Così come ha già significativamente messo a punto
il suo rapporto con il repertorio storico (a sua volta condizione
delle
condizioni di cui sopra). E anche in questa direzione
continuiamo a impegnarci. Consultare i cartelloni per credere. Su
queste basi, stiamo facendo decollare una presenza molto forte in
campo contemporaneo, sia sotto il profilo della riproposizione di
autori e lavori già affermati, sia - soprattutto - sotto
quello della promozione. Abbiamo già nel nostro carniere
una bella quantità di prime assolute e prime per l'Italia,
nonché un certo numero di commissioni realizzate. Altre (un
bel po', ma non lo diciamo per non fare pubblicità) ne abbiamo
in corso. Crediamo di poter svolgere un'azione veramente importante
anche in questo campo. Il 2004 sarà - lo vogliamo e lo speriamo
- un anno di svolta, in questo senso, quantitativamente e qualitativamente.
Accanto ai giovani e i maggiori nomi stranieri, autori come Sciarrino
non possono non essere il pilastro principale di quest'impegno.
Quindi questo lavoro (che segue di poche settimane la nostra collaborazione
con Settembre Musica per una monografia a lui dedicata) vuole anche
dare appuntamento ad altre avventure in comune: numerose e significative,
se avremo costanza e fortuna.
*direttore
artistico dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
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