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dicembre 2002

teatro regio torino

INTERVISTA - Leo Nucci, baritono combattivo
di Oreste Bossini


Macbeth

Maestro Nucci, finalmente un baritono, con Macbeth. Basta con questi tenori!
"Sui tenori non rispondo. Comunque sì, grazie a Dio il buon vecchio Verdi ci ha regalato degli autentici personaggi. Macbeth è un'opera modernissima per il baritono. Canta molto, ma non ha una cabaletta, per esempio. Però bisogna saper recitare. Sa cosa voleva Verdi, no? La parola scenica. Macbeth è scritta per il soprano, comunque, è lui che domina anche se esce di scena presto".

Lei canta quello che ha scritto Verdi o quel che ama il pubblico?
"Guardi, non voglio nascondermi dietro un dito. Se c'è bisogno, so fare anche la prostituta, tanto gli acuti li posso fare. Ma in genere rispetto il testo di Verdi, senza aggiungere una nota. Con Muti alla Scala, l'anno scorso, ho cantato com'è scritto "Pietà, rispetto e onore", e non amore, che non significa niente, e senza l'aria finale. In Italia una parte del pubblico ama la voce più che l'opera, ma se l'interpretazione è convincente puoi cantare anche il Rigoletto senza il la bemolle. Però ci devono essere le emozioni giuste".

Ecco, appunto. Assomiglia a Macbeth?
"Al Macbeth sanguinario e assetato di potere della prima parte per niente, all'uomo che mette in discussione il senso della propria vita prima di morire molto di più. Del resto non sono nemmeno come Rigoletto, che paga un tizio per assassinare il datore di lavoro".

Mai?
"Beh, forse con qualche regista m'è venuta la tentazione. Ho detto qualche volta o me, o lui. Sono rimasto io".

Almeno è combattivo, come Macbeth.
"Non mi sono mai tirato indietro, se c'era da sostenere una posizione. Dal 1988 non canto più in Germania, perché non concepisco come si possa fare l'opera senza tener conto della musica. E c'è chi ha scritto che mi sarei venduto ai dollari e ai marchi!"

Come vanno i rapporti con sua moglie?
"Siamo sposati da trent'anni e abbiamo sempre vissuto insieme felicemente. Adriana [Anelli, ndr] era una eccellente cantante e ha lasciato la carriera per stare con me. Il sovrintendente dell'Opera di Vienna una volta ha detto che senza l'Anelli non ci sarebbe Nucci".

Crede in Dio?
"Assolutamente sì".

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