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febbraio 2002

orchestra sinfonica nazionale della RAI

INTERVISTA - Chiavazza: cantare in equilibrio


Rafael Frühbeck de Burgos

 

Maestro Chiavazza, com'è nato il Coro Filarmonico "Ruggero Maghini"?
"La formazione si è costituita nel 1995 per una specifica occasione: rispondere a un invito della Rai alla quale serviva un complesso corale per il Concerto per pianoforte, coro maschile e orchestra di Ferruccio Busoni. Dalla ricerca un po'affannosa tra i coristi dei gruppi vocali migliori presenti sulla piazza torinese è nato un coro affiatato e compatto che, dopo la prima occasione, ha ricevuto numerose proposte, tanto da indurlo a darsi una struttura stabile per proseguire l'avventura. Il Coro porta il nome di un grande maestro del Coro Rai dei tempi migliori che, tra gli allievi del Conservatorio di Torino nel quale insegnava e nella memoria del pubblico meno giovane resta figura cara e indimenticata".

Lei è fondatore del primo Centro Studi di Didattica Musicale "Roberto Goitre" e ha frequentato i corsi di Peter Erdei presso l'Istituto "Kodály" di Kecskemét, in Ungheria: quale traccia lasciano questi due importanti filoni di educazione alla coralità nel direttore di un coro professionale?
"Io utilizzo tuttora con i cori amatoriali i metodi che lei ha citato, anche se l'approfondimento di questi argomenti risale a una stagione della mia carriera ormai conclusa; in un coro professionista tali sistemi sono inapplicabili nella sostanza, giacché occorre rispettare il profilo e la preparazione musicale già consolidata in ciascun corista. Il nostro lavoro è agile, si articola lungo pochi incontri intensi che implicano per il corista un'approfondita conoscenza preventiva della parte. Tuttavia, resta una forma mentis e una filosofia, dalla quale è impossibile affrancarsi e che attribuisce all'attività corale un'importanza capitale per la crescita dell'uomo, per la sua integrazione armoniosa in un collettivo, per il suo equilibrio complessivo di vita. Questi messaggi sono diventati parte del mio agire indipendentemente dai soggetti di fronte ai quali lavoro. Sotto il profilo professionale poi, conoscere il "metodo Kodály" significa essere padroni di una capacità di lettura e di comprensione del linguaggio musicale differente e complementare a quella acquisita in Conservatorio".

Nel corso dei due concerti in cartellone affronterete opere ponderose…
"Nel primo concerto eseguiremo tre capolavori assoluti dell'opus corale di Brahms, armonicamente molto complessi e vocalmente proiettati verso i confini estremi della tessitura, sono costellati di difficoltà mai gratuite, al contrario sempre giustificate da intenti espressivi e necessità formali. Più semplice tecnicamente, ma non da sottovalutare sotto il piano stilistico il Sogno di Mendelssohn che prevede alcuni interventi per coro femminile: sotto la bacchetta di De Burgos ogni minimo dettaglio diventerà occasione di profonda ricerca interpretativa". (g.n.)

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giovedì 21 febbraio ore 20.30
venerdì 22 febbraio ore 21
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Coro Filarmonico "Ruggero Maghini" di Torino
Rafael Frühbeck de Burgos direttore
Claudio Chiavazza maestro del coro
Musiche di
Mendelssohn-Bartholdy, Rimskij-Korsakov