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febbraio 2002

teatro regio torino

Barshai in 3 dimensioni


Rudolf Barshai

 

La biografia artistica di Rudolf Barshai occupa il Novecento in lunghezza, altezza e profondità.
In lunghezza Perché l'artista respira l'aria estetica e linguistica delle prime avanguardie del secolo, discute d'orchestrazione con Prokof'ev, diventa prima allievo di Šostakovic e poi il suo più importante interprete, promuove nel mondo la musica di Alexander Lokshin, conserva a tutt'oggi una grande sensibilità verso la nuova musica.
Perché dirige da oltre cinquant'anni in tutto il mondo con le orchestre più prestigiose, quali la Vienna Symphony e la London Symphony, la BBC Symphony, l'Orchestre National de France e l'Orchestre de Paris, la Deutsches Symphonieorchester di Berlino e la Bavarian Radio Symphony.
In altezza Perché la sua carriera, iniziata al Conservatorio di Mosca con lo studio della viola sotto la guida di Lev Zeitlin, allievo prediletto del padre della scuola russa Leopold Auer, si sviluppa in modo esponenziale, passando per la fondazione dei due quartetti d'archi più prestigiosi del mondo - il Quartetto Borodin e il Tchajkovskij - la musica da camera a fianco di solisti come Sviatoslav Richter, David Oistrakh, Mstislav Rostropovic e Yehudi Menuhin fino all'esperienza direttoriale con le più grandi orchestre russe e poi, dopo la morte di Šostakovic, quelle occidentali.
In profondità Perché impiega il proprio talento musicale non solo per dirigere, ma anche per comporre, orchestrare e arrangiare; perché la geografia della sua vita spazia da Est a Ovest in uno scambio biunivoco di suggestioni artistiche: fa conoscere al mondo occidentale l'orchestra da camera di Mosca, gli autori russi più importanti da un verso, dall'altro aiuta a rendere familiare al pubblico moscovita la musica barocca, la letteratura per piccola orchestra e lo spirito tutto viennese dei classici. Perché la pregressa esperienza di strumentista eccellente ha favorito, da direttore, una lettura della musica attenta ai minimi dettagli, trasparente, capace di soluzioni sorprendentemente chiarificatrici. Infine perché la carriera di uno dei più importanti direttori del secolo non si è mai coniugata con mondanità e frivolezze, bensì con il rigore di un artista completamente votato all'espressione del proprio talento solo attraverso una lettura che fa di ogni testo un luogo sacro. (g.n.)

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