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La
biografia artistica di Rudolf Barshai occupa il Novecento
in lunghezza, altezza e profondità.
In lunghezza Perché l'artista respira l'aria estetica e linguistica
delle prime avanguardie del secolo, discute d'orchestrazione con
Prokof'ev, diventa prima allievo di ostakovic
e poi il suo più importante interprete, promuove nel mondo
la musica di Alexander Lokshin, conserva a tutt'oggi una
grande sensibilità verso la nuova musica.
Perché dirige da oltre cinquant'anni in tutto il mondo con
le orchestre più prestigiose, quali la Vienna Symphony e
la London Symphony, la BBC Symphony, l'Orchestre National de France
e l'Orchestre de Paris, la Deutsches Symphonieorchester di Berlino
e la Bavarian Radio Symphony.
In altezza Perché la sua carriera, iniziata al Conservatorio
di Mosca con lo studio della viola sotto la guida di Lev Zeitlin,
allievo prediletto del padre della scuola russa Leopold Auer, si
sviluppa in modo esponenziale, passando per la fondazione dei due
quartetti d'archi più prestigiosi del mondo - il Quartetto
Borodin e il Tchajkovskij - la musica da camera a fianco
di solisti come Sviatoslav Richter, David Oistrakh, Mstislav Rostropovic
e Yehudi Menuhin fino all'esperienza direttoriale con le più
grandi orchestre russe e poi, dopo la morte di ostakovic,
quelle occidentali.
In profondità Perché impiega il proprio talento
musicale non solo per dirigere, ma anche per comporre, orchestrare
e arrangiare; perché la geografia della sua vita spazia da
Est a Ovest in uno scambio biunivoco di suggestioni artistiche:
fa conoscere al mondo occidentale l'orchestra da camera di Mosca,
gli autori russi più importanti da un verso, dall'altro aiuta
a rendere familiare al pubblico moscovita la musica barocca, la
letteratura per piccola orchestra e lo spirito tutto viennese dei
classici. Perché la pregressa esperienza di strumentista
eccellente ha favorito, da direttore, una lettura della musica attenta
ai minimi dettagli, trasparente, capace di soluzioni sorprendentemente
chiarificatrici. Infine perché la carriera di uno dei più
importanti direttori del secolo non si è mai coniugata con
mondanità e frivolezze, bensì con il rigore di un
artista completamente votato all'espressione del proprio talento
solo attraverso una lettura che fa di ogni testo un luogo sacro.
(g.n.)
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