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Che
cosa fa dei King'singers un gruppo famoso e amato in tutto il mondo
come una rock band?
"La nostra popolarità non è paragonabile a quella
di un gruppo rock - non siamo sex-symbol o cose del genere (!) e
inoltre i nostri fan appartengono a tutte le fasce di età
-, ma certamente siamo molto amati perché combiniamo un altissimo
livello musicale con la predisposizione a divertirci sul palcoscenico
e a far divertire. Questo è ciò che ci piaceva dei
King'singers quando eravamo ragazzi".
Un
repertorio vastissimo, una musicalità straordinaria e la
capacità di far divertire. Queste sono le caratteristiche
più evidenti dei King'singers; quali sono le altre?
"Provochiamo il nostro pubblico tutte le volte che possiamo
nell'intento di allargarne gli orizzonti musicali: commissioniamo
brani ogni anno a importanti compositori di musica classica e cerchiamo
di respingere l'idea limitata che si ha delle possibilità
di un coro a cappella; non smettiamo mai di studiare e sperimentare
e per questo i King'singers sono stati anche un modello per altri
complessi vocali. In più, vogliamo avere un rapporto diretto
con il nostro pubblico. Vogliamo essere sempre disponibili e avvicinabili.
Andiamo nel foyer dopo il concerto e quando abbiamo tempo teniamo
masterclass nella stessa città".
Un
po' di storia. I King'singers sono nati nel 1968 dal King's College
Choir di Cambridge. Come mai i sei cantanti che sono andati via
dal Coro hanno scelto di mantenere la parola "King" nella
denominazione del loro gruppo?
"L'attaccamento dei King'singers al King's College è
sempre stato molto forte e sentito, perché siamo musicisti
classici formati nel seno della tradizione corale inglese e il King's
College è il padre spirituale di questa tradizione. Siamo
molto orgogliosi di questo legame, anche se nella formazione odierna
uno solo di noi proviene dal College".
A
parte l'umorismo, che cos'è tipicamente inglese nei King'singers?
"Il suono. Il modo in cui imparammo a cantare da ragazzi è
rimasto con noi anche oggi ed è un suono estremamente inglese.
L'enfasi non è posta sulla tecnica vocale per produrre, nel
più ampio modo possibile, la vibrazione da tutto il corpo:
lo scopo al contrario è quello di amalgamare perfettamente
e delicatamente la propria voce a quella degli altri, esattamente
come facevamo da ragazzi".
Che
cosa chiedete a un nuovo cantante? Quali sono le caratteristiche
di un King'singer?
"Un King'singer non deve avere un ego troppo forte. Deve credere
con tutto il suo cuore che il suono della sua voce non è
importante quanto quello del gruppo. Deve essere flessibile e disposto
a sperimentare per trovare nuovi suoni e colori da mescolare con
quelli degli altri. E naturalmente deve essere simpatico! Passiamo
insieme sei mesi all'anno in giro per il mondo: dobbiamo andare
d'accordo!".
Come
lavorate? Usate lo stesso metodo che avevate all'inizio? C'è
qualcuno di voi che decide il repertorio, lo stile?
"Siamo una democrazia e ogni King'singer ha la stessa possibilità
di dare il proprio contributo per giungere a una decisione, musicale
e non. Allo stesso tempo ciascuno di noi ha responsabilità
diverse - uno segue le questioni finanziarie, un altro la biblioteca,
un altro i programmi di viaggio, uno il diario e uno ci guida nelle
discussioni sul repertorio e sui programmi. In passato c'era un
direttore artistico ma ora non più. Le responsabilità
sono di tutto il gruppo, per cui durante le esecuzioni a turno ciascuno
dirige a seconda del repertorio e del gusto o dell'esperienza che
ha maturato".
A
esclusione di Felicity Palmer (1968) ed Eleanor Capp (1969), nessun'altra
donna è entrata a far parte dei K'S. Questo dipende da questioni
tecniche o da questioni tradizionali?
"Il gruppo è nato come complesso maschile per una questione
esclusivamente tecnica: fondere sei voci maschili, sia pur di tutte
le estensioni, è più facile e dà risultati
diversi da quelli ottenuti con voci miste. Le collaborazioni con
quei due illustri soprano avvennero per questioni di emergenza".
Come
mai avete deciso di modificare il vostro nome dopo più di
trent'anni?
"Questa decisione fa parte di una serie di cambiamenti avvenuti
lo scorso anno per preparare l'ingresso del gruppo nel XXI secolo.
Non cerchiamo di dimenticare il passato, siamo anzi felici di continuare
a portare l'eredità dei nostri predecessori. Allo stesso
tempo abbiamo pensato di facilitare la pronuncia del nostro nome
(voi riuscivate a dire la 's centrale?)".
Pensate
di essere un gruppo tradizionale? C'è stato qualche profondo
mutamento nei King'singers in oltre trent'anni di attività?
"Siamo tradizionali perché siamo portatori di una eredità,
ma il tratto essenziale di quella stessa eredità è
sempre stato il continuo impulso a svilupparsi e a evolversi. Cerchiamo
sempre di non sederci sugli allori, come si dice. Rispetto al passato
possiamo dire che siamo riusciti a mantenere il gruppo vivo e fresco
come era alle origini: il turnover dei cantanti, tutto sommato abbastanza
lento, ha aiutato il gruppo a rimanere lo stesso, più che
se fossero rimasti i componenti originali".
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