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gennaio 2002
unione musicale
Lucy van Dael la sobrietà della next generation
di Angelo Chiarle


Lucy van Dael

 

Un omaggio doveroso, fors'anche un piccolo gesto riparatore, da parte della nostra città. Così mi piace considerare il concerto che vedrà impegnata Lucy van Dael con l'Academia Montis Regalis. Dopo gli omaggi tributati in passato ai grandi pionieri olandesi della moderna renaissance della musica antica - Frans Brüggen, Gustav Leonhardt, Anner Bylsma - mancava proprio, negli annuari torinesi, un appuntamento concertistico esclusivo con questa musicista. In effetti, è una delle figure che ha dato un contributo tra i più rilevanti al rinnovamento dell'interpretazione della musica barocca su strumenti d'epoca. A differenza, però, di altre star della next generation quali Ton Koopman, Bob van Asperen o i fratelli Kuijken, qui in Italia il suo nome sembra faticare ancora a calamitare su di sé le meritate attenzioni.
È innanzi tutto dall'eccezionale curriculum artistico di Lucy van Dael che proviene il primo j'accuse nei confronti di questa disattenzione. Talento precocissimo, dopo aver debuttato come solista a soli 12 anni, compiuti gli studi al Conservatorio Reale di La Haye, a 19 anni entra a far parte della Nederlands Kamer Orkest e contemporaneamente inizia un'attività didattica che prosegue tutt'oggi in tutto il mondo, da Amsterdam a Djakarta e Melbourne, da Basilea alle università californiane di Berkeley e Stanford. Come violista e violinista Lucy van Dael ha tenuto una miriade di concerti sotto la direzione di Leonhardt, Brüggen, Koopman, Nikolaus Harnoncourt, dei Kuijken, suonando nelle orchestre più importanti, dal Leonhardt-Consort, alla Petite Bande, all'Orchestra del XVIII secolo, da lei fondata insieme con Brüggen. È attivissima anche nella musica da camera: fa parte dell'Amsterdam Fortepiano Trio e dell'ensemble L'Archibudelli; tiene regolarmente concerti con Bob van Asperen e Wouter Möller. Non è molto che Lucy van Dael ha deciso di cimentare tutta la sua straordinaria esperienza anche nel campo della direzione d'orchestra.
Ascoltandola dirigere Mozart (Sinfonie K. 201 e K. 550) e Haydn (Sinfonia "La Reine"), sentendola poi suonare Haydn (Concerto Hob. VIIa n. 1), sarà davvero un piacere scoprire quali delle qualità che da sempre le vengono riconosciute, "il tocco gentile e amabile, l'espressività pulita e sobria del fraseggio, l'autorevolezza e la vivezza interpretativa", Lucy van Dael saprà trasfondere dal suo archetto alla bacchetta.

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