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Dopo
aver riletto la musica barocca e quella del classicismo, oggi la
nuova filologia si concentra sul repertorio romantico, e in quella
direzione bisogna avere orecchie attente.
Bisogna stare in guardia anche rivolgendosi al teatro musicale,
perché in questi anni si sperimentano incessantemente nuove
soluzioni, spesso confrontandosi con spazi alternativi e budget
ridotti, e sta emergendo una generazione di autori e registi da
seguire con attenzione.
Non si può dare per assodata nemmeno una definitiva contaminazione
tra i generi, perché è vero che sono cadute alcune
delle barriere che separavano la musica classica dal resto del mondo,
ma ne stanno nascendo altre, magari necessarie, utili per non disperdere
le diverse specificità in una koiné indifferenziata.
Qualunque sia il paesaggio che si vuole osservare, provare a scrivere
di musica, oggi, non è uno scherzo, e bisogna mantenere una
certa agilità soprattutto se ci si confronta con una città
vitale come Torino.
Chiedo scusa per l'annotazione personale, ma ricordo molto bene
il giorno in cui Giorgio Pugliaro e Walter Vergnano mi chiesero
di scrivere i testi per il mensile dell'Unione Musicale.
La mia esperienza era quella di critico musicale, non di
musicologo, e discutemmo a lungo sul modo, sul "taglio"
con cui provare a scrivere di musica. Giorgio mi disse che gli sembrava
importante sottolineare la magia del "qui e ora" di un
concerto e mi suggerì di tentare di riascoltare il grande
repertorio per raccontare su che cosa, oggi, è ancora interessante
rivolgere le orecchie. Walter seguì con grande passione la
trasformazione del mensile, la nascita di rubriche, lo sviluppo
delle idee e, per alcuni anni, le riunioni di redazione sono stati
momenti di ricerca e di sperimentazione estremamente affascinanti
Ci siamo nuovamente chiesti in che modo scrivere di musica quando
la redazione si è allargata, quando Alberto Papuzzi è
intervenuto a consigliarci e poi a dirigerci, quando Savina Neirotti
e Filippo Fonsatti hanno cominciato a confezionare articoli per
il giornale, quando le redini sono state affidate a un caporedattore
tenace come Cecilia Fonsatti. E la domanda si è posta nuovamente
quando si è battezzato l'attuale "Sistema Musica",
che riunisce le esperienze maturate in modo indipendente dai mensili
dell'Unione Musicale e del Teatro Regio e da allora le mette a disposizione
dell'intera rete musicale torinese, con il sostegno, tra le altre,
delle firme apprezzate di Paola Giunti e di Gianni Nuti.
È una domanda che continuiamo a porci, regolarmente, si tratti
di informare il lettore su una sinfonia di Beethoven o di presentare
un'opera in prima mondiale: ci sembra una domanda importante, salutare,
e se talvolta questo ci costringe a riscrivere più volte
lo stesso articolo, tentando approcci diversi alla materia, crediamo
sia un buon segno.
La curiosità con cui si confeziona questo giornale è
la ragione per cui ho accettato con gioia l'incarico di direttore:
"Sistema Musica" è un mensile su cui si scrive
per allegria, con la voglia di rischiare, di mettersi in gioco,
di fornire al lettore strumenti perché si goda la musica
con passione ogni volta rinnovata.
A me sembra una bella cosa.
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| Direttore
responsabile |
| Nicola
Campogrande |
| Redazione |
Cecilia
Fonsatti (caporedattore)
Filippo Fonsatti
Savina Neirotti
Gianni Nuti |
Allestimento
grafico
e produzione |
Satiz
s. r. l.
Torino |
| Impaginazione |
| Giuseppe
Marongiu |
| Sede
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Unione
Musicale onlus
piazza Castello, 29
10123 Torino
tel. 011 54 45 23
fax 011 53 35 44
e-mail: um@inrete.it |
| Proprietà
editoriale |
Sistema
Musica
Presidente: Fiorenzo Alfieri
via San Francesco da Paola, 3
10123 Torino |
| Stampa
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Pozzo
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via Cernaia, 59
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Registrazione
del
Tribunale di Torino
n. 5293 del 28/7/1999
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| Redazione
Web |
Vincenzo
Mania
Gisel Scanu
e-mail: sistemamusica@comune.torino.it |
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