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giugno - luglio 2002

torino settembre musica

Maratona settembrina
di Nicola Gallino


Foto di Sergej Prokof'ev

Se vi struggete per le nenie nasali e indiavolate d'un clarinetto klezmer, fatevi vivi all'ora del tè. Se invece dareste qualcosa per ascoltare un pianoforte agro e bizzoso che strappa via i tasti come un dentista impazzito, fate un salto dalle parti dell'happy hour. Ma se cercate marcette da clown o canti invasi da dolcezze senza speranza, allora magari ripassate in prima serata. Tanto loro sono sempre lì, sul palco del Conservatorio. E voi quand'è il momento giusto non lo saprete mai. Perché alla Maratona di musica da camera di Settembre Musica la regola è sempre la stessa: i pezzi si conoscono prima, ma l'ordine no.
Quest'anno con Sergej Prokof'ev è ancora più divertente. Di lui Il'ija Eren'burg disse: "Sente il battito cardiaco del tempo". Un tempo che erompe dalle avanguardie parigine belle époque e sbiadisce nelle purghe Ïdanoviane dei tetri anni Quaranta. Un tempo che nella sua musica da camera è infuso per intero. Sta a voi scoprire come.
Nei Sarcasmi serpeggia un riso diabolico e demente, nel Secondo quartetto per archi un folk barbarico e segreto. Nelle Sonate in duo, un pianoforte da maratoneta dialoga col violino, il flauto o il violoncello. Poi fanno capolino strane creature come l'Ouverture su temi ebraici per clarinetto, piano e quartetto d'archi, scritta nel 1919 a New York per un complessino di scampati ai pogrom: il suono naturale di Chagall. O freaks come il Quintetto in sol, nato per il balletto circense Trapèze, e lo Scherzo umoristico per quattro fagotti: due minuti di parodia di Offenbach e Saint-Saëns che paiono usciti dalla penna dell'ultimo Rossini intinta nell'inchiostro di Petrus?ka. E pure un totem del gesto sinfonico e coreografico come Romeo e Giulietta ritorna con disinvoltura alla tastiera da cui era sorto.
Sul palco, sabato 21 settembre dalle 17, si alterneranno come sempre i grandi interpreti della cameristica torinese e ospiti di prestigio: il soprano Susan Roberts, lo Xenia Ensemble, il Trio di Torino, i violinisti Marina Bertolo e Piergiorgio Rosso, la viola Simone Briatore, il contrabbasso Paolo Borsarelli, Michele Mo al flauto, Bruno Oddenino all'oboe, Massimo Mazzone al clarinetto, Claudio Gonella con altri tre fagotti e i pianisti Antonio Valentino e Boris Petrushansky. Per trovare la password di uno che, come diceva Stravinskij, "sa tacere in cinque lingue", l'erratico random della Maratona settembrina è l'occasione più disordinata. E quindi più geniale.

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sabato 21 settembre
Conservatorio ore 17
Full immersion nella musica da camera di Sergej Prokof'ev