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giugno - luglio 2002

unione musicale

Una stagione per tutti
di Giorgio Pugliaro


Foto di Radu Lupu

Foto di Alfred Brendel

La stagione 2002-2003 dell'Unione Musicale vuole tracciare con particolare evidenza e chiarezza alcune linee-guida che appartengono a due generi speculari di indirizzo: da un lato alcuni obiettivi istituzionali, dall'altro le istanze e le aspettative del pubblico.
In quanto istituzione culturale, ci proponiamo di rappresentare un punto di riferimento, sotto il profilo della qualità degli interpreti e dell'originalità della proposta di programma, per il pubblico degli appassionati di musica "classica", in particolare in ambito cameristico e per il repertorio musicale compreso tra i secoli XVIII e XX; vorremmo anche ampliare gli interessi del pubblico di appassionati, presentando regolarmente le nuove leve dell'interpretazione, in ambito nazionale e internazionale, e promuovendo la conoscenza di epoche, autori, stili, generi e tradizioni estranee al grande e più diffuso solco della programmazione abituale; ma è anche nostro dovere favorire la creazione di un pubblico nuovo, facilitando la conoscenza da parte dei giovani del fenomeno musicale nel suo complesso, in particolare nell'ambito nostro proprio di attività del repertorio cosiddetto "classico".
Il nostro pubblico ci presenta, oltre a richieste specifiche che nel tempo cerchiamo di soddisfare, due istanze generali: mantenere altissimo il livello della proposta concertistica, articolare l'attività in modo tale da permettere a ognuno di modulare il proprio impegno nel seguire una "serie" concertistica in una città e in un "sistema" di particolare ricchezza culturale.
In linea generale segnaliamo quindi l'articolazione dell'attività in abbonamento sulle tre consuete serie serali al Conservatorio (ma con sette concerti comuni, al Teatro Regio o al Lingotto), oltre alla serie dedicata al repertorio più antico (L'altro suono, quest'anno particolarmente ricca), e il ripristino di una serie concertistica pomeridiana domenicale (già realizzata dall'Unione Musicale fino alla stagione 1996-1997, quindi sospesa e oggi ripresa con una formula innovativa grazie al sostegno della Fondazione Ferrero), per rispondere a una specifica richiesta giunta da parte del pubblico; quest'ultima serie concertistica sarà caratterizzata da un numero limitato di concerti (sei), dalla presenza di interpreti di grande prestigio (inaugurazione a metà ottobre con la Sinfonia Grande di Schubert, l'Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Mario Brunello) e da un repertorio di facile ascolto.
Qualche anticipazione sugli appuntamenti singoli o articolati ciclicamente più significativi, potrà dar ragione dei contenuti specifici della stagione: in apertura e in chiusura due tra i più grandi pianisti del mondo, Alfred Brendel e Radu Lupu; la parte centrale del Progetto Beethoven, con la nostra orchestra residente, l'Orchestra da camera di Mantova, diretta da Umberto Benedetti Michelangeli e con Andrea Lucchesini e Giuliano Carmignola; l'Academia Montis Regalis, protagonista principale della serie L'altro suono, guidata abitualmente dal direttore Alessandro De Marchi, ma con ospiti di grandissimo prestigio come Jordi Savall, Christoph Coin, Gianluca Cascioli, il Coro del Teatro Regio di Torino (per alcune Cantate di Bach); la disponibilità di Daniele Gatti, direttore principale della Royal Philharmonic Orchestra, ha permesso di programmare, in due serate consecutive, le quattro sinfonie di Johannes Brahms; il compimento del ciclo Teatro prima del teatro (1999-2003), volto a esplorare con il gruppo Daltrocanto la drammaturgia latente nell'immenso lascito dei nove Libri di Madrigali di Claudio Monteverdi; l'avvio di un ciclo volto a riscoprire il repertorio pianistico, soprattutto francese, tra '800 e '900, con Alexander Lonquich, impegnato in una sorta di lezione-concerto ad altissimo livello (rinnovando nei contenuti la formula salutata da grandissimo successo per il ciclo La tastiera illuminata, svolto negli anni 1999-2001); la presenza sempre più regolare del Trio Altenberg di Vienna, considerato il migliore fra i complessi cameristici con pianoforte oggi in attività; l'undicesima edizione degli Incontri con la musica da camera, progetto artistico di Mario Brunello e Andrea Lucchesini centrato sulla realizzazione aperta, in pubblico, delle prove finali per grandi pagine del repertorio cameristico affrontate con alcuni fra i migliori cameristi italiani; l'edizione 2003 avrà l'importante novità di portare alla fase concertistica alcuni giovani strumentisti, accanto ai loro già affermati colleghi e tutor, dopo un percorso formativo di un anno (svolto presso l'Accademia di Musica di Pinerolo), in modo tale da costituire un reale avviamento alla professione musicale di nuove leve del concertismo; la presenza cospicua di opere nuove, presentate in prima esecuzione e anche appositamente commissionate (Salvatore Sciarrino, brano per sestetto d'archi; Carlo Boccadoro, brano per quartetto d'archi), in modo da contribuire al ricambio del repertorio; l'Orchestra del Settecento, con un classicissimo programma diretto da Frans Brüggen in quella che si annuncia come l'ultima tournée alla guida della "sua" orchestra.

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