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La
stagione 2002-2003 dell'Unione Musicale vuole tracciare con
particolare evidenza e chiarezza alcune linee-guida che appartengono
a due generi speculari di indirizzo: da un lato alcuni obiettivi
istituzionali, dall'altro le istanze e le aspettative del pubblico.
In quanto istituzione culturale, ci proponiamo di rappresentare
un punto di riferimento, sotto il profilo della qualità degli
interpreti e dell'originalità della proposta di programma,
per il pubblico degli appassionati di musica "classica",
in particolare in ambito cameristico e per il repertorio
musicale compreso tra i secoli XVIII e XX; vorremmo anche
ampliare gli interessi del pubblico di appassionati, presentando
regolarmente le nuove leve dell'interpretazione, in ambito nazionale
e internazionale, e promuovendo la conoscenza di epoche, autori,
stili, generi e tradizioni estranee al grande e più diffuso
solco della programmazione abituale; ma è anche nostro dovere
favorire la creazione di un pubblico nuovo, facilitando la conoscenza
da parte dei giovani del fenomeno musicale nel suo complesso, in
particolare nell'ambito nostro proprio di attività del repertorio
cosiddetto "classico".
Il nostro pubblico ci presenta, oltre a richieste specifiche che
nel tempo cerchiamo di soddisfare, due istanze generali: mantenere
altissimo il livello della proposta concertistica, articolare l'attività
in modo tale da permettere a ognuno di modulare il proprio impegno
nel seguire una "serie" concertistica in una città
e in un "sistema" di particolare ricchezza culturale.
In linea generale segnaliamo quindi l'articolazione dell'attività
in abbonamento sulle tre consuete serie serali al Conservatorio
(ma con sette concerti comuni, al Teatro Regio o al Lingotto), oltre
alla serie dedicata al repertorio più antico (L'altro
suono, quest'anno particolarmente ricca), e il ripristino di una
serie concertistica pomeridiana domenicale (già realizzata
dall'Unione Musicale fino alla stagione 1996-1997, quindi sospesa
e oggi ripresa con una formula innovativa grazie al sostegno della
Fondazione Ferrero), per rispondere a una specifica richiesta giunta
da parte del pubblico; quest'ultima serie concertistica sarà
caratterizzata da un numero limitato di concerti (sei), dalla presenza
di interpreti di grande prestigio (inaugurazione a metà
ottobre con la Sinfonia Grande di Schubert, l'Orchestra di Padova
e del Veneto diretta da Mario Brunello) e da un repertorio di facile
ascolto.
Qualche anticipazione sugli appuntamenti singoli o articolati ciclicamente
più significativi, potrà dar ragione dei contenuti
specifici della stagione: in apertura e in chiusura due tra i più
grandi pianisti del mondo, Alfred Brendel e Radu Lupu;
la parte centrale del Progetto Beethoven, con la nostra orchestra
residente, l'Orchestra da camera di Mantova, diretta da Umberto
Benedetti Michelangeli e con Andrea Lucchesini e Giuliano Carmignola;
l'Academia Montis Regalis, protagonista principale della serie L'altro
suono, guidata abitualmente dal direttore Alessandro De Marchi,
ma con ospiti di grandissimo prestigio come Jordi Savall, Christoph
Coin, Gianluca Cascioli, il Coro del Teatro Regio di Torino (per
alcune Cantate di Bach); la disponibilità di Daniele Gatti,
direttore principale della Royal Philharmonic Orchestra, ha permesso
di programmare, in due serate consecutive, le quattro sinfonie
di Johannes Brahms; il compimento del ciclo Teatro prima del
teatro (1999-2003), volto a esplorare con il gruppo Daltrocanto
la drammaturgia latente nell'immenso lascito dei nove Libri di Madrigali
di Claudio Monteverdi; l'avvio di un ciclo volto a riscoprire il
repertorio pianistico, soprattutto francese, tra '800 e '900, con
Alexander Lonquich, impegnato in una sorta di lezione-concerto
ad altissimo livello (rinnovando nei contenuti la formula salutata
da grandissimo successo per il ciclo La tastiera illuminata, svolto
negli anni 1999-2001); la presenza sempre più regolare del
Trio Altenberg di Vienna, considerato il migliore fra i complessi
cameristici con pianoforte oggi in attività; l'undicesima
edizione degli Incontri con la musica da camera, progetto artistico
di Mario Brunello e Andrea Lucchesini centrato sulla realizzazione
aperta, in pubblico, delle prove finali per grandi pagine del repertorio
cameristico affrontate con alcuni fra i migliori cameristi italiani;
l'edizione 2003 avrà l'importante novità di portare
alla fase concertistica alcuni giovani strumentisti, accanto ai
loro già affermati colleghi e tutor, dopo un percorso formativo
di un anno (svolto presso l'Accademia di Musica di Pinerolo), in
modo tale da costituire un reale avviamento alla professione musicale
di nuove leve del concertismo; la presenza cospicua di opere nuove,
presentate in prima esecuzione e anche appositamente commissionate
(Salvatore Sciarrino, brano per sestetto d'archi; Carlo Boccadoro,
brano per quartetto d'archi), in modo da contribuire al ricambio
del repertorio; l'Orchestra del Settecento, con un classicissimo
programma diretto da Frans Brüggen in quella che si annuncia
come l'ultima tournée alla guida della "sua" orchestra.
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