ATTIVITA'
FUORI SEDE, Estate 2002
venerdì 7 giugno
Brescia - Teatro Grande
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Jukka-Pekka Saraste direttore
Arcadi Volodos pianoforte
Musiche di Tchajkovskij, Prokof'ev
sabato 8 giugno
Bergamo - Teatro Donizetti
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Jukka-Pekka Saraste direttore
Arcadi Volodos pianoforte
Musiche di Tchajkovskij, Prokof'ev
venerdì 21 giugno
Firenze - Teatro del
Maggio Musicale Fiorentino
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Jeffrey Tate direttore
Petra Lang mezzosoprano
Musiche di Grieg, Mahler, Dvorák
sabato 13 luglio
Ravenna - Teatro "Dante Alighieri"
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Daniele Pollini direttore
Musiche di Beethoven
lunedì 26 agosto
Stresa - Settimane Musicali
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Gianandrea Noseda direttore
Christian Tetzlaff violino
Musiche di Smetana, Dvorák, Schumann
mercoledì 28 agosto
Locarno - Settimane Musicali di Ascona
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Gianandrea Noseda direttore
Christian Tetzlaff violino
Musiche di Smetana, Dvorák, Schumann
sabato 31 agosto
Stresa - Settimane Musicali
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Gianandrea Noseda direttore
Adrienne Pieczonka soprano
Musiche di Schubert, Strauss, Beethoven
|
giovedì
13 giugno
Auditorium del Lingotto ore 20.30
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Daniele Callegari direttore
Giovanni Bellucci pianoforte
Musiche di Busoni, Liszt
giovedì
4 luglio
Auditorium del Lingotto ore 20.30
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
György-Györivanyi Rath direttore
François-Joël Thiollier pianoforte
Musiche di Liszt, Chopin
|
|
|
A voler
essere pignoli, Busoni incontrò per la prima volta
Liszt ancora prima di nascere, quando sua madre ottenne da quest'ultimo
un'audizione privata: era già incinta e il piccolo Ferruccio
sarebbe nato appena cinque settimane dopo.
Tempo una decina d'anni e il pargolo era già diventato un
pianista completo, pronto per esordire sul palco della Sala Bösendorfer
a Vienna. Qui si iscrisse di malavoglia al Conservatorio e vi passò
due semestri di studio. Tra i grandi musicisti che ebbe modo di
conoscere, riapparve anche il vecchio Liszt, sceso a Vienna per
celebrare il cinquantenario della morte di Beethoven. Busoni suonò
per lui e ricevette complimenti molto lusinghieri, ma rimase alquanto
deluso dagli atteggiamenti plateali del pianismo lisztiano che al
suo precoce spirito critico sapevano troppo di esibizionismo. Non
poteva allora certo sospettare che la riscoperta dell'opera di Liszt
lo avrebbe salvato da una crisi profonda, rivelandogli, a fianco
del sempre presente Bach, la via della sua definitiva maturazione
d'artista.
La crisi lo colse intorno ai venticinque anni. Trasferitosi con
la moglie negli Stati Uniti, era diventato ovunque conosciutissimo
e ricercato come virtuoso dello strumento. Di per sé nulla
di male, non fosse che l'innata vocazione alla composizione mal
si accordava con la vita da "cavallo da circo" che conduceva.
La musica di Liszt arrivò come una folgorazione e
sanò questo dissidio riconciliando la figura del pianista
e quella del musicista creatore.
Ai nuovi occhi di Busoni, Liszt non era più il campione dell'individualismo
romantico, ma al contrario il grande profeta di verità oggettive,
l'artista capace, attraverso lo sfruttamento di tutte le possibilità
espressive del pianoforte, di attingere a quel livello di assolutezza
della musica appannaggio esclusivo dei classici. Così Busoni
fece suo il "pensiero pianisticamente trasformatorio"
di Liszt e lo eresse a fondamento della sua poetica.
Come prima cosa cambiò il suo modo di suonare: "Non
suono quasi più con le mani", dirà. Lo stile
oggettivo e analitico si era trasformato in un virtuosismo smaterializzato
che dava agli ascoltatori l'impressione di raggiungere senza mediazioni
l'idea compositiva all'origine del brano.
Parallelamente, cominciò a trascrivere e a curare nuove revisioni
di musiche del passato, da Bach a Liszt, con uno spirito di
devozione e un impegno che rimasero costanti per tutta la sua vita.
Questa attività fu una logica conseguenza del suo rinnovato
credo estetico: adeguando le partiture classiche alle attuali conquiste
tecniche e linguistiche ne aveva fatto rivivere lo spirito, liberandolo
dalla pagina scritta.
Messa così in pratica l'idea che la musica fosse un immenso
patrimonio bisognoso di una continua opera di ricreazione, nella
doppia veste di pianista e trascrittore Busoni era riuscito ad assolvere
il suo compito di artista. Ora si trattava di applicare tutto questo
anche al compositore, dando nuova voce non più soltanto alle
verità assolute depositate nella Storia, ma anche a quelle
infinite melodie che secondo la sua immagine aleggiano ancora nascoste
nel cosmo.
Qui, l'idealista Busoni si arenò di fronte alle evidenze
della realtà: la via dello sperimentalismo linguistico che
decise di imboccare per raggiungere l'iperuranio della musica non
lo avrebbe condotto alle certezze incorruttibili che cercava. Infatti,
lungi dall'essere segno di vitalità, l'ampliamento vertiginoso
degli orizzonti musicali era in realtà il sintomo più
chiaro della disgregazione degli ideali umanistici che, perso il
loro potere unificante, avevano ormai abbandonato il linguaggio
a quel processo di dissoluzione di cui tutto il Novecento sarà
testimone e artefice. Così, attirato da un lato dai nuovi
sviluppi delle avanguardie e dall'altro ancora illuso della possibilità
di una parola definitiva, Busoni si ritrovò condannato all'inattualità:
giudicò un tradimento del compito universale dell'arte sia
la riduzione alla dimensione artigianale dei neoclassici, sia l'esasperata
interiorità dell'espressionismo e non volle per nulla al
mondo scalzare la musica dal piedistallo su cui l'aveva innalzata
il secolo passato.
Una musica eterogenea quanto poche altre, destinata all'incompiutezza
dall'irraggiungibile meta che si era proposta; una musica senza
timbri, sorretta da gigantesche costruzioni contrappuntistiche e
immersa nella luce accecante e senza colori di un mondo metafisico:
questo ciò che resta a testimonianza della grande sfida di
una vita che fu per Busoni l'utopia della classicità.
|
| NAVIGARE
IN MUSICA |
 |
Un
sito dedicato a Ferruccio Busoni |
 |
Franz
Liszt: la vita, l'opera cameristica, il catalogo per pianoforte,
opere principali, photo gallery. |
 |
Una
raccolta di file MIDI di Franz Listz |
 |
Un
sito che propone una raccolta di siti dedicati a Franz Listz |
 |
| CALENDARIO
SETTIMANALE |
 |
1
/9 giugno |
 |
10/16
giugno |
 |
17
/30 giugno |
 |
1
/7 luglio |
 |
8/31
luglio |
|