Torna all'indice di Sistema Musica
giugno - luglio 2002

teatro regio torino

INTERVISTA - Una pulzella senza età


Bozzetti di Luisa Spinatelli  per la Pulzella d'Orleans

Bozzetti di Luisa Spinatelli  per la Pulzella d'Orleans

Bozzetti di Luisa Spinatelli  per la Pulzella d'Orleans

Dopo la regia di due lavori "leggeri", come Orfeo all'inferno di Offenbach e Kiss Me, Kate di Cole Porter, Lamberto Puggelli è stato invitato a curare la messinscena dell'opera forse più ambiziosa di Tchajkovskij:
La pulzella d'Orléans.

Maestro Puggelli, mai come in questo caso la protagonista dell'opera appartiene all'immaginario collettivo. Quali complicazioni incontra portando in scena una vicenda che ha numerosi riferimenti letterari, cinematografici, iconografici? Si possono individuare nella sua regia modelli o citazioni?
"In un primo tempo pensavo che non se ne potesse prescindere, ma ragionandoci su ho capito che occorreva andare in un'altra direzione. Il libretto di Tchajkovskij è incongruo, un po' sgangherato e soprattutto non vi si ritrovano gli appuntamenti canonici, ad esempio il processo. Ciò fa sì che lo spettacolo prescinda dall'iconografia solita, che proceda su un piano allusivo ed emozionale, per visioni e situazioni gestuali e figurative che non ripercorrono il déjà vu".

Come ha ideato l'impianto scenico insieme a Luisa Spinatelli?
"La nostra lettura è simbolica e allegorica e il palcoscenico sarà una grande scatola nuda, ferrosa, coperta di ruggine. I costumi unisex, quasi escrescenze della scena, saranno atemporali e la gestualità non realistica. Il maestro Ranzani [che dirige l'opera, ndr] mi faceva notare che il coro è trattato musicalmente come fosse un personaggio unico, una persona sola con più teste. Ciò avrà un preciso riscontro scenico: sarà spesso coperto da teli e veli fluttuanti che cascano dall'alto e lo coprono, unificandolo dal punto di vista visivo. Tutto lo spettacolo dovrebbe seguire il respiro musicale".

È complicato allestire un'opera in lingua russa?
"Ammetto di aver accolto con una certa perplessità l'offerta di mettere in scena un'opera in russo. Nella mia lunga carriera ho privilegiato melodrammi italiani e francesi perché in quelle lingue sono in grado di insegnare a un cantante o aiutarlo a modulare le più leggere sfumature del linguaggio, a dare senso e accento a una frase. Non ho mai fatto Richard Strauss, ad esempio, anche se l'adoro, perché non ho dimestichezza col tedesco. A questo punto ho superato la perplessità iniziale, ma qualche dubbio rimane. Forse c'è qualcosa di incongruo nel fatto che con un regista e un direttore italiani, con una compagnia di cantanti in buona parte italiani, mettano in scena per un pubblico italiano un'opera in russo… C'è un diaframma che occorre superare e per questo invito ancora tutti noi, artisti e pubblico, ad affidarsi in questo caso più alla musica che alle parole". (f.f.)

NAVIGARE IN MUSICA
segui il link La presentazione de "La Pulzella d'Orleans"
CALENDARIO SETTIMANALE
segui il link 1 /9 giugno
segui il link 10/16 giugno
segui il link 17 /30 giugno
segui il link 1 /7 luglio
segui il link 8/31 luglio