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giugno - luglio 2002

associazione antidogma musica

Una proposta musicale liberamente tratta da
Lo zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura


La copertina del libro "Book of tea" di Kakuzo Okakura

 

Antica cetra cinese…
Anticamente nella gola di Lung-men si ergeva un kiri (la paulonia dal legno leggero e dai grappoli di fiori azzurro-viola), autentico re della foresta. Sollevava la cima per parlare con le stelle; le radici erano penetrate così profondamente nel suolo da intrecciare le loro spire bronzee con quelle del drago d'argento che dormiva nelle viscere della terra. Poi accadde che un potente mago ricavò dall'albero un'arpa prodigiosa, il cui spirito ostinato soltanto il più grande dei musicisti sarebbe riuscito a domare. Per molto tempo lo strumento fu custodito come un tesoro dall'imperatore della Cina, ma i tentativi di quanti cercavano di trarre delle melodie dalle sue corde risultarono vani. In risposta ai loro sforzi immani, dall'arpa non uscivano che stridule note di disprezzo, che non s'intonavano con le canzoni che essi avrebbero voluto innalzare. L'arpa si rifiutava di riconoscere un maestro.
Si presentò infine Po Ya, il re degli arpisti. Accarezzò l'arpa dolcemente, come se si trattasse di ammansire un cavallo recalcitrante, e sfiorò delicatamente le sue corde. Cantò la natura e le stagioni, le alte vette e le acque fluenti, e tutti i ricordi dell'albero si ridestarono! La dolce brezza primaverile scherzò ancora una volta fra i suoi rami…
Po Ya cambiò poi accordo e iniziò a cantare l'amore. La foresta ondeggiava come un ardente innamorato perduto nei propri pensieri.
La tonalità cambiò ancora: Po Ya cantò la guerra, il clangore delle spade e lo scalpitio dei cavalli. E nell'arpa si scatenò la tempesta… Estasiato, il monarca celeste domandò a Po Ya quale fosse il segreto della vittoria. "Sire" rispose "gli altri hanno fallito perché cantavano solo se stessi. Io ho lasciato che fosse l'arpa a scegliere il tema, e realmente non sapevo se l'arpa fosse Po Ya, o Po Ya l'arpa".
…per la cerimonia del tè
I taoisti narrano che nel grande principio del Non Principio, Spirito e Materia si affrontarono in una lotta mortale. Alla fine l'Imperatore Giallo, il Figlio del Cielo, trionfò sul demone dell'oscurità e della terra. Il titano agonizzante urtò con la testa il cielo, mandando in frantumi la celeste volta di giada. Le stelle persero i loro nidi, e la luna vagò senza meta nei deserti abissi della notte. In preda alla disperazione l'Imperatore Giallo cercò ovunque chi sapesse riparare i cieli. Non cercò invano. Dal mare d'Oriente emerse una regina, la divina Niuka… essa saldò l'arcobaleno dai cinque colori e ricostruì il cielo. Ma si narra anche che Niuka scordò di saldare due sottili crepe nel firmamento azzurro. Fu così che ebbe inizio il dualismo dell'amore - due anime che si muovono nello spazio senza mai fermarsi, fino a quando non si uniscono per rendere compiuto l'universo.

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