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marzo 2002

unione musicale

Louis Lortie, pianista prodigio


Foto di Louis Lortie

"Come pianista, Lortie è sia uno stimolante musicista sia un acuto pensatore... abbiamo ascoltato un'esecuzione fuori dal comune, quando la musica trasmette insieme la freschezza del primo sguardo e la forza dell'ispirazione. C'era una delicatezza nel tocco di Lortie, fondata sulla forza e la sicurezza delle idee…" ("Daily Telegraph", Londra, luglio 1999).
Vale proprio la pena di mollare tutto per andare a sentirlo suonare, come incita sempre il "Daily Telegraph" quando Lortie arriva in città. Per trovare in una stessa sera l'intensità di una forte individualità e la leggerezza di chi sembra leggere per la prima volta, con quello sguardo un po' stupito che passa sopra le cose senza violarle. "Lortie ha brillato con un'interpretazione di grande maturità, trasmettendo una facilità senza sforzo pur utilizzando una gamma espressiva vastissima".
Il suo repertorio è molto esteso, e di solito lui ama realizzare le integrali: Brahms, Schumann, Ravel, Beethoven, Chopin, Liszt. In inglese si chiamano cycles, un modo efficace per dare l'idea di una visione completa dell'opera di un autore che implica un ritornarci continuamente sopra, un ripercorrerla. Le integrali Lortie le incide e le esegue in pubblico, ma la sua capacità più grande sta nel restituirci, anche attraverso un solo brano, la profondità di tutte le opere precedenti e successive dell'autore. Come sempre, quando si è in presenza di un grande interprete, la critica cerca i maestri: "Per ciò che riguarda il colore, l'esecuzione degli studi di Chopin ci porta indietro agli anni d'oro di Cortot al suo meglio, sorpassando Ashkenazy, Pollini, Perlemuter, addirittura Backhaus... Questo è un atto di prima classe che può dire la sua anche a chi verrà in futuro" ("BBC Music Magazine"); "Che musicista ammirabile, un virtuoso a tutto tondo come Horowitz; che fluidità nel tocco, come un Lipatti nella luminosità radiosa del suo suonare!"; "Bisogna davvero guardare ad alcuni leggendari pianisti degli anni '40 o '50 per dare un contesto a Louis Lortie" ("Los Angeles Today"); "Queste esecuzioni hanno una statura e una profondità che possono gareggiare con quelle di Brendel e Gilels - distinguendosi, naturalmente, e questo merita plauso" ("Gramophone").
Era un ragazzino prodigio, Lortie, sul palco per la prima volta a tredici anni con la Montreal Symphony e tre anni dopo con la Toronto Symphony, con la quale è subito andato in tournée in Cina e India. Canadese, ha vinto i suoi premi in Europa, nel 1984: il "Busoni" e il Leeds. E in Italia insegna a Imola, dove si fanno vanto di avere maestri diversissimi tra loro... perché poi quando suoni davvero bene devono fare la gara, i critici, per trovare il tuo, di maestro. (s.n.)

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mercoledì 27 marzo
conservatorio ore 21 serie gialla
Louis Lortie
pianoforte
Musiche di Listz, Schumann, Carter, Ravel