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La
chitarra è strumento di frontiera tra generi e modi di
pensare e servirsi di musica, ama le terre di confine, come la Spagna,
tra Oriente e Occidente e Cuba, cerniera tra Sud latino e Nord anglosassone.
Manuel Barrueco (come il celebrato chitarrista-compositore
Leo Brouwer) è nato nel centro America generoso di poesia,
ed è emigrato al Nord per trovare la libertà di maturarla
nei modi e nelle forme, di scambiarla con altre suggestioni ed esperienze
d'arte.
Proprio perché dimora in zona franca, nessuno la vuole la
chitarra: ancor oggi di frequente abbandonata nelle mani di dilettanti,
non è voce per i grandi teatri e le stagioni importanti,
preferisce rannicchiarsi nelle salette di società chitarristiche,
"amici della" di cui sopra, ecc
Occorre un'eccellenza
come quella di un Barrueco poco più che ventenne per spalancare
le porte della Carnegie Hall. Eppure la chitarra è
un oggetto capace di suggerire - più che dire - cose profonde
e universali, è solo molto difficile da risvegliare. Bisogna
essere capaci, come Barrueco, d'incidere a lama di coltello contrappunti
bachiani severi e intricati facendoci dimenticare quale sciagura
sia tradurre in gergo chitarristico un idioma così prezioso.
Solo chi padroneggia le sei corde con autorevolezza è libero
di proporre con identica attendibilità brani leggeri della
tradizione popolare spagnola e nuova musica blindata in strutture
inflessibili, ad esempio quella di Toru Takemitsu.
Suonare la chitarra è un'esperienza sfuggente come le note
che emette: il corpo prende contatto con la tastiera senza mai avvertire
il conforto di un pieno possesso; è difficile trovare tutte
le chiavi del labirinto. Serve il piglio forte e infallibile del
chitarrista cubano, aiutato dalla direzione impetuosa di Placido
Domingo, per rivitalizzare di nuova energia il logoro Concierto
de Aranjuez, e la sua versatilità per non uscire spennato
da un confronto diretto con le chitarre di Steve Morse (dei Deep
Purple) e di Andy Morse (dei Police) dotate dell'amplificazione.
Solo il chitarrista che possiede un carisma artistico indiscutibile
sa far dimenticare il grande vuoto del palco nel quale è
immerso. Chitarra, strumento per tutti, che nessuno possiede. È
questo il suo charme. (g.n.)
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Manuel Barrueco
chitarra
Musiche
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