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marzo 2002
Editoriale
Siamo tutti sistemi
di Nicola Campogrande


Foto di Philippe Herreweghe

Stando a quanto si è riuscito a sapere, Torino è l'unica grande città del mondo a vantare un sistema di coordinamento tra le istituzioni musicali. Altrove esistono accordi di collaborazione intorno a progetti specifici; qui invece si cerca di ragionare collettivamente sull'organizzazione della musica classica in città.
Non è facile: in termini musicali verrebbe da scrivere che il sistema deve avere un'armonia solida ma deve permettere uno svolgimento libero e cantabile delle singole parti, deve giovarsi della ricchezza del contrappunto di molte voci ma deve sostenere i momenti solistici, deve favorire la creazione di partiture comuni ma deve offrire spazio all'indipendenza di ogni singola idea. È una bella sfida.
Dopo alcuni anni di lavoro preparatorio, ora Sistema Musica sta cominciando a offrire risultati sostanziosi. Alcuni riguardano la programmazione coordinata dei cartelloni e il riverbero che la città e la musica classica si trasmettono reciprocamente: ne daremo conto sui prossimi numeri di questo giornale. Altri hanno a che fare con l'osservazione comparata e ragionata dei cartelloni esistenti, un'osservazione che ha suggerito di individuare alcuni percorsi d'ascolto da proporre al pubblico torinese.
Quello di marzo, ad esempio, è un mese in cui diverse stagioni ospitano musica nuova, e abbiamo dunque provato a disegnare una mappa con la quale orientarsi. Ma è anche un mese di musica sacra e dunque una seconda mappa cerca di fornire alcune indicazioni che possano suggerire una più ricca articolazione dell'ascolto.
Una delle idee che vengono in mente, infatti, è che il sistema coinvolge tutti, organizzatori e pubblico. E dunque ognuno di noi ascolta musica in modo sempre più sistemico. La possibilità di essere informati sull'insieme delle attività musicali, di cogliere dialoghi che si sviluppano a distanza, di porre a confronto la pluralità di idee, di emozioni, di ragionamenti che la musica trascina con sé, tutto questo porta infatti a godere di ogni singolo evento musicale in modo portentoso, perché ne facilita la relazione con gli altri momenti musicali cittadini. Leggere un libro è bello; farlo con una biblioteca intorno è straordinario.
Che cosa ne pensate?

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marzo 2002

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