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Stando
a quanto si è riuscito a sapere, Torino è l'unica
grande città del mondo a vantare un sistema di coordinamento
tra le istituzioni musicali. Altrove esistono accordi di collaborazione
intorno a progetti specifici; qui invece si cerca di ragionare collettivamente
sull'organizzazione della musica classica in città.
Non è facile: in termini musicali verrebbe da scrivere che
il sistema deve avere un'armonia solida ma deve permettere uno svolgimento
libero e cantabile delle singole parti, deve giovarsi della ricchezza
del contrappunto di molte voci ma deve sostenere i momenti solistici,
deve favorire la creazione di partiture comuni ma deve offrire spazio
all'indipendenza di ogni singola idea. È una bella sfida.
Dopo alcuni anni di lavoro preparatorio, ora Sistema Musica sta
cominciando a offrire risultati sostanziosi. Alcuni riguardano la
programmazione coordinata dei cartelloni e il riverbero che la città
e la musica classica si trasmettono reciprocamente: ne daremo conto
sui prossimi numeri di questo giornale. Altri hanno a che fare con
l'osservazione comparata e ragionata dei cartelloni esistenti, un'osservazione
che ha suggerito di individuare alcuni percorsi d'ascolto da proporre
al pubblico torinese.
Quello di marzo, ad esempio, è un mese in cui diverse stagioni
ospitano musica nuova, e abbiamo dunque provato a disegnare una
mappa con la quale orientarsi. Ma è anche un mese di musica
sacra e dunque una seconda mappa cerca di fornire alcune indicazioni
che possano suggerire una più ricca articolazione dell'ascolto.
Una delle idee che vengono in mente, infatti, è che il sistema
coinvolge tutti, organizzatori e pubblico. E dunque ognuno di noi
ascolta musica in modo sempre più sistemico. La possibilità
di essere informati sull'insieme delle attività musicali,
di cogliere dialoghi che si sviluppano a distanza, di porre a confronto
la pluralità di idee, di emozioni, di ragionamenti che la
musica trascina con sé, tutto questo porta infatti a godere
di ogni singolo evento musicale in modo portentoso, perché
ne facilita la relazione con gli altri momenti musicali cittadini.
Leggere un libro è bello; farlo con una biblioteca intorno
è straordinario.
Che cosa ne pensate?
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anno IV n. 3
marzo 2002
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