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Il
tempo indistinto di Ligeti
Abbiamo sempre meno tempo di fermare il tempo: una volta era consueto
fissare l'ultimo orizzonte o immaginarlo di là dalle siepi
annullando persino il ritmo delle palpebre, fingendo che non accadesse
niente, mentre pascolava il gregge o si aspettava passare l'inverno.
L'unica cosa che fissiamo di frequente è lo schermo del computer,
ma se anche è inquadrato un foglio bianco pulsa l'indicatore
di posizione. Lontano di György Ligeti è uno
sguardo perduto verso un punto dove non si distinguono forme, ma
solo fenomeni luminosi che non pulsano. Là il giorno esiste,
ma non accoglie eventi, il rosso fuoco e l'azzurro lama si mescolano
in una tinta neutra. Sembra che a creare la musica sia il silenzio
nell'atto di inspirare ed espirare profondamente. Le particelle
che costituiscono la materia sono infinite e brulicano, si sovrappongono
e nessuno se ne accorge, invadono lo spazio in un'entropia sonora
che fa collassare il senso del tempo, vanificando anche il concetto
di lontananza: capita che nulla capiti in nessun luogo, eppure è
chiara la percezione di una misteriosa bellezza. (g.n.)
Orchestra Sinfonica Nazionale della
Rai, giovedì 21 e venerdì 22 novembre
Berio
insieme ai propri interpreti
Uno strumento musicale non è solo un oggetto fisico. È
anche la storia delle trasformazioni che lo hanno reso tale, l'insieme
dei gesti vecchi e nuovi che servono per farlo suonare, il testimone
vivente del suo repertorio, il mezzo con cui il virtuoso traduce
l'idea in realtà.
Ogni pezzo di Berio per strumento solo è una meditazione
su tutto questo. Le Sequenze, che da oltre quarant'anni scandiscono
con regolarità il suo cammino di compositore, rappresentano
le punte di diamante di questa esplorazione continua. L'ultima in
ordine d'arrivo è la Sequenza XIV (Dual) per violoncello,
scritta per/con Rohan de Saram del Quartetto Arditti. Come le altre
Sequenze sfida, senza deformarne la natura, i limiti tecnici dello
strumento per raggiungere una scrittura polifonica e nasce dallo
stesso lavoro di squadra tra compositore ed esecutore-destinatario
caratteristico dei lavori precedenti.
Analoga la genesi della nuova Sonata per pianoforte, frutto della
collaborazione con Andrea Lucchesini, che ne ha presentato la prima
versione nel luglio 2001 a Zurigo.
L'occasione dell'Unione Musicale è imperdibile: non si tratta
solo di assistere alla prima torinese di due opere di Berio ma di
sentirle eseguite dagli stessi interpreti che le hanno viste nascere
e ne hanno tenuto il battesimo. (a.b.)
Unione Musicale, mercoledì 27
novembre
Diabolico
Kagel
Saranno le origini argentine o i tanti anni d'apprendistato in terra
tedesca, ma il fatto è che nessun musicista meglio di Mauricio
Kagel ha saputo dare creatività e rigore alle speculazioni
di quella "poetica del gesto" che, dopo la crisi
del postwebernismo, era diventata l'attrazione principale delle
neoavanguardie degli anni Sessanta.
Per musicisti come Cage, Schnebel e Kagel, consapevoli del progressivo
svuotamento dei valori musicali, non vi era altra possibile scelta:
la strada da imboccare era quella della dissacrazione, scardinare
a uno a uno i luoghi comuni della produzione, della comunicazione
e della fruizione dell'arte. Inoltre Kagel, impegnato fin da giovane
anche in campo teatrale e cinematografico, non si è limitato
al solo linguaggio musicale, ma ha riservato lo stesso trattamento
a base di fantasia surreale e di tagliente ironia anche ad altri
codici linguistici, dando vita a messe in scena sonore in cui parola,
gesti e suoni si incontrano in veri e propri happening al negativo.
Non stupisce quindi che persino nei suoi lavori strumentali, dietro
alla facciata della musica pura, ci sia sempre lo zampino del provocatore
teatrale. Così l'insospettabile Trio, scritto nel 1985 in
tre classici movimenti e ammiccando di tanto in tanto alla forma
del Rondò, è in realtà la complessa traduzione
musicale di un dramma dello stesso Kagel, intitolato con un gioco
di parole, La trahison orale, come dire: la tradition orale à
la Darmstadt, dove tradizione diventa tradimento. Illuminante -
e inquietante - il testo letterario alla base dei due lavori: un
collage di leggende, fiabe e racconti dal libro di Claude Seignolles
L'évangile du diable selon la croyance populaire
(a.b.)
Unione Musicale, mercoledì 20 novembre
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