Torna all'indice di Sistema Musica
novembre 2002

gli argomenti del mese

Tre matite per il presente


Kagel e Ligeti
Berio

Il tempo indistinto di Ligeti
Abbiamo sempre meno tempo di fermare il tempo: una volta era consueto fissare l'ultimo orizzonte o immaginarlo di là dalle siepi annullando persino il ritmo delle palpebre, fingendo che non accadesse niente, mentre pascolava il gregge o si aspettava passare l'inverno. L'unica cosa che fissiamo di frequente è lo schermo del computer, ma se anche è inquadrato un foglio bianco pulsa l'indicatore di posizione. Lontano di György Ligeti è uno sguardo perduto verso un punto dove non si distinguono forme, ma solo fenomeni luminosi che non pulsano. Là il giorno esiste, ma non accoglie eventi, il rosso fuoco e l'azzurro lama si mescolano in una tinta neutra. Sembra che a creare la musica sia il silenzio nell'atto di inspirare ed espirare profondamente. Le particelle che costituiscono la materia sono infinite e brulicano, si sovrappongono e nessuno se ne accorge, invadono lo spazio in un'entropia sonora che fa collassare il senso del tempo, vanificando anche il concetto di lontananza: capita che nulla capiti in nessun luogo, eppure è chiara la percezione di una misteriosa bellezza. (g.n.)
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, giovedì 21 e venerdì 22 novembre

Berio insieme ai propri interpreti
Uno strumento musicale non è solo un oggetto fisico. È anche la storia delle trasformazioni che lo hanno reso tale, l'insieme dei gesti vecchi e nuovi che servono per farlo suonare, il testimone vivente del suo repertorio, il mezzo con cui il virtuoso traduce l'idea in realtà.
Ogni pezzo di Berio per strumento solo è una meditazione su tutto questo. Le Sequenze, che da oltre quarant'anni scandiscono con regolarità il suo cammino di compositore, rappresentano le punte di diamante di questa esplorazione continua. L'ultima in ordine d'arrivo è la Sequenza XIV (Dual) per violoncello, scritta per/con Rohan de Saram del Quartetto Arditti. Come le altre Sequenze sfida, senza deformarne la natura, i limiti tecnici dello strumento per raggiungere una scrittura polifonica e nasce dallo stesso lavoro di squadra tra compositore ed esecutore-destinatario caratteristico dei lavori precedenti.
Analoga la genesi della nuova Sonata per pianoforte, frutto della collaborazione con Andrea Lucchesini, che ne ha presentato la prima versione nel luglio 2001 a Zurigo.
L'occasione dell'Unione Musicale è imperdibile: non si tratta solo di assistere alla prima torinese di due opere di Berio ma di sentirle eseguite dagli stessi interpreti che le hanno viste nascere e ne hanno tenuto il battesimo. (a.b.)
Unione Musicale, mercoledì 27 novembre

Diabolico Kagel
Saranno le origini argentine o i tanti anni d'apprendistato in terra tedesca, ma il fatto è che nessun musicista meglio di Mauricio Kagel ha saputo dare creatività e rigore alle speculazioni di quella "poetica del gesto" che, dopo la crisi del postwebernismo, era diventata l'attrazione principale delle neoavanguardie degli anni Sessanta.
Per musicisti come Cage, Schnebel e Kagel, consapevoli del progressivo svuotamento dei valori musicali, non vi era altra possibile scelta: la strada da imboccare era quella della dissacrazione, scardinare a uno a uno i luoghi comuni della produzione, della comunicazione e della fruizione dell'arte. Inoltre Kagel, impegnato fin da giovane anche in campo teatrale e cinematografico, non si è limitato al solo linguaggio musicale, ma ha riservato lo stesso trattamento a base di fantasia surreale e di tagliente ironia anche ad altri codici linguistici, dando vita a messe in scena sonore in cui parola, gesti e suoni si incontrano in veri e propri happening al negativo.
Non stupisce quindi che persino nei suoi lavori strumentali, dietro alla facciata della musica pura, ci sia sempre lo zampino del provocatore teatrale. Così l'insospettabile Trio, scritto nel 1985 in tre classici movimenti e ammiccando di tanto in tanto alla forma del Rondò, è in realtà la complessa traduzione musicale di un dramma dello stesso Kagel, intitolato con un gioco di parole, La trahison orale, come dire: la tradition orale à la Darmstadt, dove tradizione diventa tradimento. Illuminante - e inquietante - il testo letterario alla base dei due lavori: un collage di leggende, fiabe e racconti dal libro di Claude Seignolles L'évangile du diable selon la croyance populaire… (a.b.)
Unione Musicale, mercoledì 20 novembre

NAVIGARE IN MUSICA
segui il link Il sito del compositore György Ligeti
segui il link Il sito dedicato a Mauricio Kagel
CALENDARIO SETTIMANALE
segui il link 1 /9 novembre
segui il link 10/15 novembre
segui il link 16 /24 novembre
segui il link 25 /30 novembre